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I vini piacentini conquistano la Cina. Malvicini: “Export fondamentale per le cooperative”

Si consolida sempre di più l’asse tra Piacenza e il colosso asiatico sul fronte delle esportazioni dei prodotti d’eccellenza vitivinicoli di casa nostra

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La Cina ancora una volta conquistata dal meglio dei vini piacentini. Si consolida sempre di più l’asse tra Piacenza e il colosso asiatico sul fronte delle esportazioni dei prodotti d’eccellenza vitivinicoli di casa nostra.

Nei giorni scorsi il vicepresidente delle Cantine di Vicobarone, nonché numero uno di Confcooperative Piacenza, Fabrizio Malvicini, è volato a Chengdu per partecipare all’International Wine and Spirits Show, il Fuorisalone del “China Food and Drinks Fair for Wine and Spirits”, la maxi-fiera considerata il “barometro” dell’industria alimentare cinese.

Si tratta infatti di uno degli eventi più rilevanti nel panorama del comparto vitivinicolo cinese, l’unico di portata nazionale e con la storia più lunga capace di attrarre circa 4mila espositori e oltre 400mila visitatori.

Sono cinque anni che Cantine di Vicobarone esporta con successo vino in Cina (nel 2015 ha fatto registrare 1.200.000 euro di fatturato in esportazioni verso la Cina) tanto che quest’anno è entrata in partnership con Long Vision, il più grande importatore di vino italiano del paese asiatico. Ancora una volta Malvasia, Barbera e Bonarda hanno rubato la scena.

“Le Cantine di Vicobarone hanno inteso un messaggio decisivo – ha spiegato Malvicini – quello dell’importanza di esportare per dare valore alle cooperative stesse. Le cooperative devono unire le forze per esportare il prodotto e dare valore ai soci”.

Nel corso della tre giorni di fiera Malvicini ha incontrato anche il collega Carlo Piccinini, presidente di Fedagri Emilia Romagna e di Confcooperative Modena, anch’egli ai vertici di una cantina vitivinicola modenese.

“E’ stata l’occasione per un confronto proficuo – ha proseguito Malvicini – tra due realtà cooperative importanti. Specialmente nell’export, la collaborazione tra cantine, anche di province limitrofe come possono essere quelle del Modenese o del Reggiano, può creare sinergie importanti per la crescita”.

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