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I “Piacentini per l’aria” danno i voti all’amministrazione: “Salute in balìa del mercato”

Il Comitato "Piacentini per l'aria" giudica l'operato dell'amministrazione comunale di Piacenza sull'ambiente. Lo fa con una lettera pubblica indirizzata al sindaco Paolo Dosi che traccia un bilancio di quattro anni di governo su diversi fronti ambientali

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Il Comitato “Piacentini per l’aria” giudica l’operato dell’amministrazione comunale di Piacenza sull’ambiente. Lo fa con una lettera pubblica indirizzata al sindaco Paolo Dosi che traccia un bilancio di quattro anni di governo su diversi fronti ambientali.

E le critiche non mancano: in particolare il comitato imputa alla giunta comunale di non aver afferrato l’emergenza che la città sta vivendo come il resto della pianura padana.

Ecco il testo integrale

“Questa è la storia di un uomo che cade da un palazzo di 50 piani. Mano a mano che passa da un piano all’altro, il tizio per farsi coraggio si ripete: Fino a qui, tutto bene. Fino a qui, tutto bene. Fino a qui, tutto bene. Il problema non è la caduta, ma l’atterraggio” (La Haine – 1995).

Sindaco Dosi, questa immagine ci rimanda al modo in cui si sta occupando del nostro ambiente, accoglie continui peggioramenti del territorio e forse spera – contro ogni evidenza – in un buon atterraggio. In questo azzardo non è solo, ma tiene per mano 100 mila piacentini che si sono affidati a lei come garante per la salute pubblica.

Sembra che la sua amministrazione non abbia afferrato un’evidenza chiara a tutte le persone informate e di buona fede: Piacenza, come gran parte della Pianura Padana, vive un’emergenza costante sul fronte dell’inquinamento ambientale. Tuttavia è governata come se fosse altrove nel globo terrestre, come se fosse un luogo vergine in grado di sopportare carichi di degrado sempre più intensi. C’è uno scollamento fortissimo tra la realtà che viviamo, che respiriamo e il governo del territorio.

Come sono andati gli ultimi quattro anni? Abbozziamo un bilancio.

Pedibus. L’iniziativa è stata confermata e potenziata. E’ importante eliminare quante più automobili possibili dalle scuole e questo strumento va nella giusta direzione.

Piste ciclabili. C’è ancora molto da fare, ma c’è attenzione sul tema.

Parco della Pertite. In campagna elettorale ha sottoscritto di pugno una promessa: avrebbe inserito la variante al Psc (piano strutturale comunale) per realizzare il parco in tempi ragionevoli. Siamo nel 2016 diversi passi sono stati fatti, ma sono trascorsi 4 anni e decine di incontri con i Comitati e gli attivisti del parco. Come sarebbe andata se non ci fosse stata la passione inarrestabile di questi cittadini? Ricordiamo che al referendum del 2011 le firme dei piacentini a favore del parco sono state oltre 30 mila, mentre lei è Sindaco della città con circa 23 mila preferenze. Non le manca, quindi, un mandato più che limpido su questo punto.

Biogas a Borgotrebbia: grandi rassicurazioni e belle parole, ma semaforo verde all’impianto che è dentro la città e contribuisce ad aumentare il carico inquinante complessivo sia per le emissioni dirette sia indirette. A Bettola una richiesta analoga non è passata grazie al contrasto dei cittadini e al fatto che l’amministrazione locale ha, alla fine, ascoltato le loro valide argomentazioni.

Cementirossi: avete dato il benestare al raddoppio delle quantità di plastiche e pneumatici logori da incenerire dentro la città. Ora sono 64mila tonnellate l’anno (!) e il cementificio è, a tutti gli effetti, il secondo inceneritore di rifiuti speciali della città a un passo dal centro storico. Nel giugno 2014 le abbiamo consegnato una lettera su questi temi, sottoscritta da oltre 3.500 piacentini, alla quale non ha mai dato alcun seguito.

Iren – Inceneritore – Rifiuti: poche storie quello per Iren è amore vero! Non crediamo neppure sia un matrimonio di interesse, perché traspare un sentimento autentico. Tenere in vita l’inceneritore in tutti i modi possibili rappresenta la più grande contraddizione e si lega a doppio filo con una raccolta indifferenziata insoddisfacente. A Piacenza oggi, ci sono tutti – proprio tutti – i presupposti di fatto, di conoscenza e tecnologici per ridurre drasticamente l’incenerimento dei rifiuti e quindi l’inquinamento della città. Se non si vuole imboccare questa strada, è perché non c’è la volontà politica. Una cosa è chiara: quello che state facendo non è l’interesse della collettività, ma di una singola impresa che guadagna bruciando rifiuti e inquina anche quando non è necessario. Piacenza è, a buon titolo, la “terra dei fumi e degli inceneritori”, ma la domanda è: se lo può permettere?

Rifiuti da Genova: è la conferma che non si pensa mai a una riduzione del carico inquinante, ma sempre alla saturazione dell’impianto. Aspettiamo la riduzione delle tariffe che il sindaco ha promesso pubblicamente, vedremo quanto renderà lo scambio salute/denaro.

Acqua pubblica: nonostante il referendum abbia espresso una chiara scelta verso la gestione pubblica del servizio, avete sconfessato i vostri impegni per andare in direzione, sostanzialmente, opposta.

Mobilità pubblica: ll parco mezzi Seta a Piacenza comprende 170 autobus la cui età media è di quasi 11 anni. Il 65% circa dei mezzi pubblici su gomma piacentini è al di sotto della classe minima di inquinamento richiesta per circolare nelle aree urbane senza limitazioni. Serve un commento?

Mobilità privata: sono state accolte le recenti norme regionali per la limitazione alla circolazione dei veicoli fino all’Euro 3 diesel. Siamo curiosi di sapere se queste indicazioni sono rispettate perché vigili in strada non se ne vedono, mentre catorci ne circolano parecchi.

Gli orti di Via Campesio: hanno resistito per intere ere geologiche, ma forse non resisteranno alla sua amministrazione. Si apprestano alla cementificazione con buona pace dei proclami sulla difesa del suolo “verde”.

Palazzo ex Enel: si poteva rendere lo spazio dell’anfiteatro romano fruibile a tutti, invece rimarrà inaccessibile e coperto da una soletta di cemento. Non si avrà neppure una palestra degna di questo nome a servizio del polo scolastico. In questa operazione è prevalso l’interesse pubblico?

Piazza Cavalli: nel fine settimana uno dei parcheggi selvaggi più belli d’Italia. Niente di grave rispetto al resto, ma colpisce lo sfregio all’Istituzione che rimane inerte e, di fatto, consenziente.

L’esperienza ci dice che questa amministrazione è sempre disposta a trattare al ribasso la salute dei cittadini, gioca al massimo per un pareggio (tutto da verificare) con chi propone autorizzazioni ambientali, e non pretende – mai – le riduzioni che sarebbero indispensabili.

“Il mercato tende ad universalizzare se stesso. Non coesiste facilmente con Istituzioni che operano secondo principi antitetici ai suoi: scuole e università, giornali, ospedali, organizzazioni senza fini di lucro e famiglie. Presto o tardi tende ad assorbirle. Esercita una pressione quasi irresistibile su qualsiasi attività perché essa si giustifichi nei soli termini che riconosce diventando un’operazione lucrativa”. C. Lasch

La salute, vivere una vita sana, è – crediamo – uno dei beni più grandi che possiamo sperare su questa terra. Non può essere piegata, soggiogata a mere logiche di mercato come sta, nei fatti, succedendo. Lei, tra le altre, si è assunto questa grande responsabilità.

PIACENTINI PER L’ARIA – CITTADINI PER I BENI COMUNI

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