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Le Rubriche di PiacenzaSera - Cinema

La recensione di PcSera: Lo chiamavano Jeeg Robot

Ecco la recensione de "Lo chiamavano Jeeg Robot", il primo film di Gabriele Mainetti. 

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Questa è una lettera d’amore per tutti quelli che hanno pensato, scritto, diretto, girato, recitato e collaborato a Lo chiamavano Jeeg Robot. Perché hanno fatto una bella commedia.

E un bel film drammatico. E un bel film poetico. E un bel film d’azione. Tutto insieme. In Italia. Nel regno dei soliti tre. O della commedia ma di grana diversa.

O del film familiare drammatico col sorriso in un interno. E l’hanno fatto nello stesso momento in cui nei cinema c’è Fuocammare di Gianfranco Rosi, che ha vinto l’Orso d’Oro al Festival di Berlino di quest’anno con un film asciutto e denso ambientato a Lampedusa (mi viene un pensiero su Luca Guadagnino e il cinema brutto per ricchi e lo scaccio subito come una mosca fastidiosa).

Il cinema italiano mi stupisce in positivo. E a noi spettatori assuefatti non capita spesso. 

E’ un film con pochi personaggi questo Jeeg Robot, ma che belli che sono questi personaggi. C’è Claudio Santamaria grasso e laido con un’espressione sempre un po’ bolsa, c’è Ilenia Pastorelli che ho scoperto ora viene da Il Grande Fratello (la televisione è uno dei temi portanti del film, a vari livelli) che passa leggera di registro in registro con grande credibilità e soprattutto c’è Luca Marinelli (visto recentemente in Non essere cattivo di Claudio Caligari) nel ruolo della vita, come direbbe il Mereghetti o il Morandini o un vero critico  di cinema fate voi.

Lo zingaro di Luca Marinelli da solo vale tutto il film. Voglio il suo poster, le sue giacche, le sue parrucche. Voglio dedicargli una fanzine e fondare un fan club in suo onore.

Fatevi un favore e andate a vedere questo film, date i vostri soldi a QUESTO cinema italiano perché se li merita tutti. E no, non ve la racconto la trama, perché è una storia semplice ed è un peccato svelarla anche solo un poco. E se volete la trovate dappertutto.

E poi devo ancora finire di ringraziare. E quindi grazie, Gabriele Mainetti, regista di cortometraggi al suo primo lungometraggio. Grazie Nicola Guaglianone, sceneggiatore. 

Grazie Roberto Marchionni alias Menotti, fumettista e altro sceneggiatore. Mi stampo i vostri nomi in testa a lettere di fuoco. Perché non ci ho creduto finché non l’ho visto, ma adesso che l’ho visto ci credo eccome. Grazie davvero. E bravi tutti.

Barbara Belzini 
tw: @BarbaraBelzini

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