Quantcast

Le Rubriche di PiacenzaSera - Cinema

Oscar 2016, i biopic vincono ancora. I premi

Mai come quest’anno i giurati avevano su un piatto d’argento la possibilità di sdoganare definitivamente il cinema di genere contro la biografia dolente. E invece mai una gioia, mai una sorpresa, tutto elettrizzante come una puntata di Casa Vianello

E quindi ancora una volta la giuria dell’Academy ha fatto la sua scelta convenzionale, di tradizione, di STORIA contro VISIONE. Mai come quest’anno i giurati avevano su un piatto d’argento la possibilità di sdoganare definitivamente il cinema di genere contro la biografia dolente.

E invece mai una gioia, mai una sorpresa, tutto elettrizzante come una puntata di Casa Vianello.

Quindi Mad Max: Fury Road si porta a casa 6 Oscar su 10 nomination, alcuni riconoscimenti importanti, come Miglior Montaggio e Migliore Scenografia e vari Oscar tecnici, ma rimane per me il Miglior Film con la Migliore Regia del 2015 (e forse per qualche anno a venire).

Non lascia neanche le briciole per Star Wars: The Force Awakens e per The Martian di Ridley Scott che totalizzano 0 premi 0.

E invece l’Oscar per il Miglior Film l’ha vinto Spotlight (non fatevi confondere, non c’è nessun “caso” Spotlight nel film, state sul titolo originale), che, lo dicevamo già da Venezia è un ottimo film per storia ritmo sceneggiatura dialoghi e interpreti. Uno di quei film che quando vince vincono in molti, come in 12 anni schiavo 2 anni fa.

L’Oscar per la Migliore Regia va per il secondo anno consecutivo a Alejandro Gonzales Iñárritu per The Revenant, che è sicuramente un film molto meno innovativo, per la storia e per il modo di raccontare la storia, di Birdman del 2015. Grazie a Iñárritu finalmente vince l’Oscar per il migliore attore protagonista anche Leonardo Di Caprio, e quindi per fortuna fine delle operazioni di marketing, dei meme, delle visite al Papa, delle faccine trepidanti di Kate Winslet, il popolo dell’Internet ringrazia. E vince per la terza volta Emmanuel Lubezki per la migliore fotografia.

Vince l’Oscar per la migliore attrice protagonista Brie Larson per Room, a coronamento di una stagione di premi per questa interpretazione, dal Golden Globe al Bafta ai SAG Awards.

Vince per il migliore attore non protagonista Mark Rylance per The bridge of spies di Steven Spielberg, operazione assolutamente onorevole ma altrettanto assolutamente convenzionale. Peccato per Christian Bale, ma anche Tom Hardy in The Revenant meritava.

Un’altra giovanissima vince per la migliore attrice non protagonista, Alicia Vikander per  il patinatissimo Danish Girl (uno dei film più brutti e più finti di Venezia72), vista lo scorso anno in un ruolo altrettanto convincente anche in Ex Machina (film che ha vinto l’Oscar per i migliori effetti speciali mah).

Meritatissimi i premi per sceneggiatura originale a Spotlight e quello per sceneggiatura non originale a The Big Short, mentre altra grande delusione è l’Oscar per il miglior film d’animazione a Inside Out e non a quel capolavoro di tristezza adulta vera che è Anomalisa di Charlie Kaufman.

Per una strana coincidenza avevo visto due dei cinque film stranieri candidati, entrambi meritevoli di attenzione, il giordano Theeb, bella storia e bellissima regia di un bambino in mezzo alla guerra di conquista di inizio secolo, e il danese A War, un racconto sui conflitti contemporanei sulla falsariga di Bigelow e De Palma.

Vince invece l’Oscar per il Miglior Film Straniero, dopo il Golden Globe nella stessa categoria e Il Gran Premio della Giuria a Cannes 2015, Son of Saul dell’ungherese László Nemes.

E infine Ennio Morricone, dopo 5 nomination a vuoto (tra le quali NON c’è una nomination per C’era una volta in America) e l’Oscar alla carriera, vince l’Oscar per Miglior Colonna Sonora per The Hateful Eight di Quentin Tarantino. Poi tra qualche anno mi dite quale riconoscete alle prime note.

Date un occhio anche a Amy, Miglior Documentario, sulla vita di Amy WInehouse, che ha collezionato diversi riconoscimenti e solo critiche favorevoli.

I vincitori

Miglior film Spotlight
Miglior Regia Alejandro Gonzales Iñárritu (The Revenant)
Miglior Attore protagonista Leonardo Di Caprio (The Revenant)
Miglior Attrice protagonista Brie Larson (The room)
Miglior Attore non protagonista Mark Rylance (The bridge of spies)
Miglior Attrice non protagonista Alicia Vikander (The Danish Girl)
Miglior Sceneggiatura originale Tom McCarthy e Josh Singer (Spotlight)
Miglior Sceneggiatura non originale Adam McKay e Charles Randolph (The Big Short)
Miglior Film Straniero Son of Saul di László Nemes
Miglior Film d’Animazione Inside Out di Peter Docter e Ronnie Del Carmen
Miglior Fotografia Emmanuel  Lubezki (The Revenant)
Migliore Scenografia Colin Gibson e Lisa Thompson (Mad Max: Fury Road)
Miglior Montaggio Margaret Sixel (Mad Max: Fury Road)
Miglior Colonna Sonora Ennio Morricone (The Hateful Eight)
Miglior Canzone Writing’s on the wall (Jimmy Napes e Sam Smith)  (Spectre)
Migliori Effetti Speciali Mark Williams Ardington, Sara Bennett, Paul Norris e Andrew Whitehurst (Ex Machina)
Miglior Sonoro Chris Jenkins, Gregg Rudloff e Ben Osmo (Mad Max: Fury Road)
Miglior Montaggio sonoro Mark Mangini e David White (Mad Max: Fury Road)
Migliori Costumi Jeanny Beavan (Mad Max: Fury Road)
Miglior Trucco e Acconciatura Lesley Vanderwalt, Elka Wardega e Damian Martin (Mad Max: Fury Road)
Miglior Documentario Amy di Asif Kapadia

Barbara Belzini 
Tw: @BarbaraBelzini

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di PiacenzaSera, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.