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Scontro all’interno della Comunità Islamica: “Clima di intimidazione”

Continua lo scontro all'interno della Comunità Islamica che ha sede in strada Caorsana a Piacenza. Dopo la presa di posizione di un gruppo di ex soci che ha contestato la gestione "poco trasparente" del sodalizio religioso

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Continua lo scontro all’interno della Comunità Islamica che ha sede in strada Caorsana a Piacenza. Dopo la presa di posizione di un gruppo di ex soci che ha contestato la gestione “poco trasparente” del sodalizio religioso, gli stessi hanno inviato una nuova comunicazione con la quale denunciano un clima di intimidazione nei loro confronti. Ecco il testo

Da parte dei ‘’fuoriusciti’’, ‘’dissidenti’’ ,’’soci espulsi ‘’ o meglio dire cittadini italiani che si battono per i loro diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione Italiana.

Ci preme sottolineare che la nostra azione non è rivolta contro la comunità o contro il centro islamico, come qualcuno vuol far credere, ma e contro un gruppo dirigente che pretende di gestire l’Associazione in questione come un bene privato .Gruppo dirigente, forte anche di un sostegno, in buona fede da parte delle istituzioni locali, non permette nessuna forma di opposizione democratica al interno della nostra comunità e chiunque osa a contrastargli o esprime un opinione diverso non solo viene espulso, con accuse costruite ad arte, segnalato alle forze dell’ordine come uno poco di buono, ma viene diffamato denigrato agli occhi dell’intera comunità per bocca del l’Imam. Creando cosi una clima difficile di convivenza .

Cogliamo l’occasione per ringraziare l’Amministrazione Comunale, la Prefettura e le forze dell’Ordine la Società Civile per il loro prezioso aiuto dato durante questi anni alla nostra gente. Siamo fiduciosi che anche dopo questi fatti non smettano di aiutare la nostra comunità nella strada dell’integrazione .

Rivolgiamo un invito caloroso alla Lega Nord e tutte le forze di opposizione di non usare politicamente questa vicenda delicata perché gran parte del merito della nostra azione va al lavoro formidabile che istituzioni locali hanno svolto all‘interno della nostra comunità. Perché è stata la loro presenza sincera che ci ha incoraggiati ad opporsi a questa realtà difficile. Per questo motivo invitiamo anche voi a d’unirsi a questa gente di buona volontà per continuare nella strada della collaborazione perché solo in questo modo possiamo sconfiggere il male, garantire un futuro migliore ai nostri figli e onorare il nostro amato paese Italia.

Infine vogliamo far presente a gli organi competenti che la nostra situazione, dopo la conferenza stampa nel centro è diventato assai pericolosa. Ad alcuni di noi gli è stato comunicato verbalmente in presenza delle forze dell’ordine di non presentarsi più nei locali nemmeno per le preghiere. Il Consiglio Direttivo anche con l’aiuto dell’Imam ci stano dipingendo a gli occhi della povera gente come il cancro assoluto che va estirpato per salvare il corpo. Oltre a questo ieri sera l’Imam ha emesso un FETWA (sentenza giuridico-religiosa emessa da un mufti) per i fedeli che non devono partecipare alla manifestazione contro il consiglio direttivo e non devono dare informazione ai giornalisti.

Per questi motivi siamo stati oggetto di insulti, intimidazioni, minacce e temiamo seriamente per la nostra incolumità e quella dei nostri famigliari. Siamo fiduciosi che gli Organi Competenti prenderanno le misure necessarie per risolvere questa situazione a dir poco incandescente.

 

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