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Luis e Sam sul podio dei Mondiali calcetto per persone con disturbi psichiatrici foto

Pubblichiamo il resoconto dal Giappone di Claudio Palmieri, educatore del Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze Patologiche dell'Ausl di Piacenza e accompagnatore della nazionale di calcetto delle persone con disturbi psichiatrici ai campionati mondiali di Osaka

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Pubblichiamo il resoconto dal Giappone di Claudio Palmieri, educatore del Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze Patologiche dell’Ausl di Piacenza e accompagnatore della nazionale di calcetto delle persone con disturbi psichiatrici ai campionati mondiali di Osaka.

Nella rappresentativa azzurra due giocatori piacentini: Luis S. portiere, e Sam I., giovane nigeriano “naturalizzato”In Giappone dal 23 febbraio si è disputato infatti il torneo che ha visto confrontarsi le nazionali di dieci paesi da tutto il pianeta. Ecco il testo.

Eccoci qua è domenica sera, ore 20 di Osaka, Giappone.

Il torneo si è chiuso con la cerimonia ufficiale ed ora attendiamo in serata la festa di arrivederci, che se tutto va bene, dovrebbe risultare a Roma nel 2018 . Portiamo a casa il terzo posto con molto rammarico calcistico per aver sfiorato la finalissma, però al contempo molta soddisfazione per l’esito dell esperienza , 

Nel girone all’italiana abbiamo prima incontrato il Giappone, all’esordio, che con un secco 3-0 ha ridimensionato le aspettative troppo alte create dal team al seguito della nazionale.  

Poi una prova scoppiettante con il Perù terminato con un rotondo 4-0 a nostro favore, con uno splendido gol di Sam, dopo un dribbling ubriacante, ha riportato in alto il morale della squadra.

Purtroppo la doccia fredda è arrivata contro la squadra di casa dell’Osaka: dopo un avvio travolgente con un vantaggio degli azzurri, a nulla sono servite le numerose occasioni create e tantomeno la pur buona prestazione del nostro portiere Sabbatini: la partita è finita 2 a 1 per l’Osaka e così ci siamo dovuti accontentare della finale per il terzo posto. 

Sofferta ma splendida la vittoria per 4 a 3. I nostri impazienti e splendidi ragazzi ce l’hanno fatta: caparbi e tenaci hanno difeso il vantaggio con prestazioni eccezzionali, dei nostri due piacentini in particolare: ce l’hanno messa proprio tutta e questo è quello che conta, ed il risultato li ha premiati.

I giapponesi hanno fatto del loro meglio per renderci gradevole la permanenza: il clima meteorologico era gelido ma l’esperienza di conoscersi e confrontarsi non solo sul campo e’ stata davvero all’insegna del calore umano. 

Lo sport specie il calcio e’ un veicolo di condivisione che abbatte le frontiere di qualsiasi tipo, in particolare quelle del pregiudizio e delle differrnze culturali, di genere, di estrazione sociale, colore, religione.
   

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