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Jazz Fest, doppio set con Cigalini e la band Ottone Pesante

Nel weekend anche un workshop sulla Voce Percussiva già da tempo esaurito e la presentazione del libro di Claudio Sessa alla Galleria Ricci Oddi

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Weekend che non conosce sosta per il Piacenza Jazz Fest. Sempre tante le iniziative di vario genere messe in campo dagli organizzatori, il Piacenza Jazz Club, sostenuti come sempre dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano. La rassegna si fregia inoltre del patrocinio del Comune e della Provincia di Piacenza.

Molto curata come sempre l’offerta musicale mirata per i vari locali e circoli riuniti nel progetto della rassegna “Piacenza Suona Jazz”. Come già l’anno scorso, le due tappe di “Piacenza Suona Jazz” all’Arci live club Sound Bonico sono gli appuntamenti più rock e più sperimentali della rassegna.

La prima serata vedrà in scena sabato 27 febbraio ben due live set a partire dalle ore 22, con ingresso gratuito (necessaria tessera Arci nazionale, fattibile in loco).

Per primo a salire sul palco del Sound Bonico sarà una star mondiale nostrana come Mattia Cigalini, il giovane asso piacentino del saxofono in una veste coraggiosa e intrigante tutta da scoprire: quella di un “one man band” capace di creare vere cattedrali di suono in solitaria, armato soltanto del suo strumento, di effettistica elettronica e di tanta creatività e fantasia. Rischio e adrenalina, con un pizzico di psichedelia.
 
Poi, spazio all’heavy-jazz degli Ottone Pesante, trio in arrivo dalla Romagna che sta facendo parlare tantissimo di sé in questi mesi. Si tratta di un nuovissimo progetto border-line che vede schierati Francesco Bucci al trombone, Paolo Raineri alla tromba e Simone Cavina alla batteria.

Questi ultimi due provengono dalle file dei Junkfood 4tet (già vincitori del Concorso “Chicco Bettinardi”), che l’anno scorso diedero corpo ad una bellissima performance proprio sul palco del Sound Bonico per la rassegna.

La chimica fra Paolo Raineri, Francesco Bucci e Simone Cavina si basa sulla straordinaria forza creata dalla loro interazione creare. L’ottone (pesante) è il materiale che compone due dei tre strumenti che sentirete in azione, fra violenza pura e tecnica sopraffina.

Un’operazione allo stesso tempo viscerale e filologica, suonata da musicisti di alto livello le cui radici affondano in miniere di “metallo” ricche e profonde, lontane dall’essere una semplice infatuazione giovanile.

Importanti le loro collaborazioni, i tre hanno lavorato, a titolo personale o collettivo, con band illustri del panorama nazionale come i Calibro 35 e i Baustelle, con un grande produttore discografico del rock indipendente italiano come Enrico Gabrielli e con un vip internazionale come Pat Mastelotto, batterista dei King Crimson. 
 
Nel weekend è in programma anche un workshop di due giorni curato da Marco Forgione dal titolo “La voce percussiva” che si terrà alla Milestone School of Music. L’iscrizione a numero chiuso è già stata chiusa da tempo per esaurimento dei posti disponibili.

L’anno scorso i tantissimi spettatori presenti al concerto di uno dei gruppi vocali con cui si esibisce, quello di Albert Hera nella Sala degli Arazzi della Galleria Alberoni, avevano già avuto modo di apprezzarlo e di sicuro la sua figura sarà rimasta impressa per la sua particolarità.

Lui infatti è una vera Human Beat Box, ovvero una persona capace di riprodurre tutti i suoni di una batteria e di altri strumenti attraverso l’utilizzo della bocca e della voce e nel workshop insegnerà questa tecnica.

La voce percussiva è la sperimentazione, il gioco e il viaggio alla ricerca di un uso batteristico e ritmico dello strumento voce, è sperimentazione per permettere a chiunque di avvicinarsi al mondo delle percussioni vocali.

L’obiettivo principale è quello di alimentare la creatività offrendo strumenti concreti per manipolare e miscelare i vari suoni senza limitarsi a una semplice riproduzione imitativa di suoni preconfezionati.
 
Sempre sabato 27 febbraio alle ore 17.30 sarà la volta del critico musicale Claudio Sessa, la penna del Jazz per il Corriere della Sera, che presenterà alla Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi “, in via San Siro 13 a Piacenza, il suo ultimo lavoro “Improvviso singolare. Un secolo di jazz”, edito da il Saggiatore.

La presentazione avverrà nella splendida Sala dei Veneti e sarà una presentazione dialogica, con l’aiuto di Jody Borea e di Paolo Badiini. Il libro di Sessa è in grado di offrire una nuova prospettiva su un’epoca attraverso una scelta di duecento circa tra le sue migliori opere musicali.

Claudio Sessa ha la straordinaria capacità di intrecciare i complessi sviluppi della storia della musica alle vicende del mondo. Il libro che presenta è sia una guida all’ascolto sia una sorta di discografia essenziale dalle origini agli anni Settanta. Figure come Duke Ellington, Louis Armstrong, Earl Hine, Lester Young, Ornette Coleman, Eric Dolphy, Albert Ayler, Archie Shepp emergono da queste pagine in tutto il loro fascino.

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