Al capolinea la fusione Borgonovo-Ziano. La Regione boccia il progetto

Dopo l’esito del referendum consultivo sulla fusione - dove i sì hanno vinto a Borgonovo Val Tidone, mentre i no sono prevalsi a Ziano Piacentino, l’Assemblea legislativa ha messo la parola fine sul progetto di legge per istituire un comune unico al posto dei due preesistenti

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Si ferma definitivamente il percorso di fusione dei Comuni di Borgonovo Val Tidone e Ziano Piacentino in provincia di Piacenza.

Borgonovo e Ziano, Regione: “Nessuna fusione se un comune dice no”

Dopo l’esito del referendum consultivo sulla fusione – dove i sì hanno vinto a Borgonovo Val Tidone, mentre i no sono prevalsi a Ziano Piacentino, l’Assemblea legislativa ha messo la parola fine sul progetto di legge per istituire un comune unico al posto dei due preesistenti votando a maggioranza un ordine del giorno per il non passaggio all’esame degli articoli.

Il testo legislativo era stato predisposto dalla Giunta regionale su richiesta dei rispettivi consigli comunali.

La questione di come valutare l’esito di una consultazione referendaria riguardante le fusioni nei casi in cui il voto abbia risultati non univoci nei comuni coinvolti è stata al centro del dibattito in Aula.

Sul tema l’Assemblea legislativa ha anche esaminato una risoluzione, poi respinta a maggioranza, che chiedeva alla Giunta di elaborare tempestivamente una norma per “definire i casi in cui si intenda complessivamente favorevole l’esito dei referendum consultivi territoriali per la fusione di Comuni previsti dalla Legge regionale 24/1996, assumendo a riferimento il criterio del riscontro e della maggioranza dei voti validi favorevolmente espressi in ciascuno dei Comuni interessati”.

Nel caso di processi di fusione con più comuni la risoluzione chiedeva di procedere comunque alla fusione dei soli Comuni nei quali si sia registrata “la maggioranza dei voti validi favorevolmente espressi”.

Stop fusione Borgonovo-Ziano, Molinari e Tarasconi: “impariamo dagli errori” – Secondo i consiglieri piacentini Pd Gian Luigi Molinari e Katia Tarasconi “alla fine è prevalsa la paura davanti a un provvedimento che non è stato colto appieno dalla cittadinanza, a causa di una comunicazione poco chiara che non ne ha fatto apprezzare appieno le opportunità”.

“L’indicazione a non procedere, in questo caso, tiene certamente in considerazione la volontà popolare di Ziano in cui ha prevalso il parere negativo; crediamo tuttavia che sia stata un’occasione mancata e, in virtù di questo, si dovrà tenere conto di quanto è accaduto per evitare errori futuri”.

L’auspicio dei consiglieri è che i prossimi appuntamenti referendari vengano gestiti con una comunicazione chiara e approfondita a servizio dei cittadini, spiegando le ragioni e soprattutto facendo loro capire le motivazioni che stanno alla base della difficile scelta della fusione.

“Non si tratta infatti – hanno spiegato Molinari e Tarasconi – di una mera questione economica, ma anche, e soprattutto, di un’opportunità per migliorare i servizi e adeguarsi ad un sistema istituzionale e sociale in rapido cambiamento. Ora bisogna volgere lo sguardo agli altri due progetti di fusione che riguardano la Val Nure, ed essendo relatori dell’iter regionale che riguarda rispettivamente l’unione dei Comuni di Bettola-Farini-Ferriere e di Ponte dell’Olio-Vigolzone, ci dichiariamo fin da subito disponibili a raccogliere ogni richiesta di chiarimento e a collaborare per organizzare incontri ed approfondimenti”.

“Il vero protagonismo – hanno voluto ribadire i consiglieri Pd – sarà comunque delle Amministrazioni locali coinvolte, investite dal compito di stimolare la discussione e soprattutto dialogare con i propri cittadini, i quali rimangono gli interlocutori privilegiati della scelta in merito al progetto di fusione”.

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