Accoltellamento di Castello, il 21enne ferito resta in prognosi riservata foto

Resta in prognosi riservata il 21enne kosovaro, vittima dell'accoltellamento avvenuto domenica 8 maggio a Castel San Giovanni (Piacenza): il giovane, colpito da un coltello di cucina all'addome e alla mano, è stato sottoposto ad un intervento chirurgico e al momento è ancora ricoverato nel reparto di rianimazione del Guglielmo da Saliceto.

Resta in prognosi riservata il 21enne kosovaro, vittima dell’accoltellamento avvenuto domenica 8 maggio a Castel San Giovanni (Piacenza): il giovane, colpito da un coltello di cucina all’addome e alla mano, è stato sottoposto ad un intervento chirurgico e al momento è ancora ricoverato nel reparto di rianimazione del Guglielmo da Saliceto.

Dell’aggressione è accusato un 23enne albanese, in stato di fermo per tentato omicidio: secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i due conoscenti si trovavano in un appartamento vicino alla zona di via Amendola, insieme ad altre persone.  Lì è esplosa la lite, alla cui origine ci sarebbero futili motivi legati a vicende sentimentali, che poi è proseguita in strada, trasformandosi in violenza. 

Il 23enne, recluso alle Novate come disposto dal sostituto procuratore Antonio Colonna, comparirà nei prossimi giorni davanti al gip per l’interrogatorio di garanzia. 

Intervento di Angelo Boledi, segretario Lega Nord di Castelsangiovanni (Piacenza), in merito al recente fatto di sangue avvenuto nel Comune della Valtidone. 

Il comunicato – Di fronte a questi fatti di sangue, nefasti, la rassegnazione no! Non la vogliamo e non L’accetteremo mai! Castel San Giovanni è stata da sempre una cittadina tranquilla ed operosa abitata da cittadini per bene e con buona dose di senso civico. Ora le nostre contrade si bagnano di sangue.

Ci tocca assistere per la seconda volta in pochi mesi a duelli rusticani all’arma bianca. Questa volta tra due cittadini di origine pare kosovara e albanese, questa volta in mezzo alla gente della nostra comunità, in mezzo alle mamme coi bambini in coda per il gelato, in pieno centro cittadino quasi a mezz’aria tra la cattedrale e la caserma dei carabinieri ed in orario di punta.

Castello ha accolto, suo malgrado negli ultimi anni, persone provenienti dai quattro angoli del mondo, forse troppe, in un tempo insufficiente per una minima integrazione. Ed ora l’approccio all’accoglienza farcito di superficiale buonismo di alcuni, sta dando i suoi primi frutti avvelenati.

Abbiamo dovuto impegnarci con comitati di volontariato per difendere le nostre case, che nei mesi scorsi sono state preda di innumerevoli furti ed arrembaggi. L’amministrazione comunale, grazie anche al nostro Assessore alla sicurezza Valentina Stragliati, ha fatto del suo meglio, installando telecamere, con le scarse risorse lasciate a disposizione dei comuni da un governo a trazione PD che molto promette e quasi nulla mantiene.

Abbiamo con manifestazioni, gazebo, articoli sui giornali, attirato l’attenzione e chiesto disperatamente protezione alle Autorità Statali preposte alla sicurezza, ricevendo in taluni casi un po’ di conforto, qualche pattuglia motorizzata in servizio saltuario, ma niente più. Come il consiglio di dotare le nostre case private di impianti di allarme, inferriate e porte blindate per difendere i nostri “confini” domestici, in presenza di uno stato e di un governo latitanti che non riescono o non vogliono più difendere i propri confini nazionali. 

Sembra che, per talune istituzioni statali, la preoccupazione più importante sia di trovare sistemazione ai sempre più numerosi nuovi arrivati, sedicenti profughi e di fatto, in grande maggioranza clandestini invasori. Da mantenere, nullafacenti a pensione completa serviti e riveriti, con cibi etnici, con wifi e cellulari di ultima generazione, a spese dei cittadini contribuenti, naturalmente. Panacea e fatturato per tante coop ed associazioni caritatevoli che lucrano su questo fenomeno ormai epocale.

Intanto i delinquenti, in ampia maggioranza di provenienza estera, aumentano la loro violenza e la loro brutalità nei propri comportamenti asociali. Brutto segno, indice di una escalation criminale alimentata dalla quasi certezza di farla franca in ogni occasione delinquenziale, sia essa riferita a furti, violenza, spaccio di droga, favoreggiamento della
prostituzione, violenze su donne o truffa ad anziani.

Forse confortati dal fatto che sanno di godere, troppo spesso, della clemenza accomodante di certi magistrati che applicando le leggi volute da governi, che, per svuotare le carceri non lasciano arrestare i delinquenti nemmeno in presenza dei crimini più nefasti.

Le persone ormai ci fermano per strada esprimendo tutto il loro disappunto, la loro preoccupazione ed il loro sdegno.

Ma la rassegnazione no, la rassegnazione non la vogliamo e non l’accetteremo mai! Finche’ c’è e ci sarà la Lega coi suoi consiglieri, coi suoi assessori nei consigli comunali e regionali e, speriamo presto, coi suoi ministri e, perché no, col suo presidente del consiglio Matteo Salvini, saremo impegnati a garantire più sicurezza, più serenità e più libertà a tutti i nostri cittadini. E statene certi, col vostro aiuto, ci riusciremo!

Angelo Boledi,
segretario Lega Nord Sez. Medio PO
Castel San Giovanni

 

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