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Mercati arabi aperti alle imprese piacentine, il convegno di Confapi

Si è svolto nella sede di Confapi Industria Piacenza il convegno su “Internazionalizzazione delle imprese emiliane. Opportunità e prospettive nei mercati arabi” che ha visto intervenire il vicepresidente della Camera di Commercio Italo Araba Raimondo Schiavone.

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CONFAPI INDUSTRIA PIACENZA: MERCATI ARABI APERTI ALLE IMPRESE PIACENTINE – La nota stampa

Si è svolto nella sede di Confapi Industria Piacenza il convegno su “Internazionalizzazione delle imprese emiliane. Opportunità e prospettive nei mercati arabi” che ha visto intervenire il vicepresidente della Camera di Commercio Italo Araba Raimondo Schiavone.
 
L’internazionalizzazione delle imprese emiliane passa anche dai mercati arabi. A chiarirlo è stato Raimondo Schiavone, vice presidente e consigliere delegato della Camera di Commercio Italo Araba che è intervenuto nella sede di Confapi Industria Piacenza in un incontro, coordinato dal direttore di Confapindustria Andrea Paparo, a cui ha partecipato anche Annamaria Aisha Tiozzo, presidente Whad centro di certificazione Halal Italiano.

“Internazionalizzazione delle imprese emiliane. Opportunità e prospettive nei mercati arabi” è stato il titolo dell’evento che ha messo sotto i riflettori “un mercato dotato di una capacità rappresentata da circa 360 milioni di abitanti e di enormi potenzialità, relativamente vicino e con paesi molto interessanti come l’Arabia Saudita, gli Emirati Arabi, l’Algeria, il Marocco e la Tunisia”.

“Noi fra l’altro abbiamo una tradizione di contatti con queste realtà” ha spiegato Schiavone, “una tradizione che ammonta a trenta miliardi di merci esportate da parte dell’Italia. Per quanto riguarda i Paesi, risultano particolarmente interessanti per il mercato emiliano gli Emirati arabi, l’Arabia, ma anche l’Algeria che è un paese in crescita. Non vanno dimenticati neppure la Tunisia e il Marocco che sono partner stabili dell’Italia. Con Libia e Siria si è sospeso ogni rapporto, mentre in Iraq c’è stato un incremento commerciale nel periodo immediatamente post-Saddam a cui poi è seguita una caduta”.

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