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Partito da Monfalcone il tour di Galvani (Anmil) per la sicurezza sul lavoro foto

E' cominciato da Monfalcone, oggi 28 aprile, il "Tour per la sicurezza sul lavoro" della Fondazione Anmil che ha protagonista il suo presidente, il piacentino Bruno Galvani.

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E’ cominciato da Monfalcone, oggi 28 aprile, il “Tour per la sicurezza sul lavoro” della Fondazione Anmil che ha protagonista il suo presidente, il piacentino Bruno Galvani.

Un viaggio che toccherà tutta la penisola per promuovere la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali nei luoghi di lavoro, realizzata dalla Fondazione Anmil ‘Sosteniamoli subito’ – avvalendosi del supporto dell’Anmil e con il patrocinio del Senato della Repubblica e dell’Anci (Associazione nazionale Comuni italiani).

Bruno Galvani ha iniziato dal Friuli Venezia Giulia, dall’Istituto professionale Pertini di Monfalcone, dove ha incontrato gli studenti, un lungo percorso attraverso tutta l’Italia, per circa 4.200 km di cui 2.200 km su sedia a rotelle.

Non è casuale la scelta di Monfalcone, città colpita da una delle più gravi esposizioni all’amianto in ambiente lavorativo a livello europeo. Il tour toccherà, quindi, i principali luoghi-simbolo italiani che per numero di infortuni mortali o di malattie professionali e di devastazione ambientale sono stati teatro delle grandi tragedie italiane per il lavoro: Livorno, Genova, Torino, Porto Marghera (e altri petrolchimici disseminati sul territorio nazionale), Broni, Campello sul Clitunno, Barletta, Taranto.

TAPPA A PIACENZA L’8 MAGGIO – La tappa piacentina è fissata per l’8 maggio nell’area occupata dall’azienda ex Acna: da una indagine pare che addirittura una buona parte degli operai dell’Acna (Azienda Coloranti Nazionali e Affini) si ammalarono e svilupparono nel corso degli anni tumori alla vescica. Molti purtroppo sono morti.

LE ALTRE TAPPE EMILIANE
 
Mercoledì 4 maggio Ravenna: l’amianto-killer ha colpito duro, nel corso degli anni, al Petrolchimico di Ravenna.  Dal 1987 ad oggi, si contano 33 vittime e quaranta operai gravemente ammalati. Nel 2014 è iniziato il maxi processo che vede protagonisti un’ottantina tra lavoratori del petrolchimico deceduti, ammalati e loro familiari.

Altre due grandi tragedie lavorative hanno colpito la città: il 13 marzo 1987 tredici lavoratori hanno perso la vita per asfissia nella stiva della nave Elisabetta Montanari durante le operazioni di manutenzione straordinaria, mentre il 25 novembre 1990 altri tredici lavoratori perirono in un incidente in elicottero mentre si dirigevano alla piattaforma Porto Corsini Est, al largo della costa romagnola.

Venerdì 6 maggio – Bologna: dal 1989 ad oggi sono 749 i casi di malattie correlate all’amianto censite dall’AUSL di Bologna sul proprio territorio di competenza, di cui quasi il 40% per mesotelioma pleurico, il 25% per carcinoma polmonare ed il 35% per asbestosi e placche pleuriche. I lavoratori in questione provenivano per la maggior parte dagli stabilimenti delle Ferrovie dello Stato ed in particolare dall’Ogr, nonché le officine Casaralta. Nonostante l’assidua attività di rimozione, sia di amianto compatto che di friabile, il fenomeno della morte per mesotelioma continua ad insorgere, senza possibilità di prevedere quando tale tragico fenomeno cesserà.
 
Sabato 7 maggio – Rubiera (Reggio Emilia): in questa cittadina in provincia di Reggio Emilia viene aperta, nel 1961, una filiale della multinazionale Eternit, Icar, i cui lavoratori maneggiavano amianto senza la minima protezione, senza la consapevolezza del rischio che stavano correndo. Pur essendo chiuso dal 1994, lo stabilimento di Rubiera continua a fare paura e non è semplice stimare quante siano state le vittime effettive: gli effetti dell’esposizione al minerale hanno provocato, secondo le stime della procura, gravissime tipologie, quasi tutte con esito mortale, ad una sessantina di lavoratori e residenti, mentre la punta massima delle vittime sarà raggiunta tra il 2018 ed il 2020, quanto le conseguenze dell’esposizione da amianto esploderanno in tutta la loro tragicità.
 
Domenica 8 maggio – Fidenza (Parma): l’industria saccarifera italiana nasce nel 1811, quando a Fidenza, in provincia di Parma, sorge il primo zuccherificio, settore che ha avuto una rapida espansione all’inizio del XX secolo. È soprattutto tra gli anni Cinquanta ed Ottanta, come in altri settori come edilizia e ferrovie, che negli zuccherifici è stato fatto largo uso di amianto, nonostante i suoi effetti nocivi sulla salute fossero conosciuti fin dall’inizio del ‘900: l’utilizzo di tale materiale era motivato dalle molteplici proprietà di questa fibra, dotata di eccezionale resistenza, incombustibilità, coibenza, durata e basso costo. In particolare, negli zuccherifici l’amianto è stato impiegato per la coibentazione delle tubazioni, caldaie, serbatoi di liquidi e di aria.
 
Il Tour ha raccolto il sostegno di molti personaggi del mondo della cultura, dello spettacolo e dello sport, quali ‘Ambasciatori del Tour’, che hanno voluto esprimere la loro vicinanza attraverso l’invio di un videomessaggio.Tra questi: Tito Boeri, Laura Curino, Metis Di Meo, Enio Drovandi, Beppe Fiorello, Alberto Fortis, Emanuela Grimalda, Gad Lerner, Tiziana Luxardo, Marco Martinelli, Patrizia Mirigliani, Andrea Mirò, Lpr Volley Piacenza, Mariella Nava, Ottavia Piccolo, Romano Prodi, Federico Russo, Franco Scepi, gli Stadio, Fabio Treves, Dario Vergassola, Marco Zangardi.

Fino alla partenza del Tour verranno raccolte le adesioni dei Comuni toccati durante il percorso, che saranno invitati a organizzare eventi per coinvolgere la cittadinanza e proseguirà la ricerca di nuovi ‘ambasciatori’, ma anche di gente comune e giovani identificati come ‘seguaci del Tour’.

Spazio, dunque, alla massima creatività per dare, da soli o in gruppo, il proprio personale contributo con un pensiero espresso in un videomessaggio che sarà pubblicato sul sito ufficiale del Tour www.tourfondazioneanmil.it. La gravità del fenomeno infortunistico risulta drammaticamente evidente dai dati Inail, come riporta l’Anmil: nel 2015, sono stati denunciati in Italia 632.665 infortuni, tra cui 1172 mortali, mentre 58.998 sono state le denunce di malattie professionali.

Un appello importante, dunque, a imprenditori, aziende, lavoratori e quanti vorranno sottolineare l’importanza della sicurezza sul lavoro per una campagna fatta dai diretti interessati.Il Tour avrà al suo seguito una produzione cinematografica per realizzarne un film al termine del viaggio e toccherà, in 51 giorni, oltre 40 città in cui si sono verificati gravi infortuni sul lavoro con morti anche per malattie professionali.
 

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