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Iren, ok dal consiglio a nuovo statuto e voto maggiorato

Disco verde dal consiglio comunale di Piacenza (18 voti favorevoli, 10 contrari, un astenuto) alla modifica dello statuto con l'introduzione del voto maggioritario e la contestuale possibilità di abbassare la quota pubblica sotto il 51%

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Disco verde dal consiglio comunale di Piacenza (18 voti favorevoli, 10 contrari, un astenuto) alla modifica dello statuto di Iren con l’introduzione del voto maggioritario e la contestuale possibilità di abbassare la quota pubblica sotto il 51 %.

Il Comune di Piacenza ne possiede l’1,55 % e sui cambiamenti dovranno esprimersi tutti i consigli comunali.

Un’operazione che – secondo i promotori – consentirebbe di liberare risorse con la vendita delle azioni non più vincolate nel patto di sindacato e, al tempo stesso, di mantenere in mano pubblica il controllo della società.

Al momento il Comune di Piacenza detiene un valore per 19 milioni e 750 mila euro di azioni Iren. Con il meccanismo del voto maggiorato, in via ipotetica, potrebbe venderne 3 milioni e 700 mila in una prima tranche già dai prossimi mesi, e una seconda pari a un milione e 750 mila di azioni a partire da gennaio 2017.

Con il valore di un euro e 58 a azione, il guadagno prospettato sarebbe di 5 milioni e 850 mila con la prima tranche, e di 2 milioni e 800 mila con la seconda.

Con le modifiche allo statuto e al patto di sindacato di Iren, il mantenimento del controllo della società avverrebbe attraverso il meccanismo del voto maggioritario (o maggiorato), che scinde di fatto dalla maggioranza del capitale sociale il potere gestionale dei soci-fondatori, consentendo loro di mantenere il controllo societario, anche senza averne la titolarità della maggioranza del capitale sociale ordinario.

La modifica dello statuto permette ai soci di lungo corso (con azioni detenute da oltre 24 mesi, quindi per forza soci pubblici) di avere un voto doppio, quando si tratta di deliberare gli organi di governo di Iren. E’ inoltre prevista la possibilità di far aumentare il capitale sociale del 3% (demandato al cda) per favorire nuove acquisizioni.

Altro elemento di novità riguarda il collegio sindacale: è previsto che siano presenti a turno i rappresentanti dei tre territori emiliani in Iren.

“Come giudizio conclusivo – spiega il vicesindaco Timpano, sottolineando come l’obiettivo sia quello di mantenere il controllo pubblico di Iren – da un lato si salvaguarda il principio che il controllo resti in mano pubblica, ed e così con il voto maggiorato, e dall’altro il nuovo patto permette di riconoscere al Comune di Piacenza non solo il suo peso azionario, che è limitato rispetto ad altri territori, ma il suo peso effettivo all’interno della società: ospitiamo uno stabilimento importante e sono stati fatti investimenti importanti”.

LA DISCUSSIONE – “Vendere azioni, incassare i soldi e avere la pretesa di decidere è una cosa che non ci sta – ha detto Mirta Quagliaroli (5 Stelle) -. Noi vogliamo che i servizi pubblici siano gestiti da società completamente pubbliche, come deciso dai cittadini attraverso il referendum”.

Critica anche Erika Opizzi (FdI): “Il sistema di voto maggiorato è stato inserito per aiutare le grandi società ad essere controllate in maniera più solida; ho qualche perplessità quando viene adottato da una società a partecipazione pubblica. Se l’intento dei soci pubblici è quello di introdurre tale voto per vendere le proprie azioni, mi chiedo a questo punto chi potrà acquistarle sapendo che non avrà il controllo della società. Credo sia un vano tentativo di avere la botte piena e la moglie ubriaca”.

“Se è vero che si può scendere al 40%, questa sarebbe una mossa non opportuna – ha aggiunto Massimo Poliedri (Lega) – in quanto si darebbe manifestazione pubblica di scarso interesse esponendosi ad un basso prezzo. Il Comune deve dire alla città se ha intenzione di vendere e perché”.

Per Carlo Pallavicini (Sinistra per Pc) “attraverso un atto di natura tecnica si realizza un obiettivo politico snaturando la gestione pubblica del servizio”. “Non mi sembra serio stare qua e parlare di controllo pubblico o controllo privato, i giochi sono già fatti. Parliamo di servizi pubblici che devono essere garantiti, ma non è così”. 

Duro anche Tommaso Foti (Fratelli d’Italia): “Portate in aula un provvedimento già da tempo su tutti i giornali: ormai il consiglio è diventato un “votificio” in cui si ratificano accordi presi fuori dalle istituzioni. Il comune di Piacenza non conterà più niente in Iren, società sulla quale nessuno si preoccupa dell’indebitamento. Ma abbiamo bisogno di avere il voto pesante all’interno di una società in cui non contiamo nulla?”.

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