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L’America disfunzionale di Shepard a TeatroDue, applausi per “Fool for love” foto

Un uomo torna dall’amante dopo anni di lontananza, ma il loro tentativo di riunirsi rivela un tragico vissuto e un legame morboso quanto illecito; è il soggetto di "Foll for love", "Pazzo d'amore" nella traduzione di Stefania Casini e Francesca Marciano, opera prodotta e portata in scena dalla Fondazione TeatroDue di Parma.

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Un uomo torna dall’amante dopo anni di lontananza, ma il loro tentativo di riunirsi rivela un tragico vissuto e un legame morboso quanto illecito; è il soggetto di “Foll for love” dello statunitense Sam Shepard, “Pazzo d’amore” nella traduzione italiana di Stefania Casini e Francesca Marciano, opera prodotta e portata in scena (dal 6 al 10 aprile 2016) dalla Fondazione TeatroDue di Parma.

Il dramma si apre con la musica di un vecchio carillon, nello squallido monolocale di una qualsiasi periferia: una sala con pochi elettrodomestici dove Eddie e May si affrontano, litigano, si accoppiano, e un bagno, ancor più fatiscente, nel quale cercano una tregua solitaria dalle loro ossessioni.

Una porta in alluminio separa l’appartamento dal mondo esterno, esemplificato in un cielo azzurro e immenso, quanto l’orizzonte del sogno americano, e sempre più cupo e incombente man mano che l’inaccettabile verità, il legame di sangue che li vuole fratello e sorella, viene a galla.

Eddie, interpretato da Raffaele Esposito, ha la boria e l’intraprendenza degli uomini passionali, abituati ad agire per non pensare, incapace di stare con May quanto di abbandonarla per sempre. Linda Caridi è May, fragile donna-bambina in cerca di salvezza, ma dominata dalle pulsioni e incapace di sottrarsi all’amore per Eddie.

Come spesso accade nei testi di Shepard, le forze primigenie sovrastano e vincono ogni convenzione, obbligando l’individuo ad una battaglia tra due universi (istinto e ragione) privi di punti d’incontro.

Un eterno presente che inchioda i protagonisti senza soluzione, come lo stanco ripetersi di gelosie e recriminazioni o l’impossibilità di scegliere, una volta per tutte, l’addio alle immorali e disfunzionali dinamiche famigliari per le relazioni approvate dalla società, gentilmente offerte dalle figure dei corteggiatori. 

Solo l’affacciarsi del passato comune, incarnato dal padre-fantasma (Roberto Arbati), e del futuro, nelle vesti dell’inetto e solido Martin (Ivan Zerbinati) o dell’invisibile attesa della contessa, forzano i protagonisti ad affrontare una realtà che mai potrà conciliarsi con il desiderio, consegnandoli alla tragedia.

La platea dello Spazio Grande di TeatroDue al completo e i lunghi applausi al calare del sipario affermano il gradimento del pubblico per l’esibizione diretta da Fulvio Pepe, assistito alla regia da Carlo Orlando.

Un successo a cui hanno senz’altro contribuito le convincenti performance degli attori e il suggestivo allestimento dello spazio scenico, a cura di Mario Fontanini e con le luci di Luca Bronzo. Il prossimo appuntamento a TeatroDue è con “La Fila” di Israel Horovitz, in calendario dal 12 al 14 aprile prossimo.
 
Sam Shepard è considerato uno dei drammaturghi più famosi d’America. Ha scritto quasi 50 opere teatrali tradotte e messe in scena in tutto il mondo. Nel corso della sua carriera ha accumulato numerosi riconoscimenti e premi fra i quali la Palma d’Oro a Cannes e il Premio Pulitzer.

Fool for love, composto nel 1983, è stato il primo testo che ha diretto in teatro, un successo che gli è valso il suo 11° premio OBIE (Off-Broadway Theater Awards, prestigioso riconoscimento teatrale newyorkese), ma il suo primo OBIE per la regia. 

Shepard ha scritto Fool for love poco dopo la rottura con la moglie O-Lan Jones, abbandonata per intraprendere una relazione con l’attrice Jessica Lange. In una lettera al suo amico e collaboratore, Joe Chaikin, Shepard ha descritto l’opera come “il risultato di tutte le sensazioni tumultuose che ho attraversato nell’ultimo anno…un testo molto emozionante e, per certi versi imbarazzante per me, ma allo stesso tempo, in qualche modo, necessario. Innamorarsi è un’esperienza sconcertante. Da un lato non vi rinunceresti per niente al mondo. Dall’altro è l’inferno assoluto”.

Nel 1985 dalla sua pièce è stato tratto un film con Kim Basinger e lo stesso Shepard nel ruolo di Eddie, per la regia di Robert Altman.
 

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