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Proposta di legge legittima difesa, Idv “Boom di firme a Piacenza, siamo soddisfatti”

Comunicato stampa dell'Idv nazionale in merito ai risultati della raccolta firme promossa a sostegno della proposta di legge popolare sulla legittima difesa. 

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Comunicato stampa dell’Idv nazionale in merito ai risultati della raccolta firme promossa a sostegno della proposta di legge popolare sulla legittima difesa. Ricordiamo che è possibile firmare la proposta nel proprio comune di residenza. 

“L’Italia dei Valori nel piacentino ha raccolto migliaia di firme in una settimana in sostegno alla proposta di legge popolare presentata in Cassazione dal partito e che vuole rinforzare la legittima difesa e tutelare l’inviolabilità del domicilio. Diciamo no al far west metropolitano, ma all’interno delle proprie abitazioni, o dei propri negozi, i cittadini devono potersi difendere più liberamente ed evitare di essere accusati di un eccesso di difesa”. E’ quanto dichiara Ignazio Messina, segretario nazionale dell’Italia dei Valori, che ringrazia anche gli altri partiti per la riconoscendo la sicurezza, interesse di tutti e non di un solo colore politico. “Abbiamo deciso di presentare questa proposta perché la norma vigente, di fatto, protegge quasi più i delinquenti che i cittadini che vengono aggrediti, ed infatti nella nostra proposta di legge chiediamo la rimozione della fattispecie normativa che permette all’aggressore di trasformarsi in vittima. Al ladro che s’introduce in casa nostra, infatti, è attualmente consentito chiedere in certi casi il risarcimento del danno. Noi di Idv diciamo no a questa intollerabile beffa”.

La proposta 

Noi di Italia dei Valori riteniamo che l’inviolabilità delle nostre case sia un principio irrinunciabile e da difendere con fermezza. Diciamo no alla giustizia “fai da te”, ma i cittadini onesti devono essere più tutelati e devono godere di una fattispecie della legittima difesa che sia più ampia rispetto a quanto previsto oggi dalla legge vigente. L’obiettivo deve essere quello di poter difendere i propri beni una volta subita una violazione del proprio domicilio, del proprio negozio, della propria abitazione. Negli ultimi mesi sono stati sempre più frequenti, gravi fatti di cronaca che hanno evidenziato l’esistenza di bande di spietati criminali che si introducono nelle abitazioni o nei luoghi dove viene esercitata un’attività commerciale, professionale o imprenditoriale, mettendo costantemente a repentaglio l’incolumità dei malcapitati.

Noi di Italia dei Valori abbiamo così deciso di depositare in Cassazione una proposta di legge popolare per punire più severamente la violazione del domicilio attraverso il raddoppio delle pene (ora fissate ad un minimo di sei mesi ad un massimo di tre anni, noi vogliamo portarle ad un minimo di un anno e ad un massimo di sei) e potenziando le possibilità di legittima difesa, invero ad oggi alquanto limitate. Chi vìola la nostra casa deve essere punito severamente, e ai cittadini onesti va data la possibilità di tutelarsi. Diciamo no ai pistoleri per le strade, naturalmente, ma su questo tema riteniamo occorra assicurare più protezione a chi reagisce per difendersi. Il nostro ambiente casalingo professionale, quello in cui si svolge la sfera più privata della nostra vita, dove ci sono i nostri beni e i nostri cari, deve godere di una salvaguardia di livello superiore. La raccolta di firme per questo ddl sta iniziando proprio in questi giorni.

Di fronte ad una criminalità sempre più aggressiva occorre dunque, a nostro parere, aggiornare le norme esistenti collegandole alle nuove domande di sicurezza dei territori, in particolare quelli più esposti agli assalti di una criminalità sempre più violenta e sfrontata. Serve certamente più vigilanza delle forze dell’ordine, ma a loro vanno forniti più mezzi e più personale. Se la nostra proposta sarà approvata, e noi lavoreremo duramente in Parlamento affinchè ciò possa avvenire in tempi brevi, la violazione del domicilio verrà punita molto più duramente, escludendo poi qualsiasi responsabilità per danni subiti da chi volontariamente si è introdotto nelle sfere di privata dimora. Vogliamo dunque evitare ogni ipotesi di trasformazione dell’aggressore in vittima.

Ad oggi, infatti, è possibile per legge richiedere, da parte dello stesso aggressore e in determinate circostanze, il risarcimento dei danni: ne è un caso emblematico (e, purtroppo, non unico) la vicenda del rigattiere veneto Ermes Mattielli, morto da alcuni mesi ma nel 2006 al centro della vicenda che lo vide sparare a due ladri penetrati nel suo deposito (uno dei due delinquenti, che all’epoca fu ferito, proprio di recente è stato ri-arrestato per un altro furto). Mattielli, per questo, fu condannato ad un maxi risarcimento (che ora, peraltro, dovrà accollarsi lo Stato alla luce della rinuncia dell’unico erede). Questo ampliamento legislativo della tutela vuole da un lato evitare il rischio di alimentare la cultura dello “sceriffo fai da te”, cavalcata da forze politiche estremiste nei toni ma improduttive nelle soluzioni, ma dall’altro realizzare un deterrente molto più forte verso quella categoria di criminali dediti a furti e rapine nelle nostre abitazioni, che non dovranno mai più beneficiare di alcuna scappatoia giuridica che sarebbe ingiusta e beffarda. 

LA PROPOSTA DI LEGGE DI ITALIA DEI VALORI DEPOSITATA IN CASSAZIONE IL 17 FEBBRAIO 2016

Proposta di legge di iniziativa popolare contenente “Disposizioni per la tutela dell’inviolabilità del domicilio e in materia di difesa legittima”. Relazione. Recenti fatti di cronaca hanno messo in evidenza l’esistenza di criminali sempre più spietati e spericolati che si introducono nelle altrui abitazioni o altri luoghi di privata dimora, compresi quelli ove viene esercitata un’attività commerciale, professionale o imprenditoriale. Questa criminalità, per lo più volta a commettere delitti di rapina o di furto, pone costantemente a repentaglio l’altrui e la propria incolumità, talora determinando legittime reazioni a difesa delle persone e dei beni.

Siffatta criminalità, sempre più pericolosa e in continua crescita, da luogo ormai ad una situazione che genera fortissimo allarme sociale e fa lievitare la richiesta di rassicurazione. Mentre si auspica vivamente il rafforzamento delle misure collettive e individuali di protezione, anche attraverso il potenziamento delle forze di polizia e dell’’intelligence” trattandosi per lo più di bande e associazioni criminali, è ormai ineludibile ed urgente intervenire legislativamente nel senso di punire più severamente la violazione del domicilio col raddoppio delle pene (articolo 1, lettere a e c), escludendosi altresì qualsiasi responsabilità per danni subiti da chi volontariamente si è introdotto nelle sfere di privata dimora, e di accrescere la possibilità di difesa
legittima senza incorrere nell’eccesso colposo (articolo 1, lettera d), mentre il delitto sarà sempre punibile d’ufficio quando funzionale al compimento di altri delitti perseguibili d’ufficio, come la rapina o il furto. 

Siffatto ampliamento legislativo della tutela, volto anche ad evitare il rischio di alimentare la cultura dello “sceriffo fai da te” cavalcata da forze politiche estremiste nei toni, ma improduttive nelle soluzioni, vuole invece costituire un più forte deterrente verso la categoria di criminali dediti a furti e rapine nei luoghi di privata dimora, i quali così sapranno di non poter più beneficiare di scappatoie giuridiche e di non poter più volgere a proprio profitto norme dettate a tutela di persone per bene, quale la risarcibilità del danno. Chi si introdurrà nei privati domicili saprà, dunque, di pagare più severamente e di non potersi trasformare da aggressore in vittima chiedendo il risarcimento di danni: “imputet sibi” ogni possibile conseguenza del
proprio iniziale agire criminale (articolo 1). Per le stesse ragioni chi difende l’incolumità o i beni propri o altrui all’interno del proprio domicilio non potrà rispondere della propria condotta, neppure a titolo di eccesso colposo in legittima difesa (articolo 2).

PROPOSTA DI LEGGE

Articolo 1.
(Modifiche all’articolo 614 del codice penale)
1. All’articolo 614 del codice penale sono apportate le seguenti modifiche:
a) Al primo comma le parole “da sei mesi a tre anni” sono sostituite dalle seguenti ”da uno a sei anni”;
b) Al terzo comma sono aggiunte le seguenti parole:”Ma si procede d’ufficio se il fatto è stato commesso per eseguire un delitto perseguibile d’ufficio”:
c) Al quarto comma le parole “da uno a cinque anni” sono sostituite dalle seguenti “da due a sette anni”;
d) Dopo il quarto comma è inserito il seguente: “Colui che ha posto in essere una condotta prevista dai commi precedenti non può chiedere il risarcimento di qualsivoglia danno subìto in occasione della sua introduzione nei luoghi di cui al primo comma”

Articolo 2
(Modifiche all’articolo 55 del codice penale)
1. All’articolo 55 del codice penale, infine, è aggiunto il seguente paragrafo: “Non sussiste eccesso colposo in legittima difesa quando la condotta è diretta alla salvaguardia della propria o altrui incolumità o dei beni propri o altrui nei casi previsti dal secondo edal terzo comma dell’articolo 52”.

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