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Architettura e fotografia nel Novecento, convegno e mostra alla Ricci Oddi

A conclusione del convegno, ai partecipanti sarà offerto un brindisi dalle aziende agricole Borri Graziella, La Pagliara, I Casè, Il Poggio e Denavolo di Travo.

In concomitanza alla mostra fotografica “Gianni Croce. La vita moderna”, promossa dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano e in corso a Palazzo Ex Enel, la Galleria Ricci Oddi ospita, venerdì 22 aprile, alle 16.30,  la conferenza “Architettura e Fotografia nel Novecento” a cura della Commissione Cultura dell’Ordine degli Architetti di Piacenza.

Interverranno il Presidente della Galleria Massimo Ferrari, professore di composizione architettonica ed urbana al Politecnico di Milano, e Federico Bucci, professore di storia dell’architettura al Politecnico di Milano e Prorettore del Polo Territoriale di Mantova.

A conclusione del convegno, ai partecipanti sarà offerto un brindisi dalle aziende agricole Borri Graziella, La Pagliara, I Casè, Il Poggio e Denavolo di Travo.

Da sabato 23 aprile e fino al 29 maggio sarà poi visitabile, negli orari di apertura della Galleria, “Architetture e dipinti”, esposizione parallela e a complemento della mostra su Croce, dedicata ad una selezione di quadri e alcune fotografie d’architettura del celebre fotografo. “Architetture e dipinti”: Gianni Croce fotografo e non solo

Lodigiano di nascita, classe 1896, Gianni Croce iniziò giovanissimo la professione di fotografo sotto la guida di Giuseppe Marchi, esponente della corrente Liberty. Fin dagli esordi aveva mostrato anche uno spiccato senso pittorico che affinò frequentando, a Lodi, corsi serali di disegno sotto la guida di Gandino Maisetti. La sua inclinazione per la pittura lo indusse a creare fotografie come quadri, al punto che l’architetto Pietro Berzolla ebbe a dire di lui: «Quando dipinge non è fotografo, quando fotografa è pittore».

Gianni Croce si trasferì a Piacenza al termine della Prima Guerra Mondiale e il suo studio fotogra?co divenne punto di incontro per molti piacentini, tra cui gli artisti che operavano in città in quegli anni, stringendo legami di amicizia e collaborazione con i pittori Luigi Arrigoni, Osvaldo Bot e Luciano Ricchetti.  

Quest’ultimo rappresentò per il fotografo un modello cui ispirarsi: fu proprio lui a realizzare fondali e pannelli, di chiara influenza Liberty, usati per gli scatti fotografici. Nell’ottobre del 1926 l’Associazione degli Amici dell’Arte organizzò la IV Mostra d’Arte dei Pittori Piacentini, nella quale esordì Gianni Croce, esponendo accanto ad Arrigoni e Ricchetti.

Nel 1927 Croce sposò Carla Arata, sorella dell’architetto Giulio Ulisse Arata che proprio in quegli anni stava dirigendo i lavori di costruzione della Galleria Ricci Oddi, da lui progettata. La stima reciproca si mostrò decisiva per Croce: Arata non solo commissionò al fotografo scatti d’architettura, ma lo introdusse nell’ambiente di personaggi illustri. E fu proprio Croce a fissare su pellicola l’inaugurazione della Galleria Ricci Oddi, l’11 ottobre 1931, e a realizzare una serie di suggestivi scatti architettonici del museo appena inaugurato.

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