Baldino (Asl): “A giugno riorganizzazione ospedali, nessun taglio a Castello” foto

Si è riunita in Provincia a Piacenza la conferenza territoriale socio sanitaria con i sindaci che ha trattato i conti dell'azienda sanitaria locale alla presenza del direttore generale Luca Baldino

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Si è riunita in Provincia a Piacenza la conferenza territoriale socio sanitaria con i sindaci che ha trattato i conti dell’azienda sanitaria locale alla presenza del direttore generale Luca Baldino. Durante la riunione ha tenuto banco il tema del possibile ridimensionamento del presidio ospedaliero di Castelsangiovanni, allarme lanciato in questi giorni da alcune parti politiche.

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NESSUN RIDIMENSIONAMENTO DI CASTELLO – “Più passa il tempo e più si accumula il ritardo – ha risposto Baldino – su alcune azioni da fare, e si scatena ansia nelle persone e negli operatori. La miglior risposta è di avviare una discussione entro giugno sia per la riorganizzazione ospedaliera che per le case della salute.

Dobbiamo fare delle scelte, altrimenti non saremo nelle condizioni di affrontare le emergenze che ci troviamo davanti. Non riusciremo a dare risposta al tema della cronicità, che esploderà nei prossimi 10 anni. Non confondiamo ospedali e case della salute, sono due cose diverse.

A giugno porterò proposte di riorganizzazione della rete ospedaliera, e non saranno scelte semplicissime. Io credo di dover parlare prima qui – ha puntualizzato – che in altre sedi, anche sindacali. Non c’è nessuna ipotesi di chiusura o ridimensionamento dei tre presidi ospedalieri di Piacenza. Per quello che mi riguarda non c’è nessuna ipotesi di chiusura della rianimazione dell’ospedale di Castelsangiovanni, ospedale che confermo attira pazienti da fuori provincia”.

VERSO UNA SPECIALIZZAZIONE DEI PRESIDI – “Ci sono dei punti fermi della riorganizzazione della rete ospedaliera – ha sottolineato – Castello manterrà i suoi 120 posti letto, Fiorenzuola riavrà i suoi 148 posti letto e Piacenza aumenterà i propri 250 posti. Dobbiamo ripensarne i contenute e ragionare su una diversa collocazione dei reparti e concentrazione della casistica, perchè non possiamo più permetterci economicamente una rete basata su un modello degli anni ’80 quando ormai i percorsi di cura sono completamente modificati, il principale problema che dobbiamo affrontare è quello di garantire ai nostri chirurghi la casistica minima per poter essere competenti.

“OSPEDALI PICCOLI E GENERALI NON PIU’ SOSTENIBILI” – “L’ospedale generale piccolo che fa tutto non più sostenibile – ha ribadito Baldino – in primo luogo dal punto di vista clinico, dovremo andare verso una specializzazione dei presidi, per cui a Fiorenzuola si faranno alcune cose e solo quelle per tutta la provincia, a Castello idem e così via a Piacenza. Dopo di che, è chiaro che alcuni servizi di base dovranno restare esattamente come sono, anzi saranno potenziati, come la specialistica, i Pronto Soccorso e le lungo degenze, mentre sull’area delle chirurgie dovremo fare dei ragionamenti”.

BILANCIO IN PAREGGIO – Il bilancio consuntivo 2015 si chiude in pareggio, nonostante una costante riduzione del fondo di riequilibrio (pari a meno 5,2 milioni di euro) e con la realizzazione di investimenti per 4,8 milioni di euro, coperti con contributi in conto esercizio per 3,6 milioni di euro. ‘Raggiungiamo il pareggio civilistico per il quarto anno consecutivo – dice Baldino, ma si tratta di un intervento una tantum’. 

‘Le azioni di governo della spesa – è stato precisato – sono il rispetto delle previsioni per i farmaci innovativi (per la cura dell’epatite C), seconda migliore performance in Regione sulla farmaceutica, la riduzione del piano di investimenti di oltre tre milioni di euro, un rigoroso governo del turn over, la revisione dell’organizzazione aziendale (tra le azioni aziendali adottate figura il trasferimento della riabilitazione da Borgonovo a Castelsangiovanni)’. 

NEL CHIOSTRO DI S. MARIA DI CAMPAGNA RESIDENZA PSICHIATRICA GIUDIZIARIA – ‘La Regione ha poi stanziato risorse – ha aggiunto Baldino – per la realizzazione di strutture extra ospedaliere per il superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari, come residenze ad alto livello di sicurezza. Il chiostro di Santa Maria di Campagna, che già aveva ospitato due comunità psichiatriche in passato, potrebbe ospitare questa nuova struttura, con 820 mila euro destinati alla ristrutturazione del tetto e dei locali. La residenza ospiterà 10 pazienti, seguiti da operatori per consentirne il recupero. 

IL DIBATTITO – Nel corso del dibattito sono intervenuti alcuni sindaci che hanno sollevato il tema di un presunto ridimensionamento dell’attività dell’ospedale di Castelsangiovanni.

Raffaele Veneziani (Rottofreno): “È vero quello che si dice per l’ospedale di Castelsangiovanni? Quella struttura ha un valore aggiunto, perché attiva utenti da altri territori, come la Lombardia”. 

Lucia Fontana (Castelsangiovanni): “Anch’io colgo occasione per intervenire su questo tema che interessa il mio territorio e il mio distretto. Ritengo sia buona regola per qualsiasi amministratore usare il criterio della prudenza nelle dichiarazioni: parlare al condizionale crea ancora più danni, perché crea incertezza non solo negli utenti ma anche negli operatori a danno dell’efficienza dell’ospedale di Castelsangiovanni. Non voglio fare la figura di quella che balla coi lupi, io mi batto per difendere la qualità del nostro presidio ospedaliero. È chiaro che l’impronta di efficientamento ci deve essere, però all’insegna della qualità. Chiedo quindi al direttore Baldino di smentire la notizia, che ha gettato nello sconcerto la comunità e gli operatori”.  

Jonathan Papamarenghi (Lugagnano): “Abbiamo visto come spesso tante volte i ‘si dice’ si siano trasformati in realtà. La riorganizzazione che è in atto tocchera non solo Castelsangiovanni, ma anche tutta la provincia di Piacenza. Per questo è necessario iniziare ad ascoltare i si dice. Fiorenzuola aveva nel punto nascita una vera e propria eccellenza, eppure non è bastata: nell’approvare il bilancio dobbiamo tenere conto di questo. Rischiamo di veder smantellato punto su punto un sistema sanitario di eccellenza”.

Sandro Busca (Bettola): “E’ questa la sede in cui discutere di temi importanti che riguardano il nostro futuro, senza retropensieri. Il mio giudizio sul lavoro svolto dall’Asl è positivo”.  

Roberta Battaglia (Caorso): “La gente si adatta, ma non è così contenta. La case della salute vanno bene, ma non concentrandole in un unico territorio. Bene le nuove macchine e tecnologie ma importanti sono le competenze. Vanno potenziate risorse per personale e formazione. Sono d’accordo con Papamarenghi: abbiamo visto cosa succede con la chiusura dell’ospedale di Fiorenzuola, e il conseguente intasamento su Piacenza”. 

Roberto Pasquali (Bobbio): “Il lavoro che è stato fatto e positivo, soprattutto con il raggiungimento del pareggio di bilancio. Bisogna sempre stare all’erta, poi se il direttore ci rassicura, noi ci fidiamo fino a prova contraria. Occorre fare di più per contrastare i furbetti che non pagano il ticket, attivando un monitoraggio dei vari pagamenti”.

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