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Profughi, il “caso” Gragnano a Porta a Porta. Calza: “Sistema da cambiare”

La puntata del noto programma di Rai1 condotto da Bruno Vespa si è occupata di immigrazione, toccando anche il caso del comune piacentino dopo l’intervista rilasciata nei giorni scorsi dal primo cittadino al Corriere della Sera

“Ci rendiamo conto del dramma che queste persone vivono, credo nel dovere dell’accoglienza ma il sistema deve cambiare”. Lo ha ribadito davanti alle telecamere di Porta a Porta il sindaco di Gragnano (Piacenza) Patrizia Calza.

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La puntata del noto programma di Rai1 condotto da Bruno Vespa si è occupata di immigrazione, toccando anche il caso del comune piacentino dopo l’intervista rilasciata nei giorni scorsi al Corriere della Sera nella quale il primo cittadino lamentava il rifiuto da parte dei profughi pakistani ospitati in paese di svolgere alcuni lavoretti di volontariato.

E a Gragnano è arrivata una troupe della Rai per documentare la situazione. Nel servizio mandato in onda nel corso della puntata è stato intervistato il responsabile della struttura dove sono ospitati gli stranieri, insieme agli stessi profughi. “E’ stato chiesto loro di fare piccoli lavori di manutenzione – ha spiegato il sindaco – inizialmente tutti avevano accettato, poi si sono tirati indietro”. Motivo? “No soldi, no lavoro”.

“Il sistema di accoglienza deve essere modificato – ha detto Calza -. I migranti pensano di arrivare e avere diritto a tutto, deve invece arrivare il messaggio che a loro si chiede una collaborazione, un patto di solidarietà e corresponsabilità”.

“La spesa per l’accoglienza va bene se educa, costruisce, e rende migliori: questo tipo di sistema li costringe invece in una situazione di ignoranza. Se non si educano al lavoro non potranno acquire quelle competenze da spendere una volta usciti da questo sistema di protezione”.

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