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“Nuova” Asp, perdite ridotte di 600 mila euro. “Servizio migliorato” foto

La "nuova" Asp esce promossa dall'ennesimo, e non poco travagliato, cambio di gestione avvenuto un anno fa? A giudicare dai numeri forniti dal presidente Marco Perini, durante l'ultima riunione della commissione Welfare, sembrerebbe di sì. 

La “nuova” Asp esce promossa dall’ennesimo, e non poco travagliato, cambio di gestione avvenuto un anno fa? A giudicare dai numeri forniti dal presidente Marco Perini, durante l’ultima riunione della commissione Welfare, sembrerebbe di sì. Tempo di bilanci, quindi, per una partita che vide lo scorso anno in consiglio comunale uno scontro aperto anche all’interno della stessa maggioranza, alle prese in questi giorni con un’altra partita delicata (e altrettanto foriera di controversie) come quella dell’illuminazione pubblica

Ma un passo per volta. I membri della commissione, guidata da Massimo Polledri (Lega), insieme all’assessore al Welfare Stefano Cugini hanno prima visitato tutti i locali di Asp Città di Piacenza e i nuovi servizi innovativi da poco aperti (come il bar gestito da disabili), prima di riunirsi negli uffici della direzione e ascoltare la relazione del presidente Perini e della direttrice Cristiana Bocchi

“Grazie di essere venuti, oggi vogliamo raccontarvi quello che stiamo facendo in un’ottica prospettica rispetto al 2015. Vi facciamo vedere quanto fatto da giugno ad oggi, e anticipiamo prossimi progetti” ha detto il presidente Perini, prima di passare la parola alla direttrice Bocchi.  

 

“Quello che avete potuto vedere è solo una piccola parte di Asp, che come sapete è stata unificata lo scorso anno (prima la gestione era metà pubblica e metà privata, ndr). Attualmente abbiamo 216 ospiti, nell’ala est dove saranno completati lavori di ristrutturazione in primavera, vi saranno a disposizione posti privati e ricoveri di sollievo, e abbiamo già una decina di richieste – spiega la direttrice Cristiana Bocchi -. Abbiamo poi c’è un servizio sperimentale con 4 posti per persone anziane con disabilità. Al compimento dei 65 anni i disabili passano ai servizi anziani, ed è come se miracolosamente fosse prevalente la condizione di anzianità e non è così. Cambiano sia il numero di personale addetto sia la tipologia di servizio offerto: non più educativo, ma sanitario di base. Questa nuova attività è sperimentale e serve a fare da tramite, per agevolare il passaggio da servizi disabili a servizi per anziani. L’ala del pensionato albergo sarà ristrutturata in tempi più lunghi: 60 posti serviranno per ridurre a due posti le stanze attualmente a 3; una parte servirà per far rientrare a Piacenza posti convenzionati ora fuori città, e un’altra sarà destinata a far partire un servizio sperimentale di cure intermedie, per anziani che dopo un ricovero devono essere supportati per un pieno recupero”. 

 

Tra gli altri progetti in cui Asp è coinvolta figurano poi l’accoglienza di minori stranieri e di donne vittime di violenza. A queste attività si è aggiunta, recentemente, anche quella di gestore unico dei profughi a Piacenza. Un nuovo progetto che, intanto vede già l’azienda soggetto ospitante di 6 profughe di nazionalità nigeriana. “L’occuparci di queste 6 donne ci ha messo in condizione per poter formulare al meglio il bando per la gestione di questa attività” dice. 

 

“Dopo 9 mesi dalla decisione di reinternalizzare tutti i servizi, che cosa è successo? Abbiamo valorizzato le competenze di Asp, l’unificazione ci ha consentito di ammortizzare meglio le spese e gestire meglio il personale, siamo in linea con le indicazioni dello studio dell’Università di Modena e Reggio (preso a modello dalla Giunta Dosi nel proporre appunto la cessazione dell’esternalizzazione delle attività di Asp, ndr), è migliorato il clima interno della struttura, gli operatori più motivati, con uguaglianza di trattamento ospiti e operatori, e prima non era così. La scelta di far ritornare questo servizio a Asp non solo dal punto di vista economico ma anche gestionale, è stata corretta – conclude la direttrice Bocchi – Se il servizio è migliorato? Il mio non è giudizio su chi c’era prima, ma sì, è migliorato”. 

 

“Il fatto di aver reinternalizzato il servizio – conclude Marco Perini – ci ha consentito di fare economie di scala, lo studio dell’università aveva dato indicazioni e stiamo rispettando questo trend, grazie a una collaborazione stretta con il Comune, a una fiducia rinnovata in Asp. Questo ha fatto nascere entusiasmo che produce vantaggi sull’efficienza economica. Prima il disavanzo era di un milione e 600 mila, con la tendenza verso i 2 milioni. Abbiamo chiuso il bilancio 2014 con un milione e 300 mila. Ora stiamo chiudendo l’esercizio 2015 e tende al risultato atteso: tra i 950 e il milione di euro di deficit, grazie anche a un puntuale controllo di gestione, fatto su base mensile. Noi abbiamo handicap perché non c’è un anno uguale all’altro: prima Asp era gestito da un’unica cooperativa, poi si è passati alla gestione mista, e da metà 2015 si è tornati alla gestione pubblica. il 2016 sarà il primo anno da usare come riferimento per il futuro. Abbiamo previsto inoltre un riesame e una rinegoziazione dei contratti delle forniture in essere, e questo ha già portato risparmio. Lo stesso vale per gli immobili e i fondi di nostra proprietà e dati in affitto, anche in questo caso li abbiamo rivisti e portati a condizioni di mercato”. 

I DUBBI DEI CONSIGLIERI

“Grazie di averci invitato e di averci fatto visitare la struttura – dice la consigliera di FdI Erika Opizzi -, mi chiedo se i problemi fossero dovuti alla collaborazione con il partner privato”. “Bene, questo è il frutto di una gestione responsabile, ci si poteva pensare prima – aggiunge il consigliere comunale Paolo Garetti (Lista Sveglia) -. Il mio auspicio è che questo percorso possa essere attuato in altre situazioni, in cui non ci sono risultati simili”. “Credo che la scelta politica compiuta un anno fa abbia portato a uno snaturamento di Asp – interviene Massimo Polledri (Lega) -, tutto questo ha comportato sì un risparmio, ma fino a quando?”

“Posso esprimere giudizio positivo su quanto fatto finora, è però giusto dire che la precedente gestione non è stata così diligente, visto che ha portato ad avere un disavanzo consistente. Durante l’ultimo anno ci sono stati anche molti servizi aggiuntivi presi in carico dell’Asp, forse prima non c’era questa volontà – osserva Mirta Quagliaroli del M5s -. Ottima scelta integrare con i profughi”. 

Sulla gestione unica, la direttrice Cristiana Bocchi parla di una sorta di “muro che è crollato”. “Più servizi abbiamo, meglio possiamo impiegare il personale in base alle nostre e alle loro esigenze. Sulla qualità del servizio – dice – non è un giudizio il mio, ma è migliorato sì”. 

“In precedenza Asp non è mai costata un centesimo al Comune: per ripianare il disavanzo si è via via liquidato un patrimonio importante. Quello che resta non va disperso, ma deve diventare una risorsa – spiega il presidente Marco Perini -. Il recupero del pensionato albergo può avvenire con l’investimento di 6 milioni di euro, se vogliamo fare noi intervento possiamo vendere un fondo agricolo e chiedere finanziamenti, magari Fondazione dove però non sono stati molto disponbili. È nata opportunità, grazie al Comune, di aderire a un bando nazionale, che consentirebbe di far eseguire a privati i lavori e di ripagarli con un affitto annuo pari al 3 per cento dell’investimento. Il canone sarebbe veramente vantaggioso, e ci consentirebbe di accantonare altri 2 milioni di euro per recuperare la cascina la Torretta, e trasformarla in un polo residenziale o per l’autismo o per la disabilità. Abbiamo presentato la domanda a ottobre, e attendiamo una risposta in questi giorni”.

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