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Unioncamere: “Rischi per l’economia emiliana dai maggiori controlli al Brennero”

"La prospettiva di restrizioni al traffico - afferma il presidente Torregiani - potrebbe infatti causare il parziale blocco del confine del Brennero, dove sono transitati, nell’anno 2014, circa 8,5 milioni di mezzi leggeri e 3,2 milioni di mezzi pesanti

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“Le notizie che riferiscono di imminenti restrizioni al traffico alla frontiera con l’Austria, in particolare ai valichi di Brennero, Tarvisio e Resia, a causa dell’introduzione di procedure restrittive più complesse per il controllo sui flussi di migranti, suscitano viva preoccupazione circa l’impatto negativo che inevitabilmente si riscontrerà sul traffico merci, su strada e ferrovia, oltre che sulla movimentazione delle persone”.

Lo afferma il Presidente di Unioncamere Emilia-Romagna Maurizio Torregiani: “Si tratta di una minaccia – aggiunge – per tutta l’economia delle regioni della Pianura Padana”.

“La prospettiva di restrizioni al traffico – prosegue – potrebbe infatti causare il parziale blocco del confine del Brennero, dove sono transitati, nell’anno 2014, circa 8,5 milioni di mezzi leggeri e 3,2 milioni di mezzi pesanti. Complessivamente nello stesso anno hanno attraversato il valico 41 milioni di tonnellate di merci”.

“Per le imprese dell’Emilia-Romagna e l’economia dell’intera pianura padana, che ha forti e crescenti relazioni commerciali con Austria e Germania, Paesi con i quali l’import-export della nostra regione su sola gomma nei primi nove mesi del 2015 ha superato i 3 milioni di tonnellate, e con i Paesi del nord e dell’Est Europa, si aprirebbe uno scenario molto preoccupante”.

“Stiamo parlando infatti – sottolinea ancora Torregiani – di uno snodo centrale per l’intera economia nazionale sul quale si affacciano le regioni più avanzare del sistema Italia, con relazioni solide e proficue con i bacini produttivi dei territori più avanzati e innovativi d’Europa, quelli di Tirolo ed Austria, Baviera e Germania, Paesi del Nord-Est Europa, relazioni per altro in via di ulteriore rafforzamento”.

“Proprio mentre i dati parlano di primi segnali di ripresa, trascinata dalle esportazioni e da una parziale ripresa dei consumi interni, la reintroduzione di stringenti controlli alla libera circolazione di persone e merci al confine con l’Austria, rischia di produrre pesanti riflessi negativi a export e turismo, allontanando la prospettiva di un consolidamento del processo di ripresa in atto”.

“Le Camere di commercio e il sistema delle imprese dell’Emilia-Romagna – conclude – lanciano pertanto un preoccupato grido d’allarme, e chiedono alle autorità di governo nazionali e regionali massima attenzione ed impegno nel seguire da vicino l’evolversi della situazione, intervenendo anche presso l’Unione Europea per evitare che gli annunciati provvedimenti restrittivi del governo austriaco finiscano per ritorcersi sulle nostre imprese e la nostra economia”.

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