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Osservatorio Cgil: “Effetto Jobs Act solo per i 50enni, più giovani disoccupati”

I dati del “Settimo Osservatorio sull'economia e sul lavoro in provincia di Piacenza” sono elaborati dall'Istituto di ricerche economiche e sociali – IRES Emilia-Romagna a cura di Marco Marrone

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Occupazione in calo a Piacenza per i giovani nella fascia d’età tra i 25 e 34 anni, 600 posti di lavoro in meno rispetto al 2014 ed “effetto Jobs Act” per i lavoratori tra i 50 e 59 anni, è quanto emerge dai dati dell’osservatorio sull’economia e il lavoro provinciali, giunto alla settima edizione e presentato questa mattina, mercoledì 20 aprile, alla Camera del Lavoro. 

Lo studio, redatto da Ires Emilia Romagna per conto del sindacato e a cura di Marco marrone evidenzia, secondo quanto sottolineato dal segretario provinciale Gianluca Zilocchi, come le normative in materia di lavoro introdotte dal governo Renzi non abbiano prodotto un impatto positivo sul territorio locale. Il numero complessivo dei disoccupati è comunque sceso, dall’8,4% del 2014 al 7,5% del 2015, anche se il report chiarisce che il calo non è conseguente all’aumento dei posti di lavoro (che sono diminuti), ma ad una crescita degli “scoraggiati”, ovvero di coloro che un’occupazione non la cercano più. 

Cresce in particolar modo la disoccupazione giovanile, che segna un +3% rispetto al 2014. L’insoddisfazione dei ragazzi emerge anche dai numeri sui flussi migratori, maggiori in uscita piuttosto che in entrata, con un conseguente invecchiamento della popolazione piacentina. I posti di lavoro, complessivamente119mila638, sono 600 in meno dell’anno precedente, con un calo generale anche degli ammortizzatori sociali.

Per quanto riguarda gli avviamenti nel 2015 si registra un +5,2% (aumento in linea con quello del 2014), mentre l’efficacia del jobs act pare avere un impatto più determinante sulle tipologie contrattuali, come l’exploit del tempo indeterminato, cresciuto del 72%. “Si tratta principalmente di trasformazioni, ovvero di contratti già in essere ( a tempo determinato o a progetto) divenuti a tempo indeterminato, come chiarisce anche l’età dei lavoratori che hanno maggiormente goduto dell’incremento, compresa tra 50 e i 59 anni” spiegano i relatori, che aggiungono “per quanto concerne l’andamento economico nel 2015 si parla di condizione “ad elle”, ovvero di una stabilizzazione che per Piacenza al momento non si traduce in cescita”.

VIDEO INTERVISTA DI ZILOCCHI (CGIL)

 

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