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Ospedale Castello, Forza Italia: “Via gli esami radiologici?”

"La motivazione addotta dall’Azienda - affermano - parrebbe poco plausibile facendo riferimento alla necessità di ridurre le liste di attesa quando le stesse sarebbero già ampiamente al di sotto della media"

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“Le non rassicuranti parole del Direttore AUSL, ascoltate durante la Conferenza Sociale e Sanitaria del 13 maggio scorso, assieme a nuove preoccupanti notizie, costringono a tornare sul tema del riassetto dell’Ospedale di Castel San Giovanni”: intervengono così Wendalina Cesario, Delegata Comunale di Forza Italia e Consigliere nel Comune di Castel San Giovanni, ed il Segretario Provinciale forzista Jonathan Papamarenghi sulla questione che il Partito sollevò e che fu confermato poi anche da altri partiti e comitati locali.

“Risulterebbe infatti – continuano gli esponenti azzurri – che l’Azienda AUSL abbia stipulato, da tempo, una convenzione con la nota Cooperativa Inacqua per l’effettuazione degli esami radiologici di conseguenza distolti dall’Ospedale di Castel San Giovanni pur essendo lo stesso attrezzato per gli stessi servizi. La motivazione addotta dall’Azienda parrebbe poco plausibile facendo riferimento alla necessità di ridurre le liste di attesa quando le stesse sarebbero già ampiamente al di sotto della media (risonanze prenotabili già da fine maggio, attese di poche settimane per le lastre e di poco più di un mese per le ecografie)”.

“Attese già minime, insomma, che potrebbero essere ulteriormente ridotte ricorrendo alla disponibilità data dagli operatori ad estendere il proprio turno –le cosiddette “risorse aggiuntive”. È poi cosa acclarata che da giugno l’allestimento di una terza sala con strumentazioni all’avanguardia porterà un’ulteriore riduzione dei tempi di attesa. Perché quindi la necessità di questa onerosa convenzione con Inacqua? È un tassello in più verso quel ridimensionamento temuto?”

Secondo Papamarenghi già le parole del Direttore Baldino in Conferenza sociosanitaria furono “tutt’altro che tranquillizzanti, avendo lo stesso garantito solamente che i posti letto non diminuiranno – interesserebbe meglio capire in che modo la cosa si rapporti con i posti trasferiti da già Borgonovo e soprattutto se ciò che qualifica un ospedale sono i posti letto oppure i servizi che si prestano-, e che non verrà tolta la rianimazione: nessun impegno in più”.

“Non una parola, quindi, sulla soppressione delle reperibilità dei medici interni nei fine settimana, sull’apertura di ortopedia e chirurgia solo dal lunedì al venerdì con i traumi da operare spostati su Piacenza o sulla ancor più allarmante prospettiva del ridimensionamento del pronto soccorso dal 2017. E la rianimazione: resterà l’intensiva o è garantita solo la subintensiva, escludendo quindi molte funzioni proprie dell’ospedale di oggi?”.

“Per questi motivi, dice Cesario, un plauso all’iniziativa del Sindaco Fondana di istituire una commissione ad hoc per monitorare, istituzionalmente, ogni passaggio nel prossimo futuro e scongiurare davvero il ridimensionamento dell’ospedale”.

“Quello che sta succedendo, conclude Papamarenghi, è un riassetto del sistema nell’ottica dell’ormai ineludibile Area Vasta con Parma, che procede sott’acqua, senza l’indispensabile trasparenza e che scaricherà sulle spalle dei cittadini un ridimensionamento del sistema sanitario piacentino che vedrà il nostro territorio sempre più penalizzato. Per questo il tema sarà oggetto della massima attenzione da parte di tutti i membri del Partito di Forza Italia”.

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