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Sanità regionale, Rancan (Ln): “Esami medici anche di sera, come in Lombardia e Veneto”

In Emilia Romagna, fa notare il consigliere regionale, è proprio la provincia di Piacenza a contraddistinguersi come l’area in cui si registra il più alto numero di “emigrati” verso le strutture sanitarie delle regioni limitrofe, con oltre 300mila visite fuori regione

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“La Regione Emilia Romagna dia la possibilità di effettuare esami medici nelle strutture clinico-sanitarie sette giorni su sette. È un servizio, già attivo in Lombardia e Veneto, dovuto a tutti i lavoratori impossibilitati nei giorni feriali”.

Lo chiede il consigliere regionale piacentino Matteo Rancan della Lega Nord in un’interrogazione a risposta scritta inoltrata alla presidente dell’Assemblea legislativa, Simonetta Saliera.

“Verso queste regioni – fa presente Rancan – è in corso una sempre più sostenuta emigrazione dei pazienti emiliano-romagnoli, come evidenziano i dati dell’assessorato alle Politiche per la salute dell’Emilia Romagna. Tale emigrazione è raddoppiata dal 2003 ad oggi, portando ad un rimborso alle regioni limitrofe di circa 140 milioni di euro che gravano sulle nostre casse regionali”.

“A richiamare i pazienti in Lombardia e Veneto è infatti una maggiore snellezza delle liste d’attesa che rendono più veloce l’accesso a servizi sanitari fondamentali quali la Tac: se da noi bisogna aspettare mesi per un esame o una visita, nelle due regioni confinanti si può invece ottenere la prestazione a pochi giorni dalla richiesta”.

In Emilia Romagna, fa notare il consigliere regionale, è proprio la provincia di Piacenza a contraddistinguersi come l’area in cui si registra il più alto numero di “emigrati” verso le strutture sanitarie delle regioni limitrofe, con oltre 300mila visite fuori regione.

Il dato dei pazienti che si curano fuori regione è del 15,9 percento, portando la provincia di Piacenza ad un saldo negativo del -2,3 percento (contando che sul totale delle dimissioni ospedaliere il 13,6 percento sono di pazienti fuori regione).

“Tranne che in caso di gravi emergenze, la maggior parte degli ospedali emiliano-romagnoli eseguono le Tac solo per pochi giorni feriali e solo in alcune fasce orarie, dando origine ad un accumulo delle richieste di esame e ad una maggiore attesa anche da parte dei pazienti ricoverati: l’aggravio dei costi per il servizio sanitario regionale è innegabile”.

“Pertanto, la giunta Bonaccini chiarisca se intende invertire il trend negativo degli ultimi dieci anni e stanziare fondi per ampliare la fruizione delle tac sette giorni su sette, sfruttando i macchinari al massimo delle loro potenzialità”.
 

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