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Jazz Fest, omaggio a Bach con la coppia inedita Bahrami e Rea foto

Partire da Bach per costruire un ponte tra mondi ed epoche diverse ma conciliabili mettendo in diretto confronto lo stile classico di Bahrami e quello improvvisativo di Rea. Questo l’intento del concerto di sabato 20 febbraio alle 21.15, quando il programma del Piacenza Jazz Fest vivrà uno dei suoi momenti topici in un luogo simbolo della città di Piacenza

Partire da Bach per costruire un ponte tra mondi ed epoche diverse ma conciliabili mettendo in diretto confronto lo stile classico di Bahrami e quello improvvisativo di Rea. Questo l’intento del concerto di sabato 20 febbraio alle 21.15, quando il programma del Piacenza Jazz Fest vivrà uno dei suoi momenti topici in un luogo simbolo della città di Piacenza, il Teatro Municipale, che ha ritrovato anche il Jazz tra le tante realtà che ne alimentano la vitalità. Così, dopo lo strepitoso successo dell’anno scorso con Stefano Bollani e il suo Danish Trio, quest’anno il maggior teatro cittadino ospiterà il duo composto da Ramin Bahrami e Danilo Rea, due pianoforti dal tocco eccelso che affascineranno la platea presentando, dopo il successo allo scorso Umbria Jazz, il loro progetto comune sull’immortale compositore tedesco dal titolo “…In Bach?”. Il concerto è una co-produzione tra l’associazione Piacenza Jazz Club, che organizza il festival, e la Fondazione Teatri di Piacenza. I biglietti per questo evento sono ancora acquistabili presso la biglietteria del Teatro oppure online sul sito www.teatripiacenza.it. La manifestazione gode per il sesto anno consecutivo del prestigioso patrocinio del MiBACT, viene realizzata grazie all’imprescindibile sostegno della Fondazione di Piacenza e Vigevano, del Comune e la Provincia di Piacenza, del Comune di Fiorenzuola, della Regione Emilia-Romagna e grazie al contributo di alcune realtà istituzionali e imprenditoriali del territorio.
Ramin Bahrami e Danilo Rea, due pianoforti e quattro mani insieme per rendere omaggio all’imponente eredità musicale di Johann Sebastian Bach. Un concerto dedicato alla produzione per tastiera meno conosciuta del compositore tedesco le cui opere occupano una posizione di assoluto rilievo nella storia della musica, sia per il loro valore intrinseco che per il ruolo storico dell’intera produzione.
“…In Bach?” è un viaggio musicale in cui la musica classica di Bahrami si sposa con le incursioni jazz del maestro Danilo Rea che, grazie alla sua grande versatilità e apertura musicale, si conferma uno dei più importanti pianisti jazz italiani, capace di spaziare in composizioni classiche e non solo. Con questo dialogo di generi il concerto rende più accessibile il mistico mondo bachiano anche alle nuove generazioni. Ramin Bahrami e Danilo Rea, oltre ai brani meno conosciuti, eseguiranno anche alcune delle composizioni bachiane più famose come “Aria sulla quarta corda” e “Primo preludio e fuga dal clavicembalo ben temperato”.
«Sono un grande ammiratore di Danilo Rea», dice Bahrami, «penso sia il miglior jazzista italiano vivente, il più raffinato, dotato di una cultura musicale che gli permette di invadere anche territori differenti da quello che è propriamente il suo». L’idea di partenza di Bahrami, devoto al compositore tedesco fin dall’infanzia, era quella di recuperare pezzi di Bach passati in secondo piano, poco ascoltati, che non facevano parte delle stagioni di concerti, dei repertori abituali suonati in concerto, per ridare loro nuova vita e farli finalmente conoscere al pubblico come meritano. Rea, anch’egli un amante delle sfide, ha subito amato il progetto e vi si è dedicato con passione e dedizione. Il risultato è stato il grande successo ottenuto nell’anteprima mondiale allo scorso Umbria Jazz. Dopo quel grande successo la voglia per entrambi di far crescere il progetto. Dice a questo proposito Rea: «Credo che questa esperienza gratifichi ambedue le parti e sono certo che il nostro rapporto nel tempo possa durare, potremo andare in giro per il mondo a dire qualcosa di diverso». Senza questa “riscoperta”, queste splendide pagine rimarrebbero sugli scaffali polverosi degli archivi. I due musicisti sentono di dover restituire questi tesori a tutti, liberandoli dal silenzio cui erano destinati e donando loro nuova vita attraverso un’esecuzione più libera e originale.
Ramin Bahrami è pianista classico tra i più famosi ed apprezzati a livello internazionale proprio per la sua devozione maniacale alla musica del Kantor di Lipsia, sul quale ha lavorato nel corso degli anni dando vita a una vasta produzione discografica e del quale è considerato attualmente uno dei maggiori interpreti a livello mondiale.
Danilo Rea è pianista jazz di grande fama e cultura eclettica che fa dell’arte dell’improvvisazione la chiave che apre tutte le porte musicali, ha avuto nel corso della sua carriera moltissime esperienze diverse. Egli stesso amante della musica di Bach, conosciuto fin dagli studi classici al Conservatorio di Santa Cecilia a Roma.

Lo stesso Baharami presenterà nel pomeriggio alle ore 18.00 nel ridotto del Teatro Municipale il suo ultimo libro, edito da Bompiani, dal titolo “Nonno Bach. La musica spiegata ai bambini”. Per Bahrami non c’è alcun dubbio: Bach è il musicista più grande di tutti i tempi. E dargli voce vuol dire farlo conoscere a chi ne coglie solo la solennità distante e rischia di farsi intimidire da quella sua apparenza così seria ma che non corrisponde al vero. Il riferimento al suo nume tutelare poi vuole essere anche un modo per superare i tanti problemi attuali, primi tra tutti l’egoismo e il calcolo. L’antidoto è semplice: basta aprire il cuore alla musica e lasciarla entrare.

L’imboccatura del saxofono è il luogo dove nasce il suono. Conoscere quali leggi fisiche ne regolano la forma, le proporzioni e qual è l’influenza dei diversi materiali è fondamentale per il bagaglio culturale di un saxofonista. L’esperto in costruzione e modifica delle imboccature per saxofono Filippo Bucci terrà un workshop nel pomeriggio di sabato 20 febbraio alle ore 14.00 alla Milestone School of Music in cui illustrerà le grandi potenzialità delle imboccature per saxofono e quanto le modifiche costruttive e/o strutturali possono influire sul suono e sulla sua facilità di emissione.

Per maggiori informazioni si consiglia di visitare il sito www.piacenzajazzfest.it o visitare la pagina Facebook del festival www.facebook.it/piacenzajazzfest. Per contatti si può scrivere alla mail a biglietti@piacenzajazzclub.it oppure telefonare allo 0523.579034 – 366.5373201

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