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Eataly ospita lo showcooking di La Granda

Venerdì 22 aprile il negozio Eataly di Piacenza ospiterà per la prima volta un evento dedicato ad una delle sue eccellenze, ovvero i prodotti de La Granda

Venerdì 22 aprile il negozio Eataly di Piacenza ospiterà per la prima volta un evento dedicato ad una delle sue eccellenze, ovvero i prodotti de La Granda.

Ospiti d’eccellenza il patron di La Granda Sergio Capaldo e lo chef piemontese Luca Cantù, entrambi reduci da una recente esperienza a Identità Golose, che illustreranno al pubblico piacentino i modi migliori per cucinare la carne, con un focus sulla bistecca con l’osso, di tenerone e il roastbeef. 

L’appuntamento è dalle 19.00 alle 21.00 ed è ingresso gratuito. 

“Dopo quasi due anni dalla prima apertura del negozio piacentino – il 30 settembre 2014 – tempo necessario per studiare e ascoltare il territorio, certi della bontà del progetto – si legge in una nota -, sono stati fatti importanti investimenti nel negozio: primo fra tutti, il nuovo banco macelleria de La Granda. Qui, ogni giorno, vengono proposti i tagli di carne migliori e di prima qualità accanto ai prodotti freschi pronti da cuocere ed ad una gastronomia. È infatti possibile acquistare, tra gli altri, la cruda di Razza Piemontese, primo Presidio Slow Food, il Giotto, l’antihamburger de La Granda di carne scelta con meno del 10% di grasso, la salsiccia di bovino, preparata ogni giorno e priva di coloranti e conservanti ma anche i polli e le rolate”. 

“Ma perché proprio La Granda? Perché il negozio piacentino, così come La Granda, ha accolto la sfida della biodiversità. Ha scelto di ascoltare la terra, gli agricoltori e gli allevatori. Siamo nel 1996 quando, da un’idea geniale di Sergio Capaldo, il veterinario cuneese ambasciatore della qualità e della salubrità dei prodotti di origine animale, prende vita il Consorzio La Granda che oggi riunisce 82 allevatori con l’obiettivo di rivalorizzare la Razza Bovina Piemontese, primo Presidio Slow Food ed incentivare il consumo di carne di qualità”. 

“La Granda ha infatti rivoluzionato le prassi alimentari e commerciali, ha saputo e voluto dire di no ai grandi allevamenti alla cui base vi sono, per la maggior parte, integratori, soia ed insilati, ha rifiutato l’importazione di carni straniere. Ha combattuto i prezzi dettati dai macellai o dai commercianti di bestiame e ha respinto l’effetto asilo nido, secondo cui i vitelli sono allontanati dalle vacche e cresciuti a base di antibiotici”.

“Sergio Capaldo e la sua Granda nutrono gli animali con gli alimenti della terra. Impongono la linea vacca- vitello, i piccoli nati, allattati dalla madre, crescono in stalla. Su tutta la carne lavorata sono ridotti al minimo gli scarti e gli sprechi ed è indicato l’intero ciclo produttivo. La Granda coltiva la terra per produrre la carne creando così una catena alimentare virtuosa, simbiotica, in cui ciascuno fa del bene all’altro: la terra, l’animale e l’uomo. La cucina de La Granda non è autoreferenziale ma, un percorso di crescita collettiva al servizio della filiera alimentare che ha il compito di far risaltare la materia prima”.

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