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Profughi, Pd “Accoglienza da rivedere”. Maloberti “Vi porto la tessera della Lega”

E’ ferma e critica la posizione del Partito Democratico nei confronti del sistema di accoglienza degli immigrati sul territorio piacentino

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Fa discutere la ferma presa di posizione del Pd di Piacenza rispetto al sistema di accoglienza dei profughi. Per il consigliere regionale Gian Luigi Molinari, il sindaco di Gragnano Patrizia Calza e l’assessore del Comune di Piacenza Stefano Cugini, c’è il rischio che  “il sistema di accoglienza esploda e occorre evitare la tensione sociale”. Una frase che non è sfuggita a Giampaolo Maloberti della Lega Nord. “Sto cercando – scrive su Facebook – 3 tessere da sostenitore della Lega da portare a Molinari, Calza e Cugini. Affermano “il rischio è che il sistema di accoglienza esploda e occorre evitare la tensione sociale” proseguono “molti dei gestori lo fanno per profitto” e ancora “gli sbarchi stanno aumentando”. Ma noi non eravamo razzisti, fascisti, xenofobi ecc ecc? Ieri sera quando Salvini ha espresso gli stessi concetti apriti cielo. Senza parole”. 

La presa di posizione del Pd di Piacenza

“Bisogna guardare in faccia la realtà: nei confronti dei profughi si sta mettendo in atto un’accoglienza falsa e deviante. Ora più che mai serve un sistema di accoglienza che sia preciso, dignitoso ed educante. Avanti così non si può andare”.

Accoglienza profughi, la Prefettura individua 19 gestori in provincia

E’ ferma e critica la posizione del Partito Democratico nei confronti del sistema di accoglienza degli immigrati sul territorio piacentino. Nei giorni scorsi il Tavolo degli enti locali del Pd ha varato un documento unitario (in allegato a fondo pagina) che punta a porre all’attenzione politica locale, della Regione e del Governo il tema dell’accoglienza dei profughi analizzandolo dal punto di vista etico e organizzativo.

A illustrarlo il consigliere regionale Gian Luigi Molinari insieme con l’assessore al Welfare del Comune di Piacenza Stefano Cugini e alla vicepresidente della Provincia Patrizia Calza.

Secondo il Pd il rischio “è che il sistema di accoglienza esploda e occorre evitare la tensione sociale”. “Per questo – ha detto Molinari – riteniamo sacrosanto esprimere la nostra opinione affinché si trovi una soluzione che sia la più condivisa possibile”.

Ad oggi sul territorio provinciale – tra strutture ricettive private e rete Caritas – soggiornano 567 stranieri, 188 di questi nel solo comune capoluogo. Sono 22 i comuni, sui 48 totali, che al momento non ospitano stranieri. Gli sbarchi stanno aumentando e il Pd, pur mantenendo fermo lo spirito della solidarietà umana, intende prendere per mano la situazione con un documento “che offre prima di tutto soluzioni concrete”.

Non ha usato giri di parole Calza secondo cui “questo è un sistema di accoglienza farlo perché non si può negare che molti dei gestori lo fanno per profitto”.

La vicepresidente della Provincia ha insistito molto sul fatto che debbano esistere “degli obblighi anche per l’ospitato, in particolare quelli di accettare le regole culturali del paese ospitante”. In buona sostanza la proposta è quella di una “rivoluzione dell’accoglienza anche sotto il profilo dei controlli” ha sottolineato Cugini.

Nelle prossime settimane il documento passerà all’esame del direttivo provinciale del Pd. L’auspicio del partito è poi che si trovino convergenze anche con le altre forze politiche. “Il tema è comune e va affrontato quanto prima”.

IMMIGRAZIONE, RANCAN (LN) AL PD: «LE VOSTRE POLITICHE VI IMPONGONO IL SILENZIO» – “Per risultare credibile quando parla di immigrazione, il Partito Democratico dovrebbe smetterla di chiamare profughi tutti i clandestini che richiedono l’asilo politico pur non avendone i requisiti. Questo continuo uso di un vocabolo improprio, infatti, non è altro che l’ultimo disperato tentativo di edulcorare una pillola che gli italiani non vogliono più ingoiare”.

È la replica del consigliere regionale Matteo Rancan alle affermazioni di alcuni esponenti piacentini del Pd, che intendono presentare alla direzione provinciale e successivamente ai vertici del proprio partito una serie di misure per l’accoglienza e la gestione dei profughi.

“Il ricorso al termine profugo – accusa il consigliere del Carroccio – è un espediente linguistico al quale si ricorre per giustificare l’apertura delle frontiere ad immigrati che non sfuggono da guerre o persecuzioni, ma a giovani consapevoli di poter essere mantenuti con i soldi pubblici versati dagli italiani: solo una minoranza di essi ottiene infatti lo status di profugo”.

“Mentre i politici di centrosinistra si lambiccano sui criteri di gestione e le attività da far svolgere agli stranieri, da due anni il Piacentino ospita gratuitamente immigrati il cui diritto di asilo non è ancora stato verificato dalle autorità statali. Periodo nel quale – prosegue – la Lega Nord ha continuato a denunciare il fatto che tali lungaggini fanno solo l’interesse di chi, come i gestori delle strutture, traggono profitto dall’immigrazione con il rischio di scatenare tensioni sociali nel paese”.

“Fattori, questi, scoperti solo oggi dal Pd, che invece di fare pubblica ammenda per le politiche disastrose portate avanti in questo e altri settori, riesce solo ad accusare la Lega per avere paventato scenari catastrofici ora contemplati dagli stessi esponenti del centrosinistra locale. Ammettano finalmente che sono le loro regole sull’immigrazione, non la Lega, a causare il malcontento tra quelle persone che si vedono negati certi servizi, dei quali beneficiano però i clandestini. Politiche fallimentari che dovrebbero imporre loro il silenzio”.

“Senza voler respingere chi davvero scappa dalla guerra, la soluzione – propone Rancan – è quella di selezionare chi ha diritto allo status di profugo nel paese d’origine o in quelli limitrofi. E chi non ha ottenuto questo riconoscimento merita l’espulsione dall’Italia: il razzismo al contrario del quale sono vittime i piacentini non è più tollerabile. I nostri cittadini non meritano infatti di essere bistrattati in questo modo da una forza di governo che sta mettendo a repentaglio la sicurezza, la salute e la dignità della popolazione. Nel frattempo, il Pd accolga i clandestini nelle proprie sedi invece di distribuirle nei comuni”.

Intervento di Matteo Rancan, consigliere regionale Lega Nord, ai rappresentanti Pd. “Le vostre politiche vi impongono il silenzio” 

«Per risultare credibile quando parla di immigrazione, il Partito Democratico dovrebbe smetterla di chiamare profughi tutti i clandestini che richiedono l’asilo politico pur non avendone i requisiti. Questo continuo uso di un vocabolo improprio, infatti, non è altro che l’ultimo disperato tentativo di edulcorare una pillola che gli italiani non vogliono più ingoiare».

È la replica del consigliere regionale Matteo Rancan alle affermazioni di alcuni esponenti piacentini del Pd, che intendono presentare alla direzione provinciale e successivamente ai vertici del proprio partito una serie di misure per l’accoglienza e la gestione dei profughi.

«Il ricorso al termine profugo – accusa il consigliere del Carroccio – è un espediente linguistico al quale si ricorre per giustificare l’apertura delle frontiere ad immigrati che non sfuggono da guerre o persecuzioni, ma a giovani consapevoli di poter essere mantenuti con i soldi pubblici versati dagli italiani: solo una minoranza di essi ottiene infatti lo status di profugo. Mentre i politici di centrosinistra si lambiccano sui criteri di gestione e le attività da far svolgere agli stranieri, da due anni il Piacentino ospita gratuitamente immigrati il cui diritto di asilo non è ancora stato verificato dalle autorità statali. Periodo nel quale – prosegue – la Lega Nord ha continuato a denunciare il fatto che tali lungaggini fanno solo l’interesse di chi, come i gestori delle strutture, traggono profitto dall’immigrazione con il rischio di scatenare tensioni sociali nel paese. Fattori, questi, scoperti solo oggi dal Pd, che invece di fare pubblica ammenda per le politiche disastrose portate avanti in questo e altri settori, riesce solo ad accusare la Lega per avere paventato scenari catastrofici ora contemplati dagli stessi esponenti del centrosinistra locale. Ammettano finalmente che sono le loro regole sull’immigrazione, non la Lega, a causare il malcontento tra quelle persone che si vedono negati certi servizi, dei quali beneficiano però i clandestini. Politiche fallimentari che dovrebbero imporre loro il silenzio. Senza voler respingere chi davvero scappa dalla guerra, la soluzione – propone Rancan – è quella di selezionare chi ha diritto allo status di profugo nel paese d’origine o in quelli limitrofi. E chi non ha ottenuto questo riconoscimento merita l’espulsione dall’Italia: il razzismo al contrario del quale sono vittime i piacentini non è più tollerabile. I nostri cittadini non meritano infatti di essere bistrattati in questo modo da una forza di governo che sta mettendo a repentaglio la sicurezza, la salute e la dignità della popolazione. Nel frattempo, il Pd accolga i clandestini nelle proprie sedi invece di distribuirle nei comuni».

IL DOCUMENTO PD

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