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Caorso, tentano di forzare il posto di blocco al casello. Due spacciatori in manette foto

I due giovani stranieri sono stati trovati in possesso di 100 grammi di cocaina purissima e 1500 euro in contanti, secondo i carabinieri della compagnia di Fiorenzuola,  frutto della loro fiorente attività di spaccio nella zona di Monticelli d'Ongina

Hanno tentato di forzare il posto di blocco dei carabinieri della compagnia di Fiorenzuola (Piacenza) al casello autostradale di Caorso, cercando addirittura di darsi alla fuga sfondando il parabrezza della loro auto.

I due spacciatori, entrambi di origine marocchina, sono stati bloccati e arrestati nella serata di mercoledì 27 aprile, con le accuse di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti in concorso, resistenza, violenza e lesioni a pubblico ufficiale, oltre a ricettazione e danneggiamento per aver speronato il veicolo dei militari.

I due giovani stranieri sono stati trovati in possesso di 100 grammi di cocaina purissima e 1500 euro in contanti, secondo le forze dell’ordine frutto della loro attività di spaccio nella zona di Monticelli d’Ongina.

I FATTI – I fermati, di 28 e 24 anni, probabilmente provenienti dal Milanese, intorno alle 22 del 27 aprile hanno raggiunto il casello dell’A21 di Caorso, dove era presente un posto di controllo dei carabinieri, che li hanno sorpresi mentra stavano pagando il pedaggio autostradale. Alla vista dei militari i due hanno ingranato la marcia tentando di fuggire, finendo però sul marciapiede e abbattendo la sbarra del casello. Una manovra pericolosa che ha messo seriamente a rischio gli operatori; uno pneumatico della vettura è però esploso impedendo loro di proseguire nel tentativo di fuga. Uno dei due (entrambi erano sotto l’effetto di stupefacenti) ha cercato di sfondare il parabrezza con il capo, senza riuscirci. A quel punto sono stati bloccati, anche se hanno opposto resistenza e un militare è rimasto ferito, con una prognosi ospedaliera di 7 giorni. I due arrestati inoltre viaggiavano a bordo di una Citroen bianca, rubata a inizio aprile ad una residente di San Protaso, frazione di Fiorenzuola. 


Ad uno dei due è stata rinvenuta indosso la droga (100 grammi di cocaina pura ancora in sasso, per un valore complessivo di circa 10mila euro) oltre a 1500 euro in contanti e ad altri 5 grammi di stupefacente nascosti in un calzino.

Tre le zone di spaccio a Monticelli d’Ongina, che secondo le forze dell’ordine erano diventate il campo base per l’attività criminale condotta dai soggetti nella Bassa: Olza Fogarole, Isola Serafini e San Nazzaro. I pusher “pendolari” si posizionavano nella zona dell’argine, a ridosso del Po, per garantirsi una facile via di fuga. Una situazione che aveva allarmato i residenti che negli ultimi mesi hanno continuato a segnalare i movimenti sospetti ai carabinieri. “Siamo grati alla collaborazione dimostrata dai sindaci e dai cittadini – ha commentato il maggiore Emanuele Leuzzi, comandante della compagnia dei carabinieri di Fiorenzuola -; oggi abbiamo dato una risposta e restituito loro parte del territorio”. 

L’ATTIVITA’ DI SPACCIO – Secondo gli investigatori l’attività di spaccio a Monticelli d’Ongina era in corso da gennaio 2016; un giro di cocaina ed eroina che contava almeno una sessantina di clienti giornalieri, principalmente in arrivo dal Piacentino, Cremonese e Lodigiano. 

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