Festa popolare danzante in Piazza Cavalli per celebrare i 70 anni della Repubblica 

Si vuole ricreare e rivisitare l’atmosfera di festa popolare spontanea e gioiosa di una città che guarda alle macerie circostanti della guerra e nel contempo si accende di speranza di una Nuova Italia produttiva e vivace, di un lavoro stabile e onesto, di famiglie con una bella  tavola apparecchiata, di un futuro promettente per i figli. Questo era il senso della festa popolare a Piacenza e in ogni città italiana nel giugno 1946: era il preludio per il percorso istituzionale segnato dall’Assemblea Costituente eletta tre settimane dopo il 25 giugno, presieduta da Giuseppe Saragat e con capo provvisorio dello Stato Enrico De Nicola, che pronunciò il seguente pensiero per un Paese prostrato, ma già rigenerato attraverso la lotta di Liberazione

Festa popolare danzante in Piazza Cavalli  a Piacenza per celebrare i 70 anni della Repubblica; il Comune, l’Anpi e l’Anpc, per il prossimo 2 Giugno alle ore 21, 70esimo anniversario della fondazione della Repubblica italiana, ha promosso una festa popolare serale in Piazza Cavalli,  la piazza principale per gli avvenimenti storici, con lo scopo di coinvolgere la comunità piacentina in un momento gioioso, che ripercorra le tappe della democrazia e della ricostruzione di una nuova, riscattata e potente Italia.

In questo modo, oltre alle commemorazioni istituzionali del mattino, si vogliono mettere in evidenza pubblica la costruzione dell’ordinamento democratico del Paese, dopo gli anni della dittatura fascista, e il periodo di transizione post-Liberazione tramite il suffragio universale maschile e femminile, attuato per la prima volta nella storia d’Italia nel Referendum  del 2 giugno nati da una straordinaria passione e partecipazione civile e politica  sancita poi dalla Costituzione delle Repubblica, può avere un particolare valore soprattutto oggi, in cui l’esercizio della democrazia in Italia versa in una condizione di preoccupante sofferenza, tenendo presente la disaffezione alla partecipazione civile attiva e la larga astensione dall’esercizio del voto  elettorale nel giugno 1946.

Si vuole ricreare e rivisitare l’atmosfera di festa popolare spontanea e gioiosa di una città che guarda alle macerie circostanti della guerra e nel contempo si accende di speranza di una Nuova Italia produttiva e vivace, di un lavoro stabile e onesto, di famiglie con una bella  tavola apparecchiata, di un futuro promettente per i figli. Questo era il senso della festa popolare a Piacenza e in ogni città italiana nel giugno 1946: era il preludio per il percorso istituzionale segnato dall’Assemblea Costituente eletta tre settimane dopo il 25 giugno, presieduta da Giuseppe Saragat e con capo provvisorio dello Stato Enrico De Nicola, che pronunciò il seguente pensiero per un Paese prostrato, ma già rigenerato attraverso la lotta di Liberazione:
 
“La grandezza morale di un popolo si misura dal coraggio con cui esso subisce le avversità della sorte, sopporta le sventure, affronta i pericoli, trasforma gli ostacoli in alimento di propositi e di azione, va incontro al suo incerto avvenire. La nostra volontà gareggerà con la nostra fede. E l’Italia – rigenerata dai dolori e fortificata dai sacrifici – riprenderà il suo cammino di ordinato progresso nel mondo, perché il suo genio è immortale. Ogni umiliazione inflitta al suo onore, alla sua indipendenza, alla sua unità provocherebbe non il crollo di una Nazione, ma il tramonto di una civiltà: se ne ricordino coloro che sono oggi gli arbitri dei suoi destini. La Costituzione della Repubblica italiana (…) sarà certamente degna delle nostre gloriose tradizioni giuridiche, assicurerà alle generazioni future un regime di sana e forte democrazia, nel quale i diritti dei cittadini e i poteri dello Stato siano egualmente garantiti, trarrà dal passato salutari insegnamenti, consacrerà per i rapporti economico-sociali i principi fondamentali, che la legislazione ordinaria – attribuendo al lavoro il posto che gli spetta nella produzione e nella distribuzione della ricchezza nazionale – dovrà in seguito svolgere e disciplinare. “
 
Per tutto ciò si vuole richiamare l’attenzione della cittadinanza piacentina tutta verso gli albori della democrazia, che oggi risultano offuscati, lontani e sottovalutati anche per il limitato approfondimento in ambito scolastico; richiamare la cittadinanza ai valori della libertà democratica, della giustizia, dell’onestà, dell’onorabilità nell’esercizio delle funzioni pubbliche. Per una più efficace comunicazione si potrà proiettare un DVD prodotto ad hoc dalla Davoli Multimedia con  le  immagini relative alla dittatura, alle distruzioni  guerra, alle sofferenze dei cittadini, al movimento di resistenza al nazifascismo, alla liberazione della città, alla gioia e alle feste per la pace e la libertà conquistata, alla ricostruzione materiale, all’esercizio  della democrazia, che si concretizza con le elezioni comunali del marzo 1946,  con la scelta istituzionale del due giugno 1946 e con l’immediata elezione dell’Assemblea Costituente, che agì con una feconda dialettica e con una concordia di intenti verso il bene comune e nazionale.

Le tematiche presentate  sono state precedute da ricerche storiche, convegni, incontri pubblici con la popolazione e con le classi delle Scuole sui primi mesi di costruzione della democrazia dopo la Liberazione della città di Piacenza  del 28 Aprile 1945, sulla gestione interinale condivisa tra rappresentanti delle Forze Alleate e il Comitato di Liberazione Nazionale (CLN) prima delle libere elezioni amministrative del marzo 1946, sulla straordinaria propulsione democratica di quell’anno, sull’inizio della ricostruzione, che diede risultati storici positivi  irreversibili.
In conclusione si vuole ricreare una grande e gioiosa festa popolare in Piazza Cavalli con orchestra tradizionale e pista da ballo  e produrre un video, da proiettarsi per l’occasione,  con immagini inedite e significative relative alla guerra e alla miseria quotidiana procurata, al movimento di resistenza al nazifascismo, alla liberazione della città, alla felicità della gente e alle feste per la pace e la libertà conquistata, alla ricostruzione materiale, al primo esercizio  della democrazia attraverso le elezioni comunali del marzo e il referendum a suffragio universale per la scelta della forma  istituzionale del 2 Giugno 1946. Il repertorio proposto, per riattivare l’atmosfera del 1946 e il seguente periodo, rivisita la canzone e la musica italiana, diffusa dalla radio ( anche a transistor) e dai primi giradischi per vinile e dai juke-box; canzoni  corrispondenti alla mentalità e alle aspettative di quegli anni di speranza e di operosità, che fecero diventare l’Italia un grande Paese e una grande potenza economica partendo dal lavoro, nelle fasi di diffusione della bicicletta e poi della Vespa (1946) e infine  delle utilitarie FIAT 600 e 500 (1955-1957).
 
Repertorio musicale
•     Mix fox trot ( Pippo non lo sa, Ma le gambe, Tulipan, In cerca di te, Mille lire al mese, Un bacio a mezzanotte)
•     Buona sera signorina, Baciami piccina, Carina, Con un bacio piccolissimo, Tu vuò fà l’americano
•     mix canzoni popolari a tempo di tarantella, valzer, polca, menehito,
•     mix operette (Cin ci La ecc…)
•     Un amore così grande
•     Ciao amore ciao (Tenco), Quelli eran giorni (Dalidà)
•     Mix a tempo cumbia-moderato di Caterina Caselli (Perdono, Sono bugiarda, Insiema a te non ci sto più)
•     mix internazionali (Hey Paula, Quelli della mia età, Alla mia età)
•     Svalutation  (Celentano), Nel blu dipinto di blu (Modugno)
•     mix beguine (Legata a un granello di sabbia, Il barattolo, Occhi di ragazza)
•     mix a tempo di cha cha cha (Prendi una matita, Pa partita di pallone, Il pullover)
•     mix twist Rita pavone
•     Sognando California (Dik Dik)
•     La riva bianca, la riva nera (Zanicchi), La nevicata del ’56 (Martini)

La conduzione della festa sarà affidata a un’orchestra di valore e di stile tradizionale (8 musicisti con fisarmonica e cantante), la realizzazione del dvd verrà affidata a un regista,  che ha già realizzato opere importanti  sulla storia culturale piacentina, attingendo anche a repertori cine-fotografici inediti.

ANPI,  ANPC, COMUNE DI PIACENZA, DAVOLI MULTIMEDIA, con la collaborazione di Davoli Multimedia e con il determinante contributo della Fondazione di Piacenza  e Vigevano
 

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