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“Dalla cattura di Provenzano ad oggi”, la lotta alla mafia nel convegno Siap

Convegno significativo in occasione del settimo congresso provinciale Siap di Piacenza e del decimo anno dall'arresto di Bernardo Provenzano – avvenuta l'11 aprile 2006 -  che ha dato una svolta importante alla cattura di tantissimi latitanti mafiosi

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Convegno significativo in occasione del settimo congresso provinciale Siap di Piacenza e del decimo anno dall’arresto di Bernardo Provenzano – avvenuto l’11 aprile 2006 –  che ha dato una svolta importante alla cattura di tantissimi latitanti mafiosi.

Lunedì 11 aprile dalle ore 10.30, l’aula dedicata a Stefano Villa, medaglia d’oro alla memoria, all’interno della Scuola Polizia di Piacenza, ospiterà l’incontro dal titolo “Dalla cattura di Provenzano ad oggi. Cosa è stato fatto e cosa è necessario fare per non dimenticare il sacrificio dei tanti e per combattere una mafia sempre più presente in tutto il territorio nazionale”.

L’evento, con la presenza e la testimonianza dei genitori Vincenzo Agostino e Augusta Schiera, sarà dedicato alla memoria dell’agente Antonino Agostino, assassinato insieme alla moglie con la quale era sposato da un solo mese e incinta da cinque mesi.  

Saranno inoltre presenti ed interverranno: IMD, autore del libro “Catturandi” e rappresentate Siap, il direttore di Telejato Pino Maniaci, l’Onorevole Emanuele Fiano presidente forum sicurezza PD, il Segretario generale Nazionale Siap Giuseppe Tiani, il Questore di Piacenza Salvatore Arena, il Segretario Confederale UIL Emilia Romagna Giuliano Zignani e Franco d’Aniello leader dei Modena City Ramblers. Moderatore il giornalista Giorgio Lambri.

“Ancora una volta – spiega il segretario provinciale Siap Sandro Chiaravalloti – parleremo di mafia e dell’importanza del ricordo. Siamo convinti che bisogna difendere il sacrificio di chi ha lottato e lotta per i diritti democratici che la mafia non gradisce: democrazia, diritto di critica, diritto di libertà e soprattutto diritto ad una vita dove le regole democratiche, ad ogni livello, siano rispettate, dalla più piccola alla più importante, senza alcun tentennamento”.

“Vogliamo ricordare e sostenere chi ha avuto e ha il coraggio di agire e reagire, di indagare, di giudicare, di denunciare e criticare le losche attività a sacrificio e rischio della propria vita e della serenità personale e famigliare. I coniugi Agostino oggi vivono sotto scorta per il solo fatto di aver chiesto con energia la verità, la giustizia sull’omidicio del figlio e della nuora incinta di pochi mesi. Ai funerali del collega Agostino, il giudice Falcone, presente insieme al giudice Borsellino, disse: “Quel ragazzo mi ha salvato la vita””.

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