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Stop al bando illuminazione, in commissione Cisini ritira la delibera

Il Comune di Piacenza ha deciso di ritirare la delibera relativa al bando di illuminazione pubblica contestato da una parte della maggioranza di centrosinistra e dalle opposizioni. E' arrivata una nuova proposta 

Il Comune di Piacenza ha deciso di ritirare la delibera relativa al bando di illuminazione pubblica contestato da una parte della maggioranza di centrosinistra e dalle opposizioni.

La scelta dell’assessore ai Lavori Pubblici Giorgio Cisini è arrivata al termine della seconda parte della commissione consiliare “assetto e territorio” presieduta da Guglielmo Zucconi, riunita nel pomeriggio del 26 febbraio e chiamata a fornire un parere sul contrastato provvedimento.

Una prima convocazione della commissione infatti si era chiusa senza il voto, per la scadenza dei termini orari della discussione. Prima della commissione si è tenuto un vertice dei consiglieri di maggioranza sul tema del bando.

La seduta si è aperta con la proposta del consigliere di Fratelli d’Italia Tommaso Foti alla giunta di ritirare la delibera, mentre l’assessore Cisini ha replicato offrendo la sospensione della votazione, informando l’aula dell’arrivo di una nuova offerta rispetto a quella di Enel Sole. “Abbiamo ricevuto – ha riferito – una richiesta formale da parte del Citelum Group, (mandataria Consip per l’Emilia Romagna per i servizi di llluminazione, ndr) per una proposta personalizzata per il Comune di Piacenza di gestione dell’illuminazione”.

Alla luce di questa novità, Cisini ha proposto la sospensione della pratica in corso per valutare se tale proposta fosse migliorativa: “Noi vogliamo sospendere questo tipo di procedura per consentire di ricevere tramite canali Consip la migliore offerta”.

“Non esiste la sospensione – interviene Andrea Gabbiani del M5s – noi l’abbiamo già chiesta, ora c’è solo il ritiro della delibera. Perché parliamo in questa commissione di un provvedimento che riguarda il bilancio? La sede più corretta per questa discussione sarebbe stata la commissione uno. Inoltre la durata di 15 anni per un appalto è un’enormità. La delibera deve essere ritirata e rivista”. 

“E’ evidente – continua Marco Tassi (Pdl) – che la delibera vada ritirata. Se fossi nel sindaco, a vedere una maggioranza così spaccata darei le dimissioni”. 

In difesa dell’operato dell’amministrazione intervengono Giovanni Castagnetti (Pc per Dosi) “La pubblica utilità – dice – deve essere il limite per le nostre decisioni”, e Claudio Ferrari (Pd). “Occorre approfondire la richesta pervenuta ieri – afferma il capogruppo – possiamo riaprire la discussione se sospendiamo la seduta”.

Ferrari viene però subito rimbeccato dalla collega di minoranza Erika Opizzi (Fdi-An). “Smettila di fare il presidente del consiglio – ha detto -, non hai più quell’incarico e non puoi dettare regole”. 

Prende la parola il consigliere Massimo Polledri (Lega), richiamando i colleghi della maggioranza al rispetto dei lavori della commissione. “Ora stiamo discutendo in merito alla mozione d’ordine del consigliere Foti, e siamo chiamati ad esprimerci su questa. La sospensiva non possiamo votarla un’altra volta, anzi la commissione nella seduta scorsa avrebbe potuto votarla quando la minoranza l’ha proposta. Ora siamo nell’ordine dei lavori introdotto da Foti, possiamo votare la sua proposta non quella dell’assessore Cisini. Tecnicamente non vedo altre proposte. Poi c’è la proposta di Consip da approfondire”.  

“Non vedo perché ci siano grandi problemi a ritirare una pratica se ci si accorge che è fatta male o può essere fatta meglio – interviene Filiberto Putzu (Fi) -. Non si fa una bella figura magari, ma è meglio evitare altri problemi”,  

“Non è vero che la lettera giunta ieri fosse l’unica, perché questi signori hanno scritto anche un’altra volta, il 18 febbraio, specificando che Consip è l’unico soggetto autorizzato a elaborare un’offerta – continua il consigliere Foti -. La Giunta dovrebbe azzerare questa procedura. Se la si sospend,e lo sa Ferrari che la responsabilità civile e penale è di questa commissione, e non della Giunta che ha proposto la delibera? Molto serenamente, in questa fase tanto vale rimettere la delibera, perché questa pratica è sbagliata amministrativamente. Assessore Cisini, lei può anche non ritirare la pratica, ma Enel Sole può ritirare anche l’offerta, visto che qualcuno glielo ha chiesto”. 

Di fronte alle richieste dell’opposizioni di ritirare la delibera, Cisini ha aggiunto: “Siamo andati noi in Procura, il 24 febbraio scorso, per consegnare tutta la pratica per verificare se siano ravvisabili sul nostro operato azioni di rilevanza penale. Noi avevamo una strada che era quella che ci impone la normativa: aderire alla piattaforma Consip. La proposta di Enel Sole è stata l’unica pervenuta possibile. La nostra delibera è stata conseguente alla legge di stabilità. Detto questo, sono arrivate le richieste di 4 soggetti interessati a partecipare al bando”. 

Alla fine Cisini ha accolto la proposta maggioritaria del ritiro completo della delibera e i lavori della commissione si sono conclusi.

I FATTI – Nei giorni scorsi una decina di consiglieri di maggioranza avevano sottoscritto un documento in cui si chiedeva la sospensione del bando e la revisione del percorso amministrativo perché non avrebbe garantito a sufficienza una partecipazione ampia di operatori economici alla gara. 

Le perplessità e riserve riguardano la formula del bando che vede come soggetto promotore di un piano di project financing l’attuale gestore Enel Sole, che avrà un diritto di prelazione.

Il bando predisposto sulla scorta del proposta del gestore uscente che  – secondo le critiche di alcuni consiglieri – non garantirebbe a sufficienza la possibilità di concorrere anche ad altri eventuali proponenti del project financing.

Il piano prevede la sostituzione di lampioni con altri di nuova generazione, più efficienti e in grado di garantire maggiore risparmio energetico grazie a un tecnologia led (in tutto 8.907 luci, per 180 pali) pari al 40%. Il valore complessivo dell’opera, che non prevede costi per l’amministrazione, è di oltre 3 milioni e 600 mila euro, di cui 2 milioni e 300 mila euro in interventi di riqualificazione energetica, 996mila euro di riscatto di investimenti per il contenimento dei consumi energetici, oltre 300mila euro per interventi di messa a norma. La durata della convenzione sarà di 15 anni.

 

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