70 anni dal primo consiglio comunale: assemblea straordinaria con le elette

Sarà illustrata lunedì prossimo la celebrazione per la ricorrenza dei 70 anni dalla prima seduta del consiglio comunale di Piacenza. Verrà presentata l’assemblea pubblica straordinaria

A 70 anni dalla prima seduta del Consiglio comunale, a Palazzo Gotico si celebrano tutte le donne elette nell’assise cittadina.

Sarà illustrata lunedì prossimo la celebrazione per la ricorrenza dei 70 anni dalla prima seduta del consiglio comunale di Piacenza. Il presidente dell’assemblea Christian Fiazza terrà una conferenza stampa per presentare l’assemblea pubblica straordinaria che, nel 70esimo anniversario della prima seduta dell’assise cittadina – tenutasi il 18 aprile 1946 – riunirà a Palazzo Gotico le consigliere comunali elette dal Dopoguerra ad oggi, per celebrare la storica ricorrenza del suffragio universale e dell’accesso delle donne alle cariche elettive.

Accanto a lui, nell’occasione, le due esponenti politiche che saranno chiamate a intervenire anche nel corso della cerimonia, rispettivamente, in qualità di consigliera decana e più giovane: Nanda Montanari e Erika Opizzi. Sarà inoltre presente la consigliera Lucia Rocchi, prima donna ad aver rivestito la carica di vicepresidente del Consiglio comunale a Piacenza. 

Ma chi erano le prime due donne elette in consiglio comunale? Erano molto diverse, ecco le loro biografie.

MEDINA BARBATTINI (6/4/1923 – 1/5/2012)

Medarda Barbattini, detta Medina, è nata a Gossolengo il 6 aprile del 1923. Ha lavorato all’Arsenale di Piacenza come operaia ed è stata partigiana combattente alla 38esima brigata Sap dal 1 gennaio del 1944. Nell’agosto dello stesso anno fu imprigionata nelle carceri di Piacenza e in seguito di Parma, Verona e Bolzano. Fu deportata a Rawensbuck, ma riuscì a sopravvivere e a tornare nella sua città il 28 agosto 1945. 


Medina è stata staffetta della 38° Brigata Sap, fu incarcerata e torturata nel carcere di Piacenza, trasferita a Parma il 16 giugno e inviata nel Blocco F del Dulag di Bolzano il 19 settembre, da dove venne mandata a Ravensbrück il 7 ottobre con il trasporto 91, insieme ad altre 113 deportate. Arrivò al lager l’11 ottobre 1944; le verrà assegnato il numero di matricola 77321. Il suo inesausto spirito civico la portò brevemente, nel dopoguerra, anche sui banchi del Consiglio comunale di Piacenza.

RITA CERVINI (17/5/1902 – 24/5/1975)
La fede seminata dalla sua famiglia profondamente cristiana ne mise a frutto dimenticandosi di sé e mettendosi al servizio per i piccoli i malati raccogliendo fiducia e riconoscenze. Una vita dedicata alle donne, fu la prima donna eletta nel Consiglio comunale. E’ ricordata per le numerose iniziative promosse a favore del mondo femminile, un’attività che svolse a lungo nelle file del CIF movimento di cui ella fu fondatrice a Piacenza nel 1945 assieme a Teresa Minoja e Giuseppina Coppellotti, di cui fu segretaria per molti anni. Venne poi eletta Vice Presidente e Presidente dal 1965 al 1972. Ha lasciato un segno profondo, si occupò dell’assistenza alle famiglie disagiate.

Fu promotrice delle colonie estive per i bambini. Nel 1948 fu nominata vice-presidente del Comitato provinciale della Commissione nazionale italiana per l’appello delle Nazioni Unitea favore dell’infanzia.Si occupò tra l’altro,dell’assistenza ai profughi del Polesine e alle mondine che stagionalmente si recavano nelle risaie. Attività che proseguì fino ai suoi ultimi giorni. Si impegnò per stimolare le donne ad esercitare il diritto di voto, a loro concesso per la prima volta: un’opera di sensibilizzazione che condusse instancabilmente anche nei paesi più sperduti. I suoi sforzi furono premiati con l’elezione “primadonna” nel consiglio comunale a Piacenza dove rimase fino al 1951. Morì improvvisamente mentre partecipava ad un funerale.

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