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ESCperience: la recensione di Orizzonte degli Eventi 

Recensione a cura di Nicoletta Forlini, dell'associazione ludofantastica Orizzonte degli Eventi 

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Quando ho recensito la prima escape room piacentina non immaginavo che dopo poco avrei avuto la possibilità di giocarne un’altra, stavolta grazie all’associazione ESCperience che ha sede e stanze in Corso Vittorio Emanuele II.

Se è vero che le escape room sono una delle attrazioni del momento, stavolta Piacenza è decisamente al passo coi tempi.

Da bravi giocatori, i soci di “Orizzonte degli Eventi” hanno subito fatto da “cavie”, chi con buoni risultati, chi con ottimi ma per aver avuto la testardaggine di rigiocare più volte!

ESCperience offre due stanze ma oggi raccontiamo di “Agata”. L’incipit è di quelli che mettono una bella strizza… sapendo in anticipo di dover trovare una via d’uscita, farlo da una stanza in cui lo spirito di una ragazzina non trova pace non è esattamente materiale per un’oretta tranquilla.

Aggiungiamoci “una colpa inconfessabile, un segreto nascosto tra le bambole e gli specchi da più di sessant’anni” e avrete il quadro della situazione.

La stanza vi catapulterà nel 1955, quando le notti di Agata, una giovane ragazza di quasi 17 anni, erano funestate da incubi tremendi che si materializzavano in terribili disgrazie. La madre, molto religiosa e spaventata dagli oscuri poteri della figlia, si rivolge a un esorcista per liberarla dal “male” ma questa scelta non si rivelerà la più azzeccata, trascinando le donne verso una tragica sorte che, si spera, non diventi anche la vostra…

Recensire una escape room, senza poterla raccontare nei dettagli per non rovinare il gioco agli altri, è sempre complicato. Quello che posso dire è che, in questo caso, la storia è importante.

E’ importante andare per ordine, leggere bene il materiale a disposizione e, se proprio ci si trova in stallo, un piccolo aiuto non viene negato a nessuno.

Chiaramente il tema è horror e va messo in conto qualche piccolo spavento ogni tanto. Avendo giocato (e riso parecchio) con altri adulti tra i quali uno più sensibile ai rumori forti (che è un eufemismo per evitare di scrivere che l’abbiamo visto saltare in almeno un paio d’occasioni), non mi sentirei di consigliare l’esperienza ai bambini più piccoli ma per gli adolescenti non dovrebbe comportare problemi.

Se siete tra quelli che guardano i film horror tra le dita, sarete spronati a uscire il più in fretta possibile. L’atmosfera è oscura ma la stanza è abbastanza ampia e non dovrebbe risultare opprimente a meno di non avere gravi problemi di claustrofobia.

Il suo scopo è di farvi sentire partecipi della vicenda di Agata e finirete sicuramente col perdere la nozione del tempo. Noi abbiamo un po’ “barato” perché siamo usciti ma impiegando più tempo di quello normalmente concesso, in realtà è come se fossimo arrivati all’80% dell’attrazione, a riprova che anche impegnandosi e avendo esperienza di questo genere di gioco non è banale arrivare alla fine.

A presto con la “Cantina delle 7 Serrate”, la prima stanza animata d’Italia…

Nicoletta Forlini, dell’associazione ludofantastica Orizzonte degli Eventi

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