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Provincia, via libera (con polemiche) all’accordo quadro con Parma foto

“L’accordo - ha spiegato il presidente Francesco Rolleri - riguarda la possibilità per i due enti di collaborare e confrontarsi sulle esigenze delle amministrazioni"

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Via libera (con polemiche) anche dal consiglio provinciale di Piacenza all’accordo quadro con la Provincia di Parma per la gestione associata di funzioni e di servizi, nonché per la gestione coordinata di attività,

Il patto, primo step per la realizzazione della futura Area vasta, aveva ricevuto la scorsa settimana l’ok anche da Parma. “L’accordo – ha spiegato il presidente Francesco Rolleri – riguarda la possibilità per i due enti di collaborare e confrontarsi sulle esigenze delle amministrazioni. E’ evidente come dopo la fase di “ristrutturazione” che ha subìto l’ente gli uffici si siano indeboliti: abbiamo quindi deciso di iniziare con Parma un monitoraggio ed una condivisione delle rispettive esigenze, per partire eventualmente con una convenzione per la gestione di alcuni servizi”.,

Il testo è stato approvato con un emendamento proposto dallo stesso Rolleri, “condiviso con l’amministrazione di Parma”: viene specificato come il patto abbia carattere sperimentale nell’ottica di anticipare la gestione associata tra Enti “che vede come ambito ottimale di realizzazione le Province/Aree Vaste di Piacenza, Parma e Reggio Emilia”.

“L’accordo – ha precisato lo stesso Rolleri – ha natura sperimentale rispetto alle sole province di Parma e Piacenza; nostra volontà è quella di definire un percorso di confronto e condivisione anche con la Provincia di Reggio Emilia, alla luce dei risultati che emergeranno dal Referendum Istituzionale e dai decreti attuativi del Governo”.

L’emendamento prevede inoltre una ulteriore riduzione del costo sostenuto per la dirigenza degli enti, e che il Comitato tecnico incaricato di curare la predisposizione e l’attivazione degli strumenti per l’attuazione dell’accordo sia composto da un dirigente di ogni Provincia. Il prossimo passo è ora la firma dell’accordo fra i due Presidenti per unire le forze dei due Enti e compensare le reciproche carenze.

COSA PREVEDE – L’accordo quadro, in sintesi, prevede la programmazione, il coordinamento e supporto ai Comuni in alcune funzioni amministrative: centrale unica di committenza, servizio Europa, servizio legale, con sperimentazioni anche sulla pianificazione territoriale e la promozione turistica. Si tratta di uno strumento flessibile che in soli sei punti indica un chiaro percorso di collaborazione.

LA DISCUSSIONE – Nella seduta, alla quale ha partecipato una rappresentanza dei sindacati che chiede al Governo il rinnovo dei contratti della Pubblica Amministrazione bloccati per legge, non sono mancate le critiche all’accordo: Filippo Bertolini, appoggiato dal collega Sergio Bursi (Fdi), ha chiesto l’inserimento di un emendamento (respinto) che prevedeva la presenza di un consigliere della minoranza a fianco del presidente per seguire l’iter previsto dal patto. Bertolini è poi uscito dall’aula al momento del voto.

Contrarie al patto con Parma anche le consigliere Gloria Zanardi e Paola Galvani (Forza Italia) che hanno attaccato la Regione e la legge Delrio sul riordino provinciale: “Dobbiamo lanciare un messaggio chiaro – ha detto Zanardi – non è possibile che Stato e Regione facciano scelte senza sapere in che modo attuarle”.  “Ci troviamo – ha aggiunto Galvani – per ennesima volta a dover sopperire a mancanze senza avere nessuna direttiva sulla strada verso cui devono andare le province; il nostro ente è ancora solido e con possibilità economiche, non credo possa dare vantaggi mettersi con una provincia che da questo punto di vista sta peggio di noi”. 

Ha invece difeso l’accordo Patrizia Calza (Pd), che ha incassato i complimenti di Bursi e Zanardi sulla posizione espressa pubblicamente in merito alla gestione dei profughi sul territorio: “Penso sia un atto dovuto da parte di un’amministrazione prendere decisioni senza aspettare passivamente gli eventi; verifichiamo se si può collaborare in qualche modo, in un percorso di avvicinamento all’Area Vasta che non ci trovi del tutto impreparati”.

Sulla stessa linea anche Luca Quintavalla (Pd): “E’ una scelta coraggiosa, sarebbe molto più comodo rimanere fermi e aspettare; l’accordo non va però confuso con il tema ben più grande dell’area vasta”.

BILANCIO CONSUNTIVO – Via libera dal consiglio provinciale anche al bilancio consuntivo 2015, dopo il passaggio dei giorni scorsi nell’assemblea dei sindaci.

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