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Nell’anno di Expo più turisti, ma crollano le presenze (meno 8%) I DATI foto

L'analisi di Piacenz@economia. Le presenze nel complesso degli esercizi ricettivi sono state 444.944, in calo rispetto al 2014 dell’ 8,0%, gli arrivi si sono attestati a 222.138, in aumento sull’anno precedente del 6,0%, mentre la permanenza media è scesa da 2,3 a 2 notti (-13,1%)

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Vengono presentati in anteprima su Piacenz@economia (www.piacenzaeconomia.it) i dati (provvisori) relativi ai flussi turistici in provincia di Piacenza nell’anno 2015, sulla base della rilevazione effettuata dagli uffici dell’Amministrazione provinciale e successivamente trasmessa a ISTAT.

Maggiori approfondimenti saranno pubblicati nel prossimo numero di giugno del rapporto congiunturale, con l’analisi anche delle strutture ricettive. IL REPORT COMPLETO

PRESENZE IN CALO DELL’8% – Nel 2015, in linea generale, le presenze (il numero di pernottamenti totali) nel complesso degli esercizi ricettivi sono state 444.944, in calo rispetto al 2014 dell’ 8,0%, gli arrivi si sono attestati a 222.138, in aumento sull’anno precedente del 6,0%, mentre la permanenza media è scesa da 2,3 a 2 notti (-13,1%).

L’analisi dell’andamento mensile invece evidenzia una concentrazione delle presenze 2015 nei mesi di Luglio, Agosto, Settembre e Ottobre, pari al 43% del totale.
 
DA APRILE AD AGOSTO IL PERIODO CRITICO
– Per quanto riguarda invece la dinamica 2015/14, questa è risultata particolarmente negativa soprattutto tra aprile e agosto, con variazioni comprese tra -11 e -23 per cento, al contrario dell’ultimo trimestre ottobre-dicembre che appare nel complesso caratterizzato da un sensibile recupero (+ 10% in media; meglio ancora gli arrivi, +31% sia per gli italiani che per gli stranieri).

Negli esercizi alberghieri sono stati rilevati 182.770 arrivi e 305.302 presenze (il 69% del totale), i primi in crescita sul 2014 del 5,1%, le seconde invece in diminuzione dell’ 1,5%; la permanenza media cala da 1,8 a 1,7 notti (– 6,3%).

Negli esercizi extra-alberghieri si sono invece registrati 39.368 arrivi, in sensibile aumento rispetto all’anno precedente (+10,5%), a cui però non ha corrisposto un analogo andamento delle presenze, che si sono invece notevolmente ridotte (-19,5%), attestandosi a 139.642, con una conseguente forte contrazione della permanenza media (da 4,9 a 3,6 notti, -27,1%).

Le presenze extra-alberghiere (31% in media), si sono concentrate particolarmente nei mesi di luglio e soprattutto agosto, quando sono arrivate ad incidere fino al 55% del totale.

CALANO SOPRATTUTTO LE PRESENZE STRANIERE – Analizzando i dati per nazionalità, le presenze dei residenti in Italia – 288.810, il 65% – sono risultate in calo del 5,4% sul 2014; le presenze straniere – pari a 156.134, il 35% – sono invece diminuite ad un ritmo maggiore, del 12,4%.

Queste ultime rappresentano, nel caso degli alberghi (124.241) una quota del 41% del totale (immutata rispetto al 2014), mentre nel caso degli esercizi extra-alberghieri (31.893) l’incidenza è stata del 23% (in deciso calo, un anno prima era il 29%).

La distribuzione mensile delle presenze per nazionalità mostra inoltre come il maggior afflusso turistico di stranieri si verifichi tra maggio e ottobre.

I DATI DEI COMUNI, CROLLA LA MONTAGNA – A livello territoriale, i movimenti turistici – sia per motivi di lavoro che per vacanza – si sono concentrati nel 2015 per la metà nel capoluogo Piacenza (117.500 arrivi e 221.300 presenze), seguono quindi la Cintura (16 % delle presenze), la Val d’Arda e la Val Tidone (9% circa ciascuna), la Val Trebbia (7%), la Val Nure (6%) e la Bassa Val d’Arda (4%).

Si segnala soprattuto i dati di Rivergaro (+117,8 per le presenze, +146,2 per gli arrivi), Vernasca (+139,8 e +174,2), Gazzola (+82% e +149%). Crollano invece Bobbio (-62,9% e -53,1%) e Ferriere (-81,6% e – 35,6%). Dopo Piacenza, il Comune che ha fatto registrare il maggior numero di presenze è Cadeo con 33.293.

Rispetto al 2014, hanno conosciuto un’evoluzione positiva gli arrivi nel capoluogo (+11%), e ancor di più nella Cintura, nella Bassa Val d’Arda e nella Val d’Arda (tutti con incrementi superiori al 20%); per quanto riguarda le presenze (ricordiamo che il calo medio provinciale è dell’8%), va sottolineata soprattutto la forte riduzione registrata in Val Nure (-45%, dovuto in particolare alla chiusura di un esercizio extra-alberghiero, l’Ostello “Casa Montagna” di Ferriere che organizzava soggiorni estivi e scambi culturali con ragazzi dell’Europa dell’Est), ma anche le diminuzioni in Val Trebbia (-19%) e in Val Tidone (-24%); il calo dell’8% a Piacenza “vale” invece da solo circa 20.000 presenze in meno.

Solo nella Cintura, nella Bassa Val d’Arda e in Val d’Arda le presenze sono aumentate rispetto all’anno precedente.

In Val Trebbia, se Bobbio cede oltre il 60% delle presenze, Coli contiene invece la flessione entro il 6%;andamento opposto a Rivergaro, dove le presenze raddoppiano abbondantemente; in Val Nure, Ferriere – per i motivi indicati poco sopra – segna una flessione delle presenze addirittura dell’ 82% (-18.000), mentre registra una certa tenuta Farini (-1,6%); – in Val d’Arda, Vernasca sperimenta una crescita molto forte sia degli arrivi (quasi triplicati), che delle presenze (+140%).

RIPRESA NEL 2016? – Complessivamente, negli ultimi sei anni, le presenze in provincia di Piacenza sono passate da 660mila 855 a 444mila 944, gli arrivi da 253mila 870 a 222mila 138, con flessioni alternate a momenti di recupero.

“Si spera ovviamente – rileva l’analisi –  in una ripresa più significativa nel 2016, sulla base di quanto realizzato nell’ultimo trimestre del 2015, e che potrebbe arrivare anche da una eventuale spinta legata ai maggiori “ritorni” delle iniziative di promozione del territorio svolte ad EXPO 2015 presso “Piazzetta Piacenza”.

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