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“Certificazione Halal”, ovvero quando il Made in Italy guarda al mercato islamico

Il sistema camerale dell’Emilia Romagna, con il co-finanziamento della Regione Emilia Romagna, propone alle imprese un progetto per favorire la conoscenza e la diffusione della certificazione Halal per le Pmi dei settori cosmetica ed agroalimentare

Il mondo musulmano è attualmente costituito da oltre 1,6 miliardi di persone, in Italia sono oltre 2 milioni i consumatori musulmani, in Europa 31 milioni: un mercato di grande interesse per le imprese.

Per poter entrare in alcuni Paesi di fede islamica e commercializzare beni e servizi è necessario possedere la certificazione Halal, ovvero l’attestazione che i prodotti siano sviluppati secondo dettami religiosi ben definiti. La certificazione – rilasciata da un’autorità islamica riconosciuta a tale scopo – non riguarda solo il prodotto finito ma attiene anche al processo produttivo.

Il sistema camerale dell’Emilia Romagna, con il co-finanziamento della Regione Emilia Romagna, propone alle imprese un progetto per favorire la conoscenza e la diffusione della certificazione Halal per le Pmi dei settori cosmetica ed agroalimentare. 

Sono 4 i momenti informativi già calendarizzati. Si parte il mattino del 5 aprile a Modena, ma in alternativa si può scegliere di partecipare all’incontro a Parma (5 aprile, ore 159, a  Reggio Emilia (7 aprile, ore 9,45) o a Forlì-Cesena (14 aprile, ore 9,45).

La partecipazione agli incontri è gratuita. La scheda di adesione è disponibile sul sito www.pc.camcom.it.

Nel corso dei seminari saranno descritte anche le fasi successive del progetto che coinvolgerà fino ad una massimo di 10 imprese della regione. I mercati obiettivo selezionati sono quelli della Repubblica dell’Indonesia, della Repubblica di Singapore e degli Emirati Arabi Uniti.

A settembre le aziende partecipanti avranno la possibilità di partecipare ad una missione nei Paesi target.

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