Quantcast

Omicidio Gaia Molinari, il caso si riapre. Giovane fermato

La 29enne piacentina era stata trovata senza vita il 26 dicembre 2014 sulla spiaggia di Jericoacoara (Brasile). Un ragazzo di 23 anni è stato fermato all’inizio di marzo perché sospettato di essere coinvolto nell'omicidio

Più informazioni su

A distanza di oltre un anno si riapre il caso sulla morte di Gaia Molinari, la 29enne piacentina trovata senza vita il 26 dicembre 2014 sulla spiaggia di Jericoacoara (Brasile).

Un anno senza Gaia: omicidio ancora avvolto nel mistero

Secondo quanto riportano diversi organi di informazione locali, un ragazzo brasiliano di 23 anni è stato fermato all’inizio di marzo perché sospettato di essere coinvolto nell’omicidio della ragazza.

L’arresto, la cui durata sarebbe di un mese, è stato confermato anche dalla Policia Civil. Il sospetto avrebbe lavorato in un hotel di Jericoacoara e sarebbe stato visto un paio di volte con Gaia.

La nota della Policia Civil parla di un sospetto arrestato temporaneamente per 30 giorni per approfondire le indagini. Altri dettagli, al momento, non vengono divulgati per non compromettere gli accertamenti in corso.

Intanto amici e parenti del giovane fermato chiedono la sua libertà e si sono già mobilitati attraverso il web.

LE INDAGINI – Nella conferenza stampa dal 6 gennaio, pochi giorni dopo il delitto, gli inquirenti avevano dichiarato al quotidiano on line “Diario do nordeste” che l’inchiesta sarebbe stata chiusa entro 30 giorni.

In realtà l’unica persona finita in manette, e successivamente rilasciata, resta la 31enne Mirian Franca, amica solo da alcune settimane di Gaia, e sospettata di essere coinvolta nella sua tragica fine.

Mirian era stata arrestata il 29 dicembre 2014 poiché la testimonianza resa agli investigatori, sulle ore precedenti e successive alla sparizione della piacentina, era stata ritenuta contraddittoria: la ragazza aveva lasciato la prigione il 17 gennaio 2015, quando il fermo era stato revocato.

L’autopsia ha chiarito le cause del decesso, avvenuto per asfissia da strangolamento. L’aguzzino ha agito con estrema violenza: il corpo era segnato da ematomi e il volto è stato colpito con una pietra.

Nelle prime ore le indagini della polizia civile dello stato del Ceará pare si fossero concentrate su un residente della zona: era stata fermata e sottoposta a un lungo interrogatorio una coppia di uruguaiani, subito rilasciati, perché ritenuti estranei ai fatti.

Il racconto di Mirian, secondo gli inquirenti, li avrebbe condotti inizialmente su una falsa pista. L’inchiesta si era quindi concentrata sulla 31enne di Rio.

Non era l’unica nel mirino degli investigatori: mentre Mirian veniva condotta in carcere, le indiscrezioni raccolte dalla stampa brasiliana, rivelarono che tra i sospettati c’era anche un italiano.

Nella successiva conferenza stampa, le forze dell’ordine affermarono inoltre che nell’omicidio, potevano essere coinvolte due persone.

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di PiacenzaSera, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.