Moumento danneggiato alla Muntà, Prc: “Offesa a tutta la città”

Lo affermano Stefania De Micheli e Roberto Montanari, rispettivamente portavoce e coordinatore della segreteria provinciale del P.R.C. a seguito del danneggiamento del monumento a pochi giorni dalla sua collocazione sulla Muntà di rat

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“L’atto vandalico di cui è stato oggetto il monumento dedicato ai volontari piacentini antifascisti della guerra di Spagna è un’offesa alla città di Piacenza, alle sue radici democratiche che traggono origine dal generoso e valoroso impegno di tanti uomini e donne per la libertà e l’emancipazione sociale”.

Lo affermano Stefania De Micheli e Roberto Montanari, rispettivamente portavoce e coordinatore della segreteria provinciale del P.R.C. a seguito del danneggiamento del monumento a pochi giorni dalla sua collocazione sulla Muntà di rat a Piacenza.

“Questo gesto vigliacco – scrivono in una nota – è maturato anche grazie alla torbida e ipocrita opposizione di chi non ha voluto nascondere le proprie nostalgiche simpatie per la dittatura falangista arrivando addirittura ad invitare l’amministrazione comunale a “copiare… quanto ebbe a fare Franco in Spagna””.

“Per quanto siano legittime ed in gran parte oneste le considerazioni sull’estetica, riteniamo che oggi si possa dire come la squisita fattura dell’opera realizzata dall’artista Giuseppe Tirelli non solo impreziosisce e valorizza un luogo, ma gli renda pienamente omaggio poiché è proprio lì che l’antifascismo ebbe nascita e forte radicamento”.

“E’ nel reticolo di strade e vicoli compreso tra le vie Taverna e Borghetto, del quale la Muntà di ratt è piazza virtuale, – proseguono – che si sviluppò quel primo movimento di Arditi del Popolo piacentino che seppe tenere alla larga gli squadristi fascisti dal quartiere e successivamente regalò alla democrazia da conquistare un grande tributo di volontari antifranchisti e poi partigiani”.

“La Resistenza piacentina nascerà ed avrà alla propria testa esattamente quegli uomini che formarono la propria esperienza politica ed umana nella guerra di Spagna”.

“Offendere il ricordo degli Emilio Canzi, degli Antonio Carini, dei Dante Galli, solo per citare alcuni dei piacentini antifascisti che hanno combattuto in Spagna. – si legge ancora – è quindi offendere la memoria dei padri della democrazia nella nostra città”.

“Possono anche spezzare la lancia di un monumento – concludono -, non riusciranno mai a spezzare le ragioni che ancora oggi guidano l’umanità nell’orizzonte della libertà e dell’uguaglianza; il monumento alla Muntà di ratt non offende chi ama il bello e la democrazia”.
 

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