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Calza (Gragnano) al Corriere “I nostri profughi preferiscono non lavorare”. Rancan: “E’ in linea con la Lega” foto

Lo sostiene il sindaco di Gragnano Trebbiense Patrizia Calza, nonché vice presidente della Provincia di Piacenza, in un'intervista rilasciata la Corriere della Sera che sta facendo molto discutere.

“Sono cattolica, credo nel dovere dell’accoglienza. Ma credo sia sbagliato aiutare chi si rifiuta di aiutare la comunità che lo sta accogliendo. Chi non vuole mettersi a disposizione, dovrebbe essere rispedito a casa”. Lo sostiene il sibdaco di Gragnano Trebbiense Patrizia Calza, nonché vice presidente della Provincia di Piacenza, in un’intervista rilasciata la Corriere della Sera che sta facendo molto discutere. 

“A Gragnano ospitiamo 20 pachistani, a loro abbiamo chiesto, con regolare retribuzione, di svolgere alcuni piccoli lavoretti un paio d’ore al giorno: pulire le ciclabili o tagliare l’erba nei giardini pubblici. All’inizio avevano detto di sì, adesso abbiamo solo 4 disponibili, e neppure tutti i giorni” racconta. “Oltre a fare il sindaco, insegno in una scuola – dice – ai miei ragazzi dico sempre di studiare e impegnarsi nella ricerca di un lavoro. E poi in paese abbiamo i mantenuti. Vi sembra educativo?”. 

Accoglienza, Rancan, (LN): “Calza in linea con la Lega, faccia pressione sul Pd” – «È con piacere che accogliamo Patrizia Calza nel gruppo di chi sostiene che l’accoglienza degli immigrati debba avere un limite».

Matteo Rancan, consigliere regionale della Lega Nord, risponde così al sindaco PD di Gragnano Trebbiense, che sulle pagine del Giornale ha denunciato la necessità di cambiare le regole sull’immigrazione e di rispedire nel proprio paese i richiedenti asilo che rifiutano di ricompensare con il lavoro le comunità ospitanti.

«La posizione del primo cittadino gragnanese – attacca Rancan – è la stessa sostenuta da anni dalla Lega Nord. Dal momento in cui è proprio un sindaco del PD ad arrivare alle nostre stesse conclusioni, auspichiamo che questa formazione politica avvii una riflessione su questo tema e prenda in considerazione lo stop all’invasione. Ormai in ritardo per negare l’accoglienza ai presunti profughi fannulloni, Calza è dunque ancora in tempo per fare pressione all’interno del proprio partito. È infatti ora che tutti gli amministratori di centrosinistra si rendano conto che è necessario velocizzare le procedure di identificazione e di attribuzione dello status di profugo, senza il quale gli stranieri devono essere rimpatriati.

È inaccettabile – aggiunge l’esponente del Carroccio – che i cittadini italiani, prostrati da una crisi senza precedenti, continuino a mantenere con il proprio sacrificio chi si rifiuta di dare un contributo alla società che li ospita».
 

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