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Romeni da Piacenza a Milano per protestare al consolato norvegese

Diverse centinaia di persone si sono riunite sotto gli uffici governativi norvegesi del Consolato della Norvegia a Milano. Una pacifica, silenziosa, manifestazione organizzata dalle chiese cristiane romene

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Diverse centinaia di persone si sono riunite sotto gli uffici governativi norvegesi del Consolato della Norvegia a Milano. Una pacifica, silenziosa, manifestazione organizzata dalle chiese cristiane romene.

Tra i partecipanti anche diversi imprenditori, operai, artigiani che vivono e lavorano ormai da anni tra Castelsangiovanni e Piacenza. Non solo il consolato norvegese in Italia è stato luogo di protesta, ma anche Austria, Romania, Belgio, Germania, Australia, Nuova Zelanda, Canada, Svezia, Polonia: sono questi alcuni dei venti Paesi in cui il 16 aprile sì è tenuta la protesta «La Norvegia restituisca i bambini alla famiglia Bodnariu».

Oggetto di queste manifestazioni è la richiesta di cambiamento della policy della Barnevernet, i servizi sociali norvegesi, e la miccia che ha innescato il malcontento della collettività romena in tutto il mondo è stato il caso dei coniugi Bodnariu, ai quali, lo scorso novembre, sono stati tolti i 5 bambini per futili motivi (ancora non chiari), ma certamente con superficialità come è avvenuto altre volte. Nei documenti che l’avvocato difensore ha finalmente ottenuto dai servizi sociali, si legge “a causa dei principi cristiani radicali con i quali i Bodnariu stavano indottrinando i loro figli”.

Non è ancora dato sapere se nella decisione pesi il pregiudizio religioso o la legge che considera reato ogni forma di correzione fisica (quindi siano avvenuti sculacciate in pubblico), ma la condotta della Barnevernet è ormai notoriamente e trasversalmente criticata e in rete proliferano siti e organizzazioni che ne denunciano le discriminazioni e l’atteggiamento poliziesco.

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