Il packaging “perfetto” sotto i riflettori al convegno di Confapi Industria foto

La tavola rotonda vedrà intervenire, oltre a diversi rappresentanti del settore, anche il direttore dell’Istituto Italiano Imballaggio Marco Sachet

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Che cos’è il packaging? E come può portare innovazione e sostenibilità nel settore agroalimentare?

Queste sono le domande che hanno caratterizzato il convegno organizzato da Confapi Industria Piacenza, tenutosi venerdì 5 maggio presso l’Università Cattolica di Piacenza. Obiettivo dell’incontro il fotografare un settore che rappresenta un’eccellenza del sistema piacentino, con 2000 addetti e 70 imprese ed una crescita annuale pari al 2 o 3 per cento, che in passato è stato dimenticato.

Obiettivo, che secondo Christian Camisa, presidente di Confapi Industria Piacenza, è già stato raggiunto grazie al confronto fra tante aziende che hanno deciso di mettersi in gioco e di studiare innovazioni e trend di questo settore, secondo la logica della filiera, da sempre punto centrale per Confapi.

A emergere è stato il quadro di una vera e propria eccellenza territoriale ma mai considerata nel suo complesso: lo ha confermato anche lo stesso Camisa, che ha lanciato l’idea di creare a Piacenza “un centro di studi che coinvolga le università cittadine, le associazioni di categoria e le imprese”.

Come Nordmeccanica Group che, come ha spiegato il direttore tecnico Vincenzo Cerciello, “è un’azienda che registra oggi una crescita dal 12 al 15 per cento e una presenza in tutti i mercati già affermati e in via di sviluppo”. O come Safta, per la quale l’Emea director Massimo Ratti ha parlato di “una crescita e di una innovazione continua che si registrano anche in tutto il settore del packaging”.

“Il packaging non è altro che la risposta a quello che desideriamo” risponde Marco Sachet, dell’Istituto Italiano Imballaggio. “E’ lo strumento – continua Sachet – che rende disponibile un prodotto nel tempo e nello spazio, contenendolo, proteggendolo, conservandolo e presentandolo”. Il convegno è stato introdotto dal vicesindaco di Piacenza Francesco Timpano, che ha definito il tema della filiera dei rifiuti di riciclo e riuso come molto importante ed attuale.

Sono poi intervenuti il presidente di Giflex e componente della Fpe “Flexible Packaging Europe” Michele Guala sul tema “Food waste e utilizzo efficiente delle risorse: funzione del packaging per la lotta allo spreco alimentare e nuove direttive della Fpe”, il direttore del Laboratorio di economia locale della Cattolica Paolo Rizzi su “La filiera sul territorio”, del Deputy regional manager di Unicredit Luca Lorenzi e del responsabile di Unicredit factoring S.p.A Andrea Barra sul “Sostegno finanziario alla filiera del Packaging”.

Nel corso della mattinata si sono tenute delle vere e proprie sezioni tematiche che saranno moderate dal direttore di Telelibertà e Liberta.it Nicoletta Bracchi: nello specifico l’alleanza fra aziende produttrici di macchinari e materie prime introdotte dal direttore tecnico di Nodmeccanica Group Vincenzo Cerciello e Marco Re Fraschini di TS&D Group Leader EMEA – Packaging and Specialty Plastic; le aziende produttrici di materiali flessibili, biomateriali e sostenibilità dei processi e dei prodotti sono state invece rappresentate dalla dirigente di Laminati Cavanna S.p.A Anna Paola Cavanna e dall’Emea director Safta S.p.A Massimo Ratti.

L’amministratore delegato di Steriltom Dario Squeri e il Sales manager di Omce S.p.A Enrico Ciferri hanno trattato il tema delle aziende agroalimentari utilizzatrici, operando un confronto tra il confezionamento e chi lo utilizza; infine i trend della logistica nell’agroalimentare e i possibili effetti sul packaging sono stati discussi dal ricercatore dell’Osservatorio Contract Logistics del Politecnico di Milano Efrem Terraneo e dal Customer solution manager di Number1 Logistics Group S.p.A Andrea Sacchi.

“L’impegno per l’organizzazione è stato tanto e altrettanta è la soddisfazione per un appuntamento che intendiamo ripetere” ha concluso il direttore di Confapi Andrea Paparo, “vogliamo infatti periodicamente organizzare un momento di confronto su questi temi sui quali Piacenza può dare un contributo importante”.

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