“Deflusso Nure, rivedere sistema di calcolo”. La Lega si rivolge all’Europa

Il gruppo Lega Nord a Bruxelles, nella persona dell' eurodeputato Lorenzo Fontana, ha presentato un' interrogazione al consiglio europeo

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Oggi il gruppo Lega Nord a Bruxelles, nella persona dell’ eurodeputato Lorenzo Fontana, ha presentato un’ interrogazione al consiglio europeo, affinchè lo stesso “si adoperi nei confronti della regione Emilia Romagna al fine di valutare la possibilità di perseguire un nuovo metodo di calcolo del Deflusso Minimo Vitale per quanto riguarda il Nure”.

“Il problema dell’irrigazione, che si ripresenta puntualmente all’inizio del periodo primaverile, – afferma il dipartimento agricoltura e ambiente della Lega Nord piacentina – sta mettendo ulteriormente in crisi un settore che sta attraversando un periodo molto difficile stretto in una morsa letale rappresentata dall’industria di trasformazione da una parte e la grande distribuzione organizzata dall’ altra”.

“Tutti sono consapevoli della notevole importanza che l’agricoltura e l’indotto ad essa collegato rivestono nell’ economia della vallata con benefici effetti in termini occupazionali di manodopera fissa e stagionale. Il pomodoro da industria, coltura fondamentale per la Valnure, rappresenta un volano importantissimo non solo per l’economia agricola ma anche a monte e a valle del settore primario in quanto nella vallata sono localizzati due importanti impianti di trasformazione”.

“Come Lega, ad ogni livello di governo, abbiamo sempre dimostrato una forte presa di coscienza del problema e una ferrea volontà di risoluzione dello stesso. Lo dimostra in particolare l’ordine del giorno presentato dal gruppo consiliare del Carroccio in provincia il 10 settembre 2013, votato a maggioranza,con il voto contrario del gruppo Pd, in cui facendo riferimento all’ articolo 48 del Ptcp del 2007 si chiedeva la realizzazione in area montana di invasi ad uso plurimo, per lo stoccaggio dell’acqua recependo le richieste del territorio”.

“A differenza delle altre vallate piacentine la Valnure infatti non dispone di dighe in grado di accumulare acqua durante il periodo autunnoinvernale, che il 14 settembre scorso se oculatamente gestite avrebbero potuto svolgere un effetto polmone, da rilasciare durante il periodo irriguo”.

“In attesa di trovare una soluzione strutturale al cronico problema dell’ acqua, che annualmente determina lo scontro tra mondo agricolo e ambientalistico, – proseguono – speriamo che la Regione prenda in considerazione un nuovo metodo di calcolo del Dmv”.

“Non comportandosi quindi come l’allora assessore all’ambiente Freda che a luglio 2013 si rifiutò di prendere in esame una richiesta formulata dai sindaci della Valnure in cui si chiedeva di derogare ai parametri imposti”.

“Un’atteggiamento di questo tipo, che prende in considerazione esclusivamente le teorie ambientali, non consentendo peraltro di raggiungerne gli scopi avendo il Nure carattere torrentizio, mette in scacco l’ intero settore agroalimentare della valle. Ci rendiamo conto, anche se continuiamo e continueremo a combattere questa linea di pensiero, che l’agricoltura viene considerata da molti categoria di serie z, come se il cibo di cui ci nutriamo arrivasse da Giove o da Marte”.

“Nell’immediato – concludono – la revisione del sistema di calcolo del Dmv deve essere solo l’inizio di un percorso di una politica seria che permetta di salvaguardare l’ equilibrio ambientale, mantenendo le bellezze naturalistiche, producendo energia pulita e a bassissimo costo, evitando il ripetersi dei disastri che si sono verificati il 14 settembre scorso. Tutto ciò non per grazia ricevuta ma per volontà di chi deve e può fare in modo che una valle non muoia”.

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