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Agroalimentare, da Unicredit 40 milioni per il territorio piacentino foto

Progetto UniCredit Mipaaf - Coltivare il futuro: Circa 40milioni di euro per le imprese locali del settore nel triennio 2016-2018 e un programma di interventi formativi e soluzioni tecnologiche innovative

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Al via anche a Piacenza il “Progetto UniCredit Mipaaf. Coltivare il futuro” – La nota stampa

In Emilia Romagna l’agricoltura ha conseguito nel 2015 un valore aggiunto di oltre 3,3 miliardi, in crescita del 3,7% rispetto all’anno precedente, con un aumento anche sul fronte degli occupati dell’1,6% (70mila unità).

In questo ambito, Piacenza  nel 2015 si distingue tra le province con i migliori risultati, con un valore aggiunto conseguito nel 2015 di 348milioni di euro in crescita del 5,7% rispetto al 2014. Per il 2016 è previsto ancora un aumento dell’1,1% (elaborazioni UniCredit su dati Prometeia).

Allargando il discorso all’intera filiera agroalimentare, a livello regionale si registra nel 2015 una crescita dei flussi delle esportazioni pari al 6% (5 miliardi e 800milioni di euro) rispetto al 2014. Trend percentuale superato da Piacenza che, anno su anno, aumenta del 13% il suo giro d’affari per export per un totale di circa 235milioni di euro.

A fronte di queste evidenze e tenuto conto delle prospettive di crescita del settore nel medio-lungo termine (aumento della  domanda mondiale di cibo, dovuto a crescita demografica – popolazione mondiale sopra gli 8 miliardi entro il 2024 – e maggior reddito disponibile a livello globale; elevato potenziale di export da valorizzare, +7 miliardi di euro nei prossimi 3 anni secondo Sace), oggi UniCredit e il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali (Mipaaf) hanno illustrato un programma finalizzato a sostenere gli investimenti e favorire l’accesso al credito delle imprese operanti nel settore agroalimentare italiano.

Per l’Emilia Romagna la Banca si pone l’obiettivo di erogare circa 800milioni in tre anni, di cui circa 40milioni per l’area di Piacenza e provincia. E’ il “Progetto UniCredit Mipaaf. Coltivare il futuro”, che è stato descritto nei suoi contenuti da Maurizio Martina, Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Federico Ghizzoni, Amministratore Delegato di UniCredit, e Gabriele Piccini, Country Chairman Italy dell’Istituto.

L’evento, tenutosi a Milano, è stato seguito in streaming in 40 città italiane – in Emilia Romagna a Piacenza, presso il Consorzio Agrario Terrepadane, Ferrara e Forlì -, coinvolgendo complessivamente oltre 1200 imprenditori in tutto il Paese.

“La crescita registrata nel 2015, anno di Expo, ci dimostra come il Made in Italy agroalimentare sia sempre più protagonista – ha dichiarato il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali,  Maurizio Martina – e in grado di offrire importanti opportunità, anche in termini di occupazione. Ma possiamo e vogliamo crescere ancora, soprattutto per quanto riguarda l’export. Con il progetto realizzato insieme a Unicredit facciamo un passaggio decisivo in questa direzione, migliorando il rapporto tra banche e imprese agroalimentari”.

“C’è un’importante destinazione di risorse pari a 6 miliardi di euro, ma soprattutto torna ad esserci un credito specializzato per l’agricoltura e l’agroalimentare. Grazie a un approccio mirato e in grado di cogliere la specificità delle aziende del settore, facilitiamo non solo l’accesso al credito ma supportiamo le piccole e medie imprese su alcuni fronti chiave come formazione e promozione”.

“L’agroalimentare – ha dichiarato Federico Ghizzoni, Amministratore Delegato di UniCredit – è un settore strategico per il nostro Paese, che deve rappresentare sempre di più la nostra eccellenza all’estero. La crescita del settore nell’ultimo decennio è stata affidata alle esportazioni, aumentate ad un tasso medio annuo del 6%. A fine 2015 le esportazioni agroalimentari valevano oltre 36 miliardi di euro, con un incremento del 7,4% rispetto all’anno precedente. L’Italia è anche leader mondiale per numero di prodotti certificati”.

“Al 31 gennaio 2015, si contavano 278 prodotti su un totale di 1.311 (21,1% del totale), per un valore della produzione intorno a 6,5 miliardi e un valore al consumo più che doppio. Nonostante la qualità dei nostri prodotti e il crescente interesse per il made in Italy, l’Italia esporta meno dei principali paesi competitor. Il confronto internazionale indica che rimane un potenziale di export da valorizzare ancora molto elevato, come segnala lo stesso fenomeno dell’Italian sounding, stimato intorno a 60 miliardi di euro”.

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