In Italia il 15 per cento degli studenti minorenni abbandona il proprio percorso scolastico senza ottenere una qualifica professionale. Una percentuale, questa, che calzante anche per Piacenza
In Italia il 15 per cento degli studenti minorenni abbandona il proprio percorso scolastico senza ottenere una qualifica professionale.
Una percentuale, questa, calzante anche per Piacenza. Per arginare il fenomeno, nella nostra città si è definito un patto tra istituzioni locali, in questo caso il Comune, le istituzioni scolastiche, intese come scuole medie del territorio, e le istituzioni universitarie, ossia la facoltà di Scienze della Formazione della Cattolica: in campo di diverse azioni, così come sono variegate le sfaccettature dell’abbandono scolastico.
Tra queste, l’apertura di un tavolo tecnico cui partecipa anche la Questura, per far emergere quel “sommerso” di ragazzini che spariscono dai radar delle scuole medie.
Si tratta di studenti, per lo più italiani, che smettono di venire a lezione, perché i genitori hanno scelto per loro l’educazione parentale, e invece semplicemente hanno smesso di studiare. Casi che, anche a Piacenza, rischiano di non essere solo sporadici.
L’abbandono scolastico ha tante forme, e proprio sui banchi di scuola sono tante le difficoltà che gli insegnanti stessi si trovano ad affrontare.
Per dare loro un supporto ulteriore, il 5 aprile partirà un corso di formazione (in allegato il programma) con laboratori tematici presentato dall’assessore Giulia Piroli, insieme al professor PierPaolo Triani della Cattolica, delle dirigenti scolastiche Elisabetta Ghiretti (Calvino – Genocchi), Manuela Bruschini (Centro educazione adulti), Carmen Canevari, funzionaria Comune di Piacenza e Benedetta Benzi di Tutor.
Durante il corso saranno presentati gli esiti del progetto sperimentale Net15, che ha interessato lo scorso anno 10 studenti di 15 anni ancora iscritti alle scuole medie.


PROGRAMMA CORSO FORMAZIONE