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Cortemaggiore,”interrogazione per far luce sul Cda del Perini e sul percorso di riordino”

Conferenza stampa della lista civica "Una vera Cortemaggiore" sulla situazione della casa protetta opab Gianni Perini

La lista civica “Una vera Cortemaggiore” chiede chiarimenti sulla situazione della Casa protetta IPAB Gianni Perini. Il gruppo ha tenuto una conferenza stampa al circolo Arci di Cortemaggiore nella serata di mercoledì 2 marzo, annunciando di aver depositato in Regione, Con la collaborazione del consigliere regionale Gianluigi Molinari (Pd), un’interrogazione per far luce sull’effettiva validità del Cda e sulla possibilità per il Perini di sottrarsi al percorso di riordino previsto per legge. 
 
Il comunicato stampa – La nostra azione nasce dal desiderio di tutelare la “Casa Protetta IPAB Dr. Gianni Perini” che svolge per Cortemaggiore e per il nostro territorio servizio di C.R.A., Casa residenza Anziani, operando in regime di accreditamento con posti convenzionati con il Servizio Sanitario Regionale e da questo parzialmente coperti. Gli anziani ospitati e assistiti possono essere complessivamente 37, di cui 23 con posto convenzionato.

Il valore socio-assistenziale della struttura è evidente; a questo valore se ne aggiunge un altro, legato all’occupazione, perché evidentemente nella struttura opera personale specializzato e non, sempre legato al territorio, senza considerare l’indotto.
 
 Come è noto, a partire dalla legge 328 del 2000 e dal conseguente Decreto Legislativo 207 del 2001, è in corso un processo di riordino del sistema delle Istituzioni Pubbliche di Assistenza e Beneficenza (IPAB).

La Regione Emilia-Romagna ha legiferato in materia dal 2003 (legge regionale n. 2) fino ad oggi, privilegiando sempre la forma giuridica pubblica (diversamente, ad esempio, dalla Lombardia).

L’ultimo pronunciamento in merito, la legge regionale 12 del 2013, prevede che sia le ASP (in cui molte IPAB si sono già trasformate) sia le IPAB che ancora restano tali (e tra queste il Perini di Cortemaggiore) siano definitivamente interessate a questo processo di riordino delle forme di gestione pubblica di tali servizi.

Nel Distretto Socio-sanitario di Levante, a cui attiene il nostro territorio, nello specifico è in discussione da tempo la costituzione di un’unica forma pubblica di gestione dei servizi sociosanitari, prevista dalla legge 12. Si è parlato della costituzione di un’ASC (Azienda Speciale Consortile) a livello di distretto, a cui conferire servizi e strutture oppure di servizi territoriali gestiti direttamente dalle Unioni.

Dal primo gennaio, intanto, i servizi sociali minori e disabili non sono più gestiti, nella nostra Unione, dall’Azienda Sanitaria, bensì direttamente dall’Unione.

Ma a novembre 2015 il sindaco Girometta ha sottratto l’IPAB Perini alla discussione a livello di distretto (e anche di Unione), affermando la volontà di privatizzarla.
 
Il 14 dicembre 2015 è stata portata in Consiglio Comunale a Cortemaggiore una proposta di modifica statutaria dell’IPAB che, prorogando la data di scadenza di un comodato con la Parrocchia, riguardante l’uso di due piccoli ambienti, modifica la forma di compensazione di questo comodato, portando da uno a due i membri del Consiglio di Amministrazione (composto di 5) che la Parrocchia ha facoltà di designare, appunto per causa del comodato.

Gli altri tre membri (2+ il Presidente) li designa il Comune.Ciò con l’idea di far passare la Parrocchia come “socio privato” del Perini (al di là delle intenzioni della Parrocchia stessa) e acquisire quindi un requisito per chiedere la privatizzazione.
 
A questo punto abbiamo cominciato a farci delle domande, perché sappiamo bene (a maggior ragione ora, dopo il lavoro di documentazione svolto) che, essendo in possesso dei requisiti minimi fissati dal Consiglio Regionale nel 2004, il Perini è obbligato a confluire in una forma giuridica pubblica, e che non è in possesso delle condizioni fissate dal DPCM 16 febbraio 1990 per chiedere il riconoscimento della natura giuridica di diritto privato.In buona sostanza, il Perini non può essere privatizzato, e ciò e talmente vero che già nel 2007 aveva fatto domanda alla Regione e la Regione l’aveva respinta.

Da allora ad oggi le norme non sono cambiate, o meglio sono cambiate nell’ottica di approfondire sempre di più la necessità di confluenza delle IPAB in forme di gestione pubblica e condivisa.
 
Cercando e chiedendo documentazione, intanto, abbiamo fatto anche un’altra scoperta: il Consiglio di Amministrazione attualmente in carica, pare non aver mai ricevuto il Decreto di nomina dal Presidente della Giunta, e quindi dal 2010 (!) sarebbe impossibilitato a compiere atti validi.

Ciò perché, a quanto risulta dalla nostra documentazione, l’Amministrazione, nonostante solleciti, non avrebbe mai inviato la designazione dei membri per il necessario rinnovo del CdA, o meglio non l’avrebbe inviata nelle forme indicate e prescritte. 

Questa circostanza ci appare decisamente grave, se si pensa che questo CdA probabilmente illegittimo ha deliberato atti importanti per la vita e il funzionamento della struttura, tra cui il passaggio alla gestione diretta e la richiesta di accreditamento.
 
 Ma per tirare le conseguenze politiche della nostra inchiesta (complessa perché complessa e delicata è la materia), ci pare evidente che tutta la questione sia segno di una grande incapacità politica e amministrativa, prima di tutto della maggioranza a Cortemaggiore e poi del CdA dell’IPAB che essa ha avvallato.

Ci pare miope e improduttivo continuare a sottrarsi ai percorsi disegnati dalla legge e dalla prassi condivisa, ritardando così fino a conseguenze che è difficile immaginare, la soluzione della gestione del Perini che – giova ricordarlo – essendo IPAB non ha più un suo statuto giuridico definito e quindi opera in un regime di continua incertezza. 

Ci pare miope e arrogante ignorare la necessità di legittimare secondo le norme e le procedure il CdA della casa Protetta, agendo nella migliore delle ipotesi con noncuranza. Soprattutto per un’Amministrazione, che sempre si deve muovere nel perimetro della legalità e della correttezza anche formale.
 
Per questo abbiamo provato a chiedere spiegazioni in Consiglio Comunale, ricevendo risposte appunto noncuranti e arroganti, e ci siamo allora rivolti alla Regione per chiedere chiarimenti.

Grazie alla collaborazione del Consigliere Regionale Gianluigi Molinari, del gruppo Partito Democratico, è stata depositata in Regione un’interrogazione per far luce appunto sull’effettiva validità del CdA e sulla possibilità per il Perini di sottrarsi al percorso di riordino previsto per legge. Attendiamo la risposta, che siamo certi richiamerà Comune e IPAB stessa all’adesione alle norme.
 
Ma, in conclusione, ci siamo domandati anche la ragione dell’illogicità di agire in tale modo. Infatti, se questa linea di condotta non va nella direzione del bene dell’Ente, che è esposto a rischi di contestazioni da più parti, perché l’Amministrazione Comunale, ultima responsabile della vicenda, insiste ad agire così.

Abbiamo l’opinione (fondata anche su fatti e documenti) che il tentativo di Girometta sia quello di tirare lungo ancora un po’, in vista delle elezioni, dato che la gestione del Perini è un elemento che può avere il suo peso nelle scelte elettorali, sia degli alleati in merito alla ricandidatura, sia dei cittadini che ritenessero – sbagliando – questa battaglia di retroguardia una difesa del patrimonio del territorio dal “calderone” pubblico.

Ma la questione del TPL insegna che per governare i processi pubblici occorre starci dentro, con autorevolezza ma in modo ragionevole, senza altre finalità.

MOLINARI (PD): “E’ CORRETTO L’ITER DI MODIFICA DELLO STATUTO? E QUALI LE CONSEGUENZE DEGLI ATTI COMPIUTI DAL 2010? RESPONSABILITA’ AMMINISTRATORI?” – “È corretto l’iter adottato per la modifica statutaria dell’Ipab Casa protetta ‘Gianni Perini’ di Cortemaggiore, nel piacentino?”. “Sono state effettuate le ratifiche da parte della Giunta regionale?”.

Ancora, “quali sono le conseguenze rispetto agli atti compiuti dal 2010 a oggi dal Consiglio di amministrazione della Casa di cura e quali responsabilità si profilano per gli amministratori coinvolti?”.

E infine, “il Consiglio di amministrazione della struttura ha provveduto a trasmettere alla Regione annualmente i bilanci approvati dal 2010 ad oggi, come previsto dalla normativa?”. A chiederlo, in una interrogazione alla Giunta, è il consigliere regionale piacentino Gian Luigi Molinari (Pd).

Con una delibera consigliare del dicembre scorso, sottolinea il consigliere, “il Comune di Cortemaggiore ha espresso parere favorevole a una modifica apportata allo Statuto della Casa Protetta ‘Gianni Perini’, da parte del Consiglio di amministrazione della stessa struttura”.

“Nell’ultimo Consiglio comunale di Cortemaggiore – aggiunge -, come riportato dal quotidiano piacentino Libertà, la consigliera Valda Monici avrebbe affermato, relativamente alla Casa protetta, che ‘non esiste nomina valida dell’attuale Consiglio: non c’è decreto regionale che ha convalidato la nomina e di conseguenza il Consiglio attuale è scaduto nel 2010 e quindi illegittimo’”.

Tutte le modifiche statutarie alle Ipab, conclude Molinari, “sono di norma approvate dalla Giunta regionale, ai sensi della Legge regionale 2 del 2003, e anche la nomina del presidente e del Consiglio di amministrazione, proposta dal sindaco, deve essere ratificata attraverso una delibera dell’esecutivo regionale”.

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