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“Non solo problemi di droga”. Sempre più persone chiedono aiuto alla “Ricerca” foto

Dai giovanissimi che frequentano percorsi educativi agli adulti che accedono ai gruppi di Auto-Mutuo-Aiuto per problemi legati alle difficoltà della vita, crisi di coppia, lutti, gioco d’azzardo

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Alla “Ricerca” di Piacenza s’incontrano sempre più persone, di ogni età, estrazione e cultura: a cominciare dai giovani, e giovanissimi, non solo quelli che hanno problemi di dipendenza da sostanze, ma anche quanti hanno scelto di compiere percorsi educativi, o che chiedono di fare esperienza di volontariato o che semplicemente varcano il portone di Stradone Farnese 96 per prenotare un colloquio perché hanno bisogno di capire le ragioni di un disagio che fa stare male (e non è detto che sia legato all’uso di sostanze: a volte c’è un malessere di fondo dettato dall’inquietudine, da un senso di inadeguatezza, da difficoltà di relazione a scuola, in famiglia, nella vita di tutti i giorni).

E poi ci sono i genitori, tanti, tantissimi: in più di 35 anni, cioè da quando questa onlus è stata costituita, ne sono passati di qua a migliaia potendo usufruire dell’esperienza del confronto e del sostegno reciproco che offrono i cosiddetti “gruppi dell’Auto-Mutuo-Aiuto” (esperienza che l’associazione ha allargato anche su tematiche legate a difficoltà di relazione in famiglia, crisi di coppia, separazioni, lutti, presa in carico di un familiare non autosufficiente).

Lunedì aperti fino alle 22 e ogni martedì sera Auto-Mutuo-Aiuto per genitori. Per quanto riguarda i problemi più strettamente legati al mai sopito fenomeno della tossicodipendenza, al momento i genitori che nei gruppi di Auto-Mutuo-Aiuto stanno cercando e trovando sostegno in affiancamento ai figli sono una sessantina: una buona parte ha dato massima disponibilità per aiutare altri genitori che stanno attraversando situazioni analoghe (si ritrovano ogni martedì sera nella sede sullo Stradone Farnese, che da alcune settimane, proprio a fronte dell’aumentata richiesta di occasioni di confronto, ha prolungato l’apertura, di lunedì, fino alle 22).

Ripetuti con appassionata convinzione gli appelli rivolti anche alle famiglie “più in salute” perché “prendano atto che il fenomeno-droga non si è mai affievolito, semmai è aumentato assumendo forme diverse e coinvolgendo sempre più giovanissimi anche di 13-14 anni. Dobbiamo prenderne atto, se vogliamo cambiare mentalità ed agire per contrastare questo pericolo che riguarda tutti”.

Un’esortazione che sentono il dovere di rivolgere attraverso tutti i mezzi di comunicazione sulla scorta di quella che è stata la loro esperienza personale, perché colpiti direttamente dal problema quando mai e poi mai avrebbero pensato che anche i loro figli potessero cedere alle tentazioni delle sostanze stupefacenti finendo poi per accorgersene quando ormai le cose erano degenerate –  “Se non fossi stata troppo permissiva…”, “Se avessi controllato prima e di più mio figlio”, “Se non mi fossi accontentato di quelle sue risposte evasive di fronte a tanta svogliatezza e voglia di isolarsi da tutti”.

E quando il problema è esploso “tanti di noi hanno compiuto un lungo e sofferto peregrinare prima di arrivare all’associazione, molti grazie a un passaparola, al consiglio di un amico, di un parente; qualcuno è stato indirizzato dal Sert, altri da sportelli dell’ascolto presenti nelle scuole. Purtroppo di tossicodipendenza tra noi genitori se ne parla poco, e quando si affronta l’argomento lo si fa come di una cosa che non ci riguarda da vicino. E invece il confronto è importantissimo, anche per avere più strumenti e conferme per saper riconoscere i segnali d’allarme nei comportamenti dei propri figli: quando iniziano a far uso di sostanze tendono ad isolarsi, evitano gli incontri con gli altri della famiglia, raccontano bugie, diventano più svogliati, non rispettano gli impegni, peggiora il rendimento scolastico, e cominciano a sparire i soldi, inizialmente in maniera impercettibile e poi in maniera sempre più evidente”.

“Ci siamo anche per le famiglie sane”. “Noi ci siamo, ci siamo per tutti, anche per quelle famiglie cosiddette sane, perché siamo consapevoli del bisogno che c’è di confrontarsi sulle difficoltà che via via s’incontrano nella quotidianità, nelle relazioni familiari, tra genitori e figli, problemi che vanno assolutamente affrontati prima che degenerino in situazioni più difficili e dolorose” ribadisce il nuovo presidente dell’associazione “La Ricerca onlus”, Gianluigi Rubini, giunto alla guida di questa realtà dopo anni di volontariato proprio fra i genitori.

E lo ha ribadito anche nei giorni scorsi in occasione del summit sulle nuove droghe e nuove emergenze sociali che la onlus piacentina ha organizzato chiamando a raduno i presidenti dei diversi Centri di solidarietà della Fict, la Federazione italiana comunità terapeutiche di cui l’associazione fa parte fin dalla sua fondazione.

Nel consiglio nazionale è stata eletta recentemente anche un’operatrice storica della “Ricerca”, Donatella Peroni, che in un’intervista pubblicata sul sito ufficiale della Fict (http://progettouomo.net/index.php) invita a riflettere sulle nuove forme di dipendenza: “Parliamo di dipendenze non solo dalle sostanze illegali ma anche da alcol, gioco d’azzardo, internet … E poi c’è tutto il tema dei “ritirati sociali”: adolescenti che si isolano, si chiudono nella loro stanza, restano giornate intere al computer, rifiutando di andare a scuola e in generale di uscire. Il raggio d’azione della federazione comprende anche i disturbi alimentari, i problemi relazionali, l’emarginazione e il disagio non solo giovanile, ma anche delle famiglie e dei profughi, degli immigrati”.

Ed è così che a Roma, dove ha sede la Federazione, come a Piacenza con l’associazione “La Ricerca”, vengono attivati progetti e iniziative che cercano di rispondere alle nuove emergenze sociali.

 “Ci riconosciamo nella stessa matrice valoriale di Progetto Uomo che pone la persona al centro di ogni nostra azione: accogliere, credere nelle potenzialità di riscatto di ciascuno, porsi al fianco di chi soffre senza pregiudizi, né giudizi”.

I.C.

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