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Matrimoni civili anche in ville private, ok dal consiglio comunale

Parere favorevole dal consiglio comunale (15 voti favorevoli 6 contrari 5 astenuti) al regolamento stilato dal Comune per selezionare le candidature di privati che vogliano mettere a disposizione propri spazi per la celebrazione del rito

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Matrimoni civili anche nelle ville private a Piacenza. Parere favorevole dal consiglio comunale (15 voti favorevoli 6 contrari 5 astenuti) al regolamento stilato dal Comune per selezionare le candidature di privati che vogliano mettere a disposizione propri spazi per la celebrazione del rito.

Attualmente sono due le “location” offerte dal Comune: il prestigioso “Salone Pierluigi” di Palazzo Farnese insieme ad una stanza all’interno della sede di viale Beverora: a queste potranno ora aggiungersi anche ville o dimore private.

“Una richiesta – ha spiegato l’assessore Giorgia Buscarini – arrivata sia dagli aspiranti sposi, che dagli stessi proprietari”. Non verrà applicata alcuna tariffa nel caso almeno uno dei componenti della coppia sia residente a Piacenza.

Critiche sono arrivate in particolare da Tommaso Foti (Fdi), che ha parlato di un regolamento che andrebbe a favorire “proprietà private affini alla maggioranza”; Paolo Garetti (Sveglia) e Marco Colosimo (Pc Viva), che ha presentato un emendamento, respinto, per individuare e utilizzare anche altri spazi comunali per i riti civili rispetto a quelli attualmente disponibili, hanno invece evidenziato un possibile problema organizzativo e gestionale del personale dell’anagrafe.

“Non si vuole favorire nessuno – ha risposto Buscarini – nel bando sono indicati criteri precisi che devono essere rispettati. In tante altre città i matrimoni civili vengono celebrati con queste modalità, vogliamo dare ai cittadini di Piacenza un’altra possibilità, che oltretutto può portare persone nella nostra città”.

Parere contrario anche da Maria Lucia Girometta (Forza Italia) e Giovanni Botti (Pdl): “Penso che la sede più indicata per celebrare i matrimoni ci sia già – ha detto Girometta – favorire i privati non è nè saggio nè utile”.   

“Non vogliamo – ha aggiunto Botti – che il Comune abbia un settore di wedding palanning, il “matrimonificio” alla Las Vegas lo lasciamo agli americani; se si deve utilizzare il matrimonio per portare gente a Piacenza siamo veramente alla frutta”.

Bilancio Expo, l’opposizione: “Convocare un consiglio ad hoc” – La minoranza di palazzo Mercanti chiede che venga convocata una seduta di consiglio comunale dedicata al “bilancio della partecipazione del Comune di Piacenza a MilanoExpo 2015”.

Piacenza traccia il bilancio di Expo. Dosi: “Impegno prosegue”

“Una richiesta – spiegano – motivata dalle contrastanti notizie comparse negli ultimi tempi sugli organi di informazione, soprattutto per quanto riguarda i risultati ottenuti dal punto di vista sociale, commerciale, turistico ed economico in senso lato”.

Il report che è consultabile sul sito del Comune di Piacenza, dicono i consiglieri, “non farebbe emergere con chiarezza i risultati ottenuti dalla partecipazione all’evento internazionale”. Il documento è stato firmato da tutta l’opposizione.

IL CONSIGLIO COMUNALE – Le polemiche sul ritardo nella convocazione del consiglio comunale di Piacenza tengono banco durante le comunicazioni iniziali della seduta di lunedì. Una situazione di stallo che Marco Tassi (PdL) è imputabile alla vicenda del bando sull’illuminazione pubblica.

“Ci siamo lasciati un mese fa su una pratica – è intervenuto Tommaso Foti (FdI – An) ritenuta urgente, e poi non ci siamo più sentiti. Il dibattito politico e poi proseguito sul giornale, dove si trovano risposte alle istanze sollevate dall’intera amministrazione, come l’impiego dei soldati, invece di discuterne nella sede preposta: il consiglio comunale dove siedono i rappresentanti eletti dei cittadini”.

Foti ha poi lanciato bordate sull’inefficienza del servizio wifi comunale, un paradosso, dice il consigliere, per chi vuole definire Piacenza come città Smart: “Per vedere la vostra velocità di azione, non vorrei che prima di chiudere la pratica Borgofaxhall, chiudesse Borgofaxhall”.

Il consigliere ha concluso auspicando un incontro con il sottosegretario alla giustizia Federica Chiodaroli, sulla falsariga di quello tenuto a Parma, per sottoporre la situazione del tribunale locale.

Barbara Tarquini (M5s) ha sottoposto al consiglio il problema delle finte raccolte fondi benefiche a favore del recupero di tossicodipendenti davanti all’ospedale di Piacenza, mentre la collega Mirta Quagliaroli  ha sollevato la questione del bando per i servizi informatici del Comune: “Ha partecipato una sola ditta, accettata con i requisiti minimi. Come mai nessuno ha preso parte a questo bando? Forse perché la base d’asta era così bassa? Sono stati sollevati molti dubbi sui bandi del Comune di Piacenza, forse qualcosa che non funziona c’è”.

Carlo Pallavicini (Sinistra per Pc) ha parlato di “mutazione genetica operata dal Pd nel rapporto tra politica e istituzioni”, citando le recenti dimissioni del ministro Guidi legati al “petroliogate” che tocca anche il ministro Boschi.

Marco Colosimo (Pc Viva) e Paolo Garetti (Sveglia) lamentano ancora lo stato di stallo in cui si trova l’amministrazione. “Entro la fine del mandato – ha detto Colosimo – vorrei che davvero che tagliaste qualche nastro”. “Un’opera da lasciare – interviene Garetti – non dico alle nuove generazioni, ma che abbia ancora importanza da qui a 5 anni”.

Giovanni Botti (PdL) ha chiesto quali siano gli sviluppi della commissione congiunta sulla disabilità, mentre Giovanni Castagnetti (Pc con Dosi) si è complimentato per l’apertura del l’ambulatorio Dimaggio in via Pozzo, denunciando ancora l’eccessivo traffico in piazza Cavalli, “dove le macchine non dovrebbero transitare”. 

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