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La Cgil presenta la nuova “carta dei diritti”. “Non c’è sviluppo se si svaluta il lavoro”

Imprese, sindacato, mondo accademico e istituzioni si confrontano sulla nuova "carta" della Cgil. 

Non ci può essere sviluppo reale ed essere competitivi sul mercato se non si tutelano i diritti dei lavoratori. Perché, come dice Vincenzo Colla, segretario Cgil Emilia Romagna, “ricorrere a lavoratori precari significa produzioni di qualità precaria”. Di questo si è parlato in Cattolica, con sindacato, impresa, istituzioni e mondo accademico coinvolti nella presentazione, a Piacenza, della Carta dei diritti universali del lavoro. E’ la proposta di legge di iniziativa popolare che sta portando avanti la Cgil, esaminata in un momento di confronto pubblico dal segretario generale della Cgil Emilia-Romagna, Vincenzo Colla, dal vicesindaco di Piacenza, Francesco Timpano, insieme all’amministratore delegato della Jobs, Marco Livelli, il professore di Diritto del lavoro, Pietro Varesi e una giovane neolaureata in economia, Irene Martella, con la conduzione del giornalista Mattia Motta

DIBATTITO

“Perché la Cgil in termini politici ha deciso di presentare un’integrazione dello statuto dei lavoratori? Perché siamo di fronte – dice Colla – a uno scontro senza precedenti, a livello nazionale e europeo. Per poter essere competitivi, visto che non è possibile svalutare la moneta, si svaluta il lavoro. Ma questo sistema si sta avvitando su se stesso: invece di produrre nuove occasioni di lavoro e uguaglianza, aumenta la disuguaglianza e si tagliano i posti di lavoro. La cosa che ci preoccupa di più c’è anche la polarizzazione della politica: aumentano populismi e aumenta l’astensione al voto. Noi non diciamo Renzi sì o Renzi no, la Cgil non è qui per dare una spallata al governo. Noi puntiamo più in alto, al modello di sviluppo che vogliamo avere e alla tutela dei diritti dei lavoratori”. Colla contesta il Jobs Act e il sistema di sgravi distribuiti a pioggia sulle aziende: un sistema che non aiuta a far crescere l’occupazione, e che, invece di premiare le realtà più virtuose che fanno innovazione e investimenti, paradossalmente può essere utilizzato anche dagli evasori. Il segretario punta il dito anche contro la Riforma Fornero, che avrebbe a suo dire un effetto negativo sull’occupazione, creando un “tappo” che impedisce di creare posti di lavoro per giovani forze e giovani idee di impresa. Idem anche per la formula “voucher”, che agevola la precarietà.

Per il professor Varesi la nuova carta presentata dalla Cgil è un modo per dar di nuovo voce, in modo efficace, ai lavoratori. “Spesso si è stati muti davanti a ciò che avveniva; il pensiero debole delle forze del lavoro ha avuto come controparte il pensiero forte del liberismo – ha detto -. Abbiamo visto considerare i lavoratori come appendice delle nuove tecnologie, e come effetto congiunto di tutti questi fenomeni, ecco la più grande crisi dal 1929, che ha segnato il sistema produttivo e il mondo del lavoro. Davanti a questi cambiamenti epocali, cui si aggiungono le migrazioni e l’invecchiamento della popolazione, tutti in Europa hanno proposto soluzioni alternative. Quindi non può che essere apprezzato l’impegno e il coraggio di chi avanza proposte precise”. 

La parola poi passa al rappresentante del mondo imprenditoriale, l’ad di Jobs Marco Livelli, il quale punta il dito invece contro l’inefficienza del sistema pubblico. “In Italia siamo rimasti indietro, in altri Paesi non è così. Ma con tutto quello che paghiamo, inteso in termini di contributi e di costo del lavoro che è poi il tema – osserva Livelli – centrale quando si paral di perdita di competitività rispetto ad altre realtà, ci troviamo a fare i conti invece con grandi inefficienze. In azienda, se non rispetto le scadenze, rischio grabi penali. Ma chi applica le penali per la mancata attuazione delle leggi nei tempi previsti? Questo è il vero handicap del nostro Paese”. 

“Faccio i complimenti per i lavoro di consultazione fatto, segno di un sindacato che è vitale. La partecipazione è una delle chiavi per uscire da questa maledetta crisi, ed apprezzo l’idea innovativa di superare lo strumento dello statuto dei lavoratori, con una nuova carta che ne mantenga lo spirito rendendolo più adatto a un contesto cambiato – interviene il vice sindaco Francesco Timpano -. La parte però di analisi, contenuta nel documento, mi convince meno. Abbiamo vissuto tante riforme del mercato del lavoro, che hanno prodotto mostri ma anche opportunità. Penso ad esempio al pacchetto Treu. Alcuni risultati li abbiamo ottenuti: è aumentata l’occupazione femminile e anche quella globale. Non condivido le critiche ai voucher e alla riforma Fornero, intesa come blocco alle assunzioni dei giovani, perché vanno intercettati con strumenti diversi e professionalità diverse. Siamo in un momento di crisi, possiamo uscirne con un confronto ampio e non conflittuale”. 

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