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Quale governance per le banche? Il convegno in Cattolica

Quale governance per le banche? Il tema, lo stesso che dà il titolo al convegno, sarà al centro di un incontro - organizzato martedì 9 febbraio nel campus di Piacenza dell’Università Cattolica del Sacro Cuore (Centro Congressi, via Emilia Parmense 84) 

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Quale governance per le banche? Il tema, lo stesso che dà il titolo al convegno, sarà al centro di un incontro – organizzato martedì 9 febbraio nel campus di Piacenza dell’Università Cattolica del Sacro Cuore (Centro Congressi, via Emilia Parmense 84) – con l’obiettivo di approfondire le novità che hanno accompagnato la regolamentazione in materia di corporate governance dopo la crisi finanziaria e le ragioni alla base della previsione di speciali regole per le banche.

Il dibattito – che si apre alle 9.45 con i saluti istituzionali del pro-rettore dell’Università Cattolica Antonella Sciarrone Alibrandi e del preside della facoltà di Economia e Giurisprudenza Anna Maria Fellegara – richiama l’attenzione su una questione di stringente attualità, anche alla luce delle recenti vicende in ambito bancario, che inducono sempre più a interrogarsi sulla qualità ed efficacia del governo delle banche italiane, oltre che sul grado di aderenza della disciplina nazionale rispetto agli standard internazionali ed europei in materia.

Aspetti su cui cercheranno di fare chiarezza, sia sul versante economico sia su quello giuridico, gli interventi di esponenti dell’European Banking Authority (EBA), di Banca d’Italia e del mondo accademico.

Tra questi, per citarne alcuni: Djamel Bouzemarene, European Banking Authority, Bruna Szego, Banca d’Italia, Rossella Locatelli, Università degli Studi dell’Insubria, Antonella Antonucci, Università degli Studi di Bari, Maria Luisa Di Battista, Claudio Frigeni, Gianluca Mucciarone, tutti docenti nella facoltà di Economia e Giurisprudenza della Cattolica di Piacenza.

L’incontro è anche l’occasione per discutere dell’imminente emanazione delle nuove “Guidelines” in materia di internal governance da parte dell’EBA, previste dalla direttiva 2013/36/UE (cosiddetta “CRD IV”), nonché dall’attesa nuova regolamentazione italiana, da adottarsi da parte del ministero dell’Economia e delle Finanze su proposta di Banca d’Italia, in relazione ai requisiti di idoneità degli amministratori e dei sindaci di banche (nuovo art. 26 Testo Unico Bancario).

“Anche per effetto delle recenti vicende che hanno interessato in Italia una serie di banche, il tema delle nuove regole elaborate a livello internazionale ed europeo per affrontare le crisi bancarie è al centro del dibattito”, spiega la professoressa Antonella Sciarrone Alibrandi, docente di Istituzioni di diritto privato nella facoltà di Scienze bancarie, finanziarie e assicurative.

E aggiunge: “Un po’ più sullo sfondo è rimasto, quanto meno nel nostro paese, un altro aspetto, su cui pure molti cambiamenti normativi sono avvenuti a livello internazionale, che, a mio parere, è certamente una delle cause delle crisi bancarie. Mi riferisco al tema della qualità e dell’efficacia della governance che – secondo quanto viene sempre più spesso osservato  dagli specialisti – risulta cruciale nella prospettiva della stabilità del nostro sistema bancario e finanziario e, di conseguenza, anche in quella della tutela dei risparmiatori. Non a caso, proprio la regolamentazione in materia di governance in Europa è stata elevata di grado e costituisce uno dei due capisaldi – insieme con quella in materia di adeguatezza del capitale – della disciplina che costituisce la risposta a livello internazionale alla recente crisi finanziaria”.

Il convegno vuole dunque offrire spunti di riflessione per approfondire questi temi, discutendo con le autorità che a livello europeo (EBA) e a livello nazionale (Banca d’Italia) devono elaborare le regole specifiche rivolte a tutte le banche.

“Ritengo che l’Università abbia il compito di stimolare un dibattito serio su  questi temi – osserva la professoressa Sciarrone – e, più in particolare, di favorire il confronto fra ordinamenti e la valutazione delle scelte maturate a livello europeo, le quali, nel nuovo contesto, rappresentano l’imprescindibile punto di riferimento della disciplina nazionale”.

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