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Castelli del Ducato, boom di visite. La classifica dei manieri piacentini foto

A Piacenza il più gettonato è il Castello di Gropparello. Il Circuito punta a una Carta di Qualità: nel 2015 sono stati raggiunti i 500mila visitatori, con un indotto pari a oltre 35 milioni di euro

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Il circuito dei Castelli del Ducato di Parma e Piacenza ha presentato a Bologna il progetto di una Carta di Qualità dedicata ai manieri. “Il nostro circuito – spiega il presidente Orazio Zanardi Landi – è stato scelto da 500mila visitatori nel 2015, numeri del tutto simili a registrati nella Reggia di Caserta o alla Galleria Borghese”. Un’eccellenza in grado di creare indotto ed essere effica volano di promozione turistica, insomma. 

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“In base a dati statistici contando che una persona spende circa 75 Euro al giorno per una giornata in giro (escluso pernottamento e i trasporti) con cinquecentomila visitatori – dice il vice presidente Domenico Altieri – con biglietto in 24 manieri portiamo un indotto totale di circa 35.635.875 Euro sul territorio tra Parma e Piacenza, in Emilia-Romagna dei quali 10.453.190 sono sulla Ristorazione, 15.679.785 su acquisto prodotti tipici, 4.751.450 su commercio e servizi, 4.751.450 su cultura e intrattenimento”.

LA CLASSIFICA – In attesa della presentazione del bilancio sociale dell’associazione, ecco la classifica dei manieri più visitati nel Piacentino: da segnalare l’ottima performance di Palazzo Farnese, entrato nel circuito solo lo scorso anno. 

Il castello più gettonato a Piacenza è quello di Gropparello (66.855 visitatori), seguono Castell’Arquato (29.647 visitatori), Mastio e Borgo Fortificato di Vigoleno (19.958), Palazzo Farnese – Cittadella Viscontea (14.593), Castello di Rivalta (14.384), Rocca d’Olgisio (3.746 visitatori), Castello di San Pietro in Cerro (2.250 visitatori), Castello Malaspina Dal Verme di Bobbio (1981 visitatori), Rocca e Castello di Agazzano (1524 visitatori), Castello di Sarmato (450 visitatori), Castello di Paderna (337 visitatori). 

Il resoconto dell’incontro di Bologna – Cosa deve avere un castello oggi in Italia per essere un vero prodotto turistico-culturale? Parte da una domanda il Presidente dei Castelli del Ducato di Parma e Piacenza Conte Orazio Zanardi Landi illustrando a Bologna nell’Auditorium della Regione – davanti ad un centinaio di persone – la case history di Castelli del Ducato di Parma e Piacenza “un circuito di 24 castelli e 14 alloggi di charme attivo dal 1999, in grado di muovere 500mila visitatori all’anno”.

“In questi 20 anni abbiamo visto molti cambiamenti che hanno fortemente impattato sul nostro circuito – ha detto – Si sono completamente modificate le logiche nel turismo ed è diventata più esigente la richiesta dei visitatori che desiderano vivere una esperienza autentica in luoghi belli, originali, caratteristici, unici”.  

“Sono cambiate anche le forme di comunicazione. Dalla carta stampata si è passati ai Social Network. In mezzo stanno l’evoluzione delle normative del Sistema Pubblico (Comuni, Province, Regioni, Aree Vaste di cui si sta dibattendo tutt’ora), la crisi economica che ha riguardato milioni di Italiani se parliamo di Italia, un pizzico di paura in più a viaggiare se parliamo di Europa e su scala mondiale con i terribili fatti legati al terrorismo”.

“Nel nostro piccolo, invece, tutti i giorni noi proprietari di Castelli privati, e anche pubblici, facciamo i conti con le difficoltà per tenerli aperti secondo logiche turistiche, con uno sforzo importante, mantenerli, valorizzarli e restare compatti in rete. Difficoltà che si traducono in sfide continue. Che desideriamo vincere per crescere”.
 
“In questi vent’anni Castelli del Ducato di Parma e Piacenza ha saputo restare unito come Circuito. E si è ampliato: nel 2014 e 2015 abbiamo acquisito alcuni importanti Soci tra cui il Comune di Piacenza con Palazzo Farnese, e nuovi Sostenitori quali il Museo Renata Tebaldi di Busseto ed il Labirinto più grande al mondo in bambù di Franco Maria Ricci. Abbiamo già alcune richieste di nuovi Soci Sostenitori anche per il 2016 e 2017”.

Il segnale è stato colto già da agosto 2015 dal Presidente della Regione Stefano Bonaccini che ha partecipato e sottoscritto simbolicamente una convenzione tra Castelli del Ducato ed IBC ER, proprio in tema di turismo-culturale. Ed è stato rilanciato dall’Assessore Regionale al Turismo Andrea Corsini che ha annunciato: “Stiamo lavorando ad un progetto dedicato ai Castelli d’Emilia-Romagna, intesi come prodotto turistico partendo proprio dall’esperienza dei Castelli del Ducato di Parma e Piacenza che verranno ovviamente coinvolti e che presenteremo al WTM di Londra a novembre prossimo collegandoli al brand Via Emilia. Guardiamo con favore ad una Carta di Qualità dei Castelli a cui lavoreranno APT Servizi ER, IBC Emilia-Romagna, Castelli del Ducato e quanto vorranno portare il proprio contributo. I Castelli legati a nuove forme di turismo culturale possono diventare un asset economico importante per il turismo della nostra regione per la capacità di narrazione che portano con sè. Credo proprio ci siano ottime basi”.
 
Quale differenza tra patrimonio culturale e reddito culturale? Parte da un dato Domenico Altieri Vice Presidente dei Castelli del Ducato facendo una sintesi tra identità culturale e valore territoriale, motivando quale indotto economico muovono i Castelli del Ducato tra Parma e Piacenza:  “500.000 visitatori nei soli 24 Castelli del Ducato all’anno nel 2015. Nel 2014 i visitatori con biglietto erano 410.000 ed i Castelli erano 23. Siamo cresciuti dal 2014 al 2015 di oltre il 20%. In base a dati statistici contando che una persona spende circa 75 Euro al giorno per una giornata in giro (escluso pernottamento e i trasporti) con cinquecentomila visitatori con biglietto in 24 manieri portiamo un indotto totale di circa 35.635.875 Euro sul territorio tra Parma e Piacenza, in Emilia-Romagna dei quali 10.453.190 sono sulla Ristorazione, 15.679.785 su acquisto prodotti tipici, 4.751.450 su commercio e servizi, 4.751.450 su cultura e intrattenimento”.

“La ricchezza generata da Castelli del Ducato per il territorio – nel nostro piccolo – ci pare significativa per l’entroterra: dati su cui iniziare a sviluppare collaborazioni e crescere. Facendo un confronto con il dato aggregato dei Musei Nazionali in Italia nel 2014 erano 40.500.000 visitatori e sono saliti a 43.000.000 nel 2015 con una crescita del 6%”.

“Castelli del Ducato di Parma e Piacenza – sempre nel suo piccolo –  cresce di più: del 20%. Stesso ragionamento sui Musei Nazionali dell’Emilia Romagna che erano 900.000 nel 2014 e sono saliti a 996.000 visitatori nel 2015 con un +9%. Come dato aggregato ci assestiamo attorno ai numeri della Reggia di Caserta che da sola tocca quota 497.000 nel 2015 e i 506.000 di Galleria Borghese. Venaria Reale ha registrato 560.000 nel 2015.In tanti piccoli, insieme, facciamo i numeri di grandi player nazionali che godono di una visibilità mondiale. Solo in un panorama di confronto, possiamo valutare le migliori strategie e opportunità per crescere e fare crescere tutto il territorio”.

“Oggi è un nuovo punto di partenza. Ma cosa significa essere il proprietario di un Castello oggi? – prosegue Zanardi Landi -avere forse più oneri che onori, ma con l’orgoglio di credere nell’identità della Cultura e nell’Italia. Dare un contributo al territorio, cercando di tenere aperti e fruibili al pubblico i nostri Castelli. Uscire dalle logiche delle “residenze private” ed essere rappresentanti della nostra Storia e Identità”.

“Un Castello che crolla o che è a rischio chiusura, sia esso in Emilia-Romagna o in ogni altra parte di Italia, è un pezzetto prezioso di identità unica e non omologata che si perde, è un danno per l’immagine del nostro Paese. I “Castellani” siano essi pubblici o privati non vanno lasciati soli da parte dello Stato. I Comuni proprietari di manieri e i le reti d’arte come Castelli del Ducato fanno un lavoro straordinario quando sono messi nelle condizioni di operare bene: ciascuno per il suo ruolo, mantenere, gestire e promuovere questi beni d’eccellenza. Occorrono inoltre fondi e finanziamenti mirati per la promozione turistica-culturale per i Circuiti di Castelli che già funzionano per essere competitivi in Italia e in Europa. Valorizziamo davvero ciò che c’è.Noi siamo pronti a collaborare, a dialogare, a condividere la nostra esperienza, ma chiedendo un forte sostegno da parte del Governo Italiano”.

Castelli del Ducato di Parma e Piacenza e IBC Regione Emilia-Romagna, alla presenza dell’Assessorato al Turismo della Regione, hanno lanciato “l’idea di un più ampio percorso che punti a riunire e collegare in un circuito culturale e turistico di qualità alcuni dei Castelli dell’Emilia-Romagna più interessanti che risponderanno a criteri stabiliti dall’IBC e dall’Associazione Castelli del Ducato di Parma e Piacenza in una Carta di qualità dei Castelli. Ad agosto 2015 abbiamo firmato una convenzione per provare a riunire e collegare in un circuito culturale e turistico di qualità i Castelli dell’Emilia-Romagna con un progetto in tutta la regione e proporlo con buona prassi a livello nazionale”.

IBC Regione Emilia-Romagna ha ripreso il tema della valorizzazione dei tanti, straordinari castelli che si trovano in Emilia-Romagna, tra cultura e turismo, per fare riflettere e dare concreta operosità a un sistema a rete ricchissimo di testimonianze culturali offerte proprio dai castelli medesimi.

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