La casa del clero (in passivo) apre anche ai laici

Gran parte della seduta è stata dedicata al Pio Ritiro Cerati: situazione attuale e  prospettive di accoglienza di ospiti laici. Il dibattito è stato introdotto da una relazione del presidente della Fondazione del “Cerati”, don Giuseppe Basini

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Riunione del Consiglio Presbiterale: la Casa del Clero apre anche ai laici – La nota stampa

Si è riunito questa mattina, giovedì 26 maggio 2016, nella Sala degli Affreschi di Palazzo Vescovile di Piacenza, il Consiglio Presbiterale Diocesano . Ha presieduto il Vescovo mons. Gianni Ambrosio, ha coordinato i lavori don Stefano Segalini, ha svolto il ruolo di segretario don Celso Dosi.

Gran parte della seduta è stata dedicata al Pio Ritiro Cerati: situazione attuale e  prospettive di accoglienza di ospiti laici. Il dibattito è stato introdotto da una relazione del presidente della Fondazione del “Cerati”, don Giuseppe Basini.  L’istituzione, la cui fondazione risale al 1820,  ha la finalità di assistere i sacerdoti anziani e da alcuni anni chiude i bilanci in passivo, ripianati anche con rendite di alcune proprietà. Sui conti finali influisce l’aumento dei costi di gestione, ma da rilevare anche che dei 24 posti letto disponibili (per la verità si tratta di mini appartamenti)  dodici sono occupati da sacerdoti e uno da un laico; quindi undici sono liberi.

Le prospettive non lasciano presagire cambiamenti di rotta: è noto, infatti, che il numero dei sacerdoti sta diminuendo, inoltre molti preferiscono trovare, per la loro vecchiaia, una soluzione in parrocchia o alternativa. Anche se la possibilità è  già prevista nello statuto, don Basini ha chiesto espressamente al Consiglio presbiterale di pronunciarsi sulla possibile apertura ai laici.

Questa decisione non risolverebbe i problemi di bilancio, ma don Basini ha parlato anche di una revisione del ruolo del personale e della scelta di ricorrere a terzi per eventuali servizi, quali la cucina e le pulizie. Il Consiglio Presbiterale  ha ampliato l’analisi alla condizione dei sacerdoti anziani in diocesi. Per coloro che sono ancora autosufficienti, pur avendo rinunciato alla loro parrocchia,  sono emerse diverse possibilità, tra cui l’ospitalità in comunità parrocchiali dove potrebbero svolgere ancora servizi pastorali con il vantaggio di vivere in comunità. Analizzata anche la possibilità di fare ricorso a diverse “case” per garantire una più ampia scelta ai sacerdoti con necessità di assistenza: questo presuppone un adeguato servizio di informazione.

A parte queste considerazioni, è stato confermato il ruolo positivo della Casa del Clero che è stata autorizzata, all’unanimità, ad aprire anche ai laici secondo regole che dovrà mettere a punto il consiglio di amministrazione. Resta inteso che i sacerdoti hanno la priorità.

Il Consiglio Presbiterale  si è pure interessato del bilancio della diocesi che è stato illustrato dall’economo don Pietro Bulla; tra le comunicazioni d’interesse diocesano è stata annunciata la morte del vescovo mons. Giacomo Barabino, attualmente residente in una casa di riposo di Ventimiglia e nel passato vescovo ausiliare di Bobbio. I funerali si terranno a Ventimiglia sabato prossimo alle ore 10. Aveva 88 anni.

Per quanto riguarda la vita  diocesana è stato ricordato che il prossimo 9 giugno, presso il Seminario vescovile, si terrà la tradizionale Festa del Sacro Cuore con la presenza del vescovo di Parma, mons. Enrico Solmi, che illustrerà il documento sinodale “Amoris Laetitia”.

 

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