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“Con la nuova tecnologia piacentina nuova vita ai suoli degradati”

Piacenza, prima giornata del convegno sul recupero dei suoli con i massimi esperti italiani ed europei. La tecnica consente grandi risparmi di acqua e concimi. Rientra a pieno titolo dell’Economia circolare e andrebbe aiutata con incentivi e leggi ad hoc

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Il ripristino dei suoli degradati è una sfida che riguarderà i prossimi decenni. Un tema che, oltre la tutela dell’ambiente e la salubrità del cibo, riguarderà l’economia circolare basata sul riuso, sul riciclo.

La tecnologia della società piacentina Ecosistemi – che rende di nuovo fertili i terreni usurati e degradati – è innovativa e andrebbe sviluppata e applicata grazie a incentivi e leggi che ne facilitino l’utilizzo. Insomma, il terreno rigenerato deve diventare anche una risorsa economica.

Di questi e altri temi si è parlato nella prima giornata del convegno “Miglioramento del suolo”, organizzato il 19 e 20 maggio a Piacenza da Ecosistemi, Comune, Provincia e Università Cattolica di Piacenza. All’incontro partecipano i principali esperti italiani ed europei degli studi sui suoli, docenti universitari.

«Dieci anni fa il degrado del suolo era conosciuto, ma solo oggi c’è la consapevolezza da parte degli agricoltori che occorre intervenire». Ha esordito così Paolo Manfredi, biologo e proprietario di Ecosistemi e inventore della tecnica per il recupero, il cui progetto New Life è stato finanziato dalla Ue.

Manfredi è l’uomo che ridà vita ai terreni degradati a causa dell’uso, del degrado, del compattamento. Grazie a un sistema chimico-fisico, Manfredi inserisce sostanze nutrienti nei terreni portandoli di nuovo a essere fertili.

E tra un anno, l’esito del suo lavoro si toccherà con mano, quando sulla ex discarica di rifiuti solidi urbani a Borgotrebbia, un’area di 200mila metri quadrati a Piacenza, il cui terreno di copertura è stato ripristinato, verranno piantati  alberi.

Dagli esperimenti sui terreni è emerso che i suoli ripristinati consentono il risparmio del 45% di acqua,e il 50% dei concimi. Da qui è nato il progetto New Life, in collaborazione con l’Università Cattolica di Piacenza.

«Il progetto – ha sottolineato Marco Trevisan, della Cattolica – ha dimostrato le enormi potenzialità di questa tecnica che ha implicazioni economiche. Ad esempio, il recupero di un terreno con questa tecnologia sarebbe costato 5 milioni, così costerebbe 500mila euro. Dieci volte di meno».

Anche Carmelo Dazzi ha evidenziato l’aspetto economico del recupero dei suoli. Il presidente della Società europea della conservazione dei suoli, e docente all’università di Palermo, ha parlato degli aspetti positivi della tecnica piacentina e anche i rischi che potrebbero correre in futuro i terreni se non trattati con professionalità, perché a rischio c’è la fertilità. Questo, però, è difficile da far comprendere: «Per evitare il consumo di suolo occorrerà considerare il suolo come una risorsa economica».

Michele Solmi, del Consorzio di bonifica Renano (Bologna) ha visto nella nuova tecnologia un’interessante possibilità per risolvere il problema del riempimenti della rete dei canali. Gilmo Vianello, docente dell’università di Bologna, ha auspicato il possibile intervento della tecnologia di Ecosistemi per la risoluzione di un grave problema di inquinamento nei siti minerari italiani.

E sull’Economia circolare è intervenuto Francesco Timpano, docente alla Cattolica, il quale ha annunciato due primizie: a Piacenza, all’Urban Hub nascerà un laboratorio di Blue Economy e, con Iren, è allo studio una centrale per il riuso.

Timpano, partendo dalla recente legge regionale sui rifiuti – che evidenzia il sostegno all’economia circolare – ha ricordato come anche le raccomandazioni della Ue vadano in questa direzione: entro il 2030 raccolta differenziata al 73%, riciclo al 70% e riduzione al 25% dei rifiuti pro capite.

Tutto questo grazie anche ad incentivi. «Anche la tecnologia di Ecosistemi – ha spiegato – andrebbe premiata con incentivi e accorgimenti normativi ad hoc per l’economia circolare. Dai primi risultati, la tecnica del ripristino dei suoli abbassa i costi di produzione e aumenta le rese, inoltre unisce la tecnologia alla circolarità».

In apertura hanno portato i saluti l’assessore comunale Giorgio Cisini, l’assessore delegato all’Agricola provinciale Alessandro Piva e Cristian Camisa, presidente di Confapi Industria Emilia Romagna (associazione di cui Ecosistemi fa parte).

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